15 Settembre 2020 - 8.45

Teatro Olimpico di Vicenza, al via il 73° Ciclo di Spettacoli Classici

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È imminente l’avvio del 73° Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico, direzione artistica di Giancarlo Marinelli, dal titolo emblematico Nostos. Se tu non torni, allestito al Teatro Olimpico di Vicenza, progettato da Andrea Palladio. L’inaugurazione, in programma venerdì 25 settembre 2020 alle 21.00, è affidata ad una produzione originale, il primo adattamento teatrale mai rappresentato in Italia del romanzo di Virginia Woolf – La signora Dalloway – lavoro che porta la firma, come scrittura drammaturgica e regia, di Giancarlo Marinelli; ad impersonare Clarissa Dalloway, Anna Galiena, affiancata da Ivana Monti, Fabio Sartor, Romina Mondello, Ruben Rigillo, Fabrizio Bordignon, Andrea Cavatorta e Giulia Pelliciari; multivisioni di Francesco Lopergolo, luci di Andrea Grussu, costumi  di Daniele Gelsi, una produzione Teatro Ghione.

La 73° edizione del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico – promossa dal Comune di Vicenza, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e l’Accademia Olimpica, realizzata con il sostegno della Regione del Veneto, di Confindustria Vicenza e di Gruppo AIM – è costruita dal racconto in scena di personaggi del mito e della tradizione narrativa europea che ritornano alle origini e propone titoli anche inconsueti, ma profondamente legati al mondo classico: saranno otto gli spettacoli in programma, di cui sei in prima nazionale, dal 25 settembre al 23 ottobre 2020. Calorosa la risposta del pubblico, con molti spettacoli del programma quasi al tutto esaurito già in fase di prevendita.

“Nonostante le evidenti difficoltà, siamo riusciti a garantire anche quest’anno l’avvio del Ciclo degli spettacoli classici al Teatro Olimpico, pur con le limitazioni che la pandemia ci impone. E con il teatro auspichiamo che la vita riprenda il suo cammino nella piena normalità dei giorni e delle cose – ha dichiarato il Sindaco Francesco Rucco -. La quotidianità, per noi vicentini ma anche per noi abitanti di questo mondo che abbiamo costruito su una cultura antica che viene dalla Grecia e dal Mediterraneo, è fatta anche di teatro, musica, arte e di tutto ciò che, nel suo insieme, forma il lascito del pensiero classico, quello stesso che, unico, oggi noi possiamo leggere e rileggere per guardare al futuro con positività”.

“Sono felice e orgoglioso di come il pubblico ha accolto l’invito a partecipare a questo ritorno a casa: con gioia, entusiasmo e generosità – prosegue il Direttore Artistico Giancarlo Marinelli -. Perché il teatro è questo: la scienza esatta della civiltà che si autorappresenta e si definisce. Fermare il teatro significa bloccare la civiltà. Se poi il teatro è l’Olimpico di Vicenza, il teatro al coperto più antico e più bello del mondo. Per questo, ripartire da qui significa dire al mondo non solo che Vicenza, il Veneto, l’Italia non si fermano. Perché è il mondo che lo dice a se stesso”.

Ed è una scelta ardua, quella di inaugurare il Ciclo dei Classici con La signora Dalloway in versione teatrale: il Direttore Artistico e regista Marinelli ha scelto infatti un romanzo difficilissimo da rappresentare, per l’uso estremo del monologo interiore e del dialogo esasperatamente intimo, in cui i personaggi fanno emergere la loro verità quando solo parlano con se stessi; ma il classico novecentesco per un “teatro impossibile” assume significati molto pregnanti, con straordinarie consonanze alla nostra situazione. La storia è di quella giornata particolare, un mercoledì di giugno del 1923, in cui Clarissa Dalloway, dopo mesi di esilio forzato dal mondo, esce nelle strade di Londra per comprare dei fiori; quella sera, nella sua casa borghese ed elegantissima, si celebra il ritorno alla vita di un pezzo di società e forse di un intero continente finalmente libero dal massacro della guerra e della febbre spagnola. Ma Clarissa e gli altri (personaggi in scena rigorosamente distanziati, come prevede la scrittura drammaturgica e il senso del romanzo) devono liberarsi dai loro tormenti per essere pronti alla nuova vita in modo più puro e autentico. Lo spettacolo sarà in scena venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre, e ancora giovedì 1, venerdì 2 e sabato 3 ottobre alle 21.00. (biglietti disponibili su www.classiciolimpicovicenza.it).

Gli altri titoli del programma dei Classici sono Elena e Penelope, di e con Giorgio Montefoschi e con Romina Mondello, una lectio olimpica, in prima nazionale, di uno degli autori più celebrati della narrativa contemporanea, critico letterario e traduttore, in programma “fuorisede” (a Palazzo Cordellina della Biblioteca civica Bertoliana, a Vicenza) martedì 29 settembre alle 18.00, a raccontare la personalissima visione del “ritorno a casa” del romanziere, attraverso le voci di donna di due eroine, tra i miti fondativi della civiltà occidentale, interpretate e viste con uno sguardo anticonvenzionale.

