1 Luglio 2020 - 15.12

Spaccio di droga dal bancone del bar: 3 arresti

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Un’indagine durata circa 9 mesi e che ha portato all’arresto di 5 persone, alla denuncia di 3 persone, 7 persone segnalate quali assuntori, al sequestro di 17,21 grammi di cocaina, 71,41 di marijuana, 24 di hashish, documentate circa 560 cessioni di stupefacente ed al sequestro di 137.500 euro.

I Carabinieri della Stazione di Marostica, nel mese di novembre scorso, nel controllare una persona, la trovano in possesso di una dose di cocaina che confida aver acquistato poco prima all’interno del bar “Fenice”, da Vito Antonio D’Armento, gestore del locale insieme a Erika Csako . Una perquisizione domiciliare, poi, ha fatto rinvenire 135.648 euro, ed il rinvenimento di 17 dosi di cocaina spontaneamente consegnate dal D’Armento. Oltre al denaro ed allo stupefacente, i carabinieri hanno sequestrato anche gli hardisk dell’impianto di videosorveglianza da dove era possibile visionare immagini che consentivano di documentare i movimenti e le attività dei due che si susseguivano nella casa e all’interno del bar. Le immagini hanno evidenziato come nel periodo intercorso dal 25.10.2019 al 15.11.2019 (non più di 20 giorni) il D’Armento e la Csako si- fossero resi autori di 554 cessioