14 Marzo 2019 - 13.40

Terme di Recoaro, Forcolin: “Sono un bene del territorio”

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Alle ultime dichiarazioni, apparse sulla stampa, in merito al presunto disinteresse della Regione sul futuro delle Terme di Recoaro il vicepresidente Gianluca Forcolin risponde: “meritano una decisa smentita”. “Ho infatti più volte sottolineato come lo stabilimento termale possa essere valorizzato solo con la consapevolezza che non è esclusivamente un bene di proprietà regionale, ma appartiene anche e soprattutto al territorio, a chi lo abita, a chi vi opera ed esercita con passione e amore la propria attività economica”.

 

“Con questo spirito – aggiunge Forcolin – in assenza di istanze di partecipazione alla recente procedura di evidenza pubblica, avevo inteso sollecitare dei “segnali” di collaborazione a tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati a vario titolo, a favorire – in ogni modo – l’apertura della prossima stagione termale. Con queste precisa finalità già nei giorni scorsi è stato convocato anche un apposito tavolo tecnico per analizzare possibili ipotesi di collaborazione e gestione”.

 

“Da quando ho assunto la responsabilità di Assessore al Patrimonio – puntualizza il vicepresidente – dopo aver preso atto delle criticità che accompagnavano da tempo il sistema termale di Recoaro – che peraltro non rappresenta un caso isolato nel panorama nazionale – ho avviato un concreto programma di recupero delle strutture per oltre mezzo milione di euro (basti ricordare il “salvataggio” di Villa Tonello”) e ho esplorato, d’intesa con l’Amministrazione comunale, tutte le possibili forme di gestione, economicamente sostenibili, anche di lungo periodo, cercando di raccogliere proposte concrete, serie, da parte di soggetti qualificati”.

 

“Non a caso – specifica Forcolin – proprio la recente determinazione di limitare, in via sperimentale, a diciotto mesi (e non a tre, come erroneamente si legge sulla stampa locale) la cessione in affitto della porzione più significativa del compendio, con assunzione da parte della Regione di tutte le spese di investimento, è stata adottata dalla Giunta regionale con l’intento di lasciare aperta la possibilità di elaborare un piano economico, anche su base ultra trentennale, su cui – previa doverosa procedura di evidenza pubblica – verificare l’interesse del mercato”.

 

“Per ultima – conclude il vicepresidente – una postilla per far rilevare che nella proposta datata 8 marzo 2016 a cui fa riferimento il sig. Asnicar si chiedeva alla Regione di affidare direttamente ad una associazione, “senza preventiva celebrazione di apposita procedura di evidenza pubblica”, l’azienda Terme e le sue acque, a titolo gratuito, in violazione di ogni regola e del principio di tutela dell’interesse pubblico e della concorrenza. E questo il sig. Asnicar dovrebbe saperlo”.

 

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