E ancora, un potente monologo al femminile, è previsto per il terzo appuntamento con Ecuba e le streghe. Castracagna, la strega del Po, di e con Ivana Monti, in scena martedì 29 settembre alle 21.00, una riscrittura site specific per il Teatro Olimpico. E un’altra intensa interpretazione al femminile, un omaggio a Shakespeare, è quella rappresentata da Noi. Dialoghi shakespeariani di e con Anna Galiena – che dello spettacolo firma anche la traduzione e la drammaturgia – in scena mercoledì 30 settembre alle 21.00: amore, odio, potere, gelosia, lussuria e tutte le passioni cantate dal Bardo, sono espressione dell’ambivalenza umana, per esprimere il doppio del teatro e della vita e per segnare simbolicamente il passaggio dal teatro classico a quello elisabettiano.

Dedicato alle famiglie e ai più piccoli è il quinto titolo del Ciclo dei Classici, ancora una prima nazionale, con Palladio magico di Carlo Presotto (che è anche l’interprete dell’originale messa in scena) e Davide Venturini, una nuova produzione de La Piccionaia, programmata nelle domeniche di ottobre, il 4, l’11 e il 18 alle 17.30 nel giardino dell’Olimpico.

Il lupo e la luna, di e con Pietrangelo Buttafuoco, sarà inveceuna ripresa teatraledel “cuntu” che lo scrittore e giornalista ha dato alle stampe nel 2011, una prima assoluta a teatro, accompagnata dalle videoproiezioni di Francesco Lopergolo, in programma sabato 10 ottobre alle 21.00: il giovane Scipione Cicalazadè, comandante degli eserciti Ottomani di terra e di mare, è sempre accompagnato da un lupo che ulula la sua passione per la sua dama, ma è anche la voce dell’eroe che grida la sua rabbia, il tradimento e l’utopia.

Un mito rivisitato in modo rivoluzionario, sarà al centro del penultimo titolo del programma, Clitennestra. I morsi della rabbia di e con Anna Zago, una nuova produzioneTheama Teatro, realizzata con la consulenza artistica e regia di Piergiorgio Piccoli; la pièce, dedicata all’eroina che incarna l’infamia femminile, verrà rappresentata, nel giardino del Teatro Olimpico venerdì 16 e sabato 17, lunedì 19 e martedì 20 ottobre alle 21.00.

A chiudere il 73° Ciclo dei Classici, ancora una prima nazionale, Una Piccola Odissea di e con Andrea Pennacchi, conle musiche di Giorgio Gobbo, eseguite dal vivo dall’autore(chitarra e voce), da Annamaria Moro (violoncello) e da Gianluca Segato (lap steel guitar),in programma giovedì 22 e venerdì 23 ottobre alle 21.00, un lavoro checelebra il ritorno a casa dell’eroe errante per eccellenza della storia del mito, ma anche un personalissimo ritorno dell’autore teatrale veneto alla sua infanzia.

Nostos dunque per chiudere il viaggio, che è nostalgia, un vagare alla ricerca, ri-cercare qualcosa che sembra nuovo ma che in verità è stato perduto. Perché ogni viaggio è un viaggio a ritroso e ogni viaggio è un ritorno a casa. Ed è sicuramente un ritorno all’Olimpico.

I posti per il pubblico e gli ospiti saranno ridotti rispetto alla capienza totale del Teatro Olimpico, per le normative di contenimento della pandemia, ma raddoppiati rispetto alle previsioni iniziali: diventano 210 in base alle linee guida del Dpcm del luglio scorso e alle disposizioni della Regione del Veneto sulla distanza interpersonale; l’accesso all’interno del Teatro sarà consentito 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo con l’invito, per gli spettatori e gli ospiti, di presentarsi in anticipo per evitare assembramenti, indossando la mascherina (che potrà essere tolta, una volta seduti in sala); sono previsti l’utilizzo del gel disinfettante per le mani e la misurazione della temperatura prima dell’ingresso a teatro. La biglietteria del Teatro Olimpico sarà aperta a partire dalle 20.15, 45 minuti prima dell’inizio degli spettacoli.

Particolarmente nutrita la serie degli eventi collaterali, per l’edizione 2020 dei Classici: gli Aperitivi olimpici, condotti da Antonio Stefani nel giardino del Teatro Olimpico prima di alcuni spettacoli, gli Incontri e approfondimenti a Palazzo Cordellina sulla conservazione della memoria e “Toccarli con mano”, appuntamenti inediti in cui i protagonisti dei Classici incontrano dei grandi libri in edizioni antica, conservati in Biblioteca civica Bertoliana. Per il programma completo degli spettacoli e degli eventi:

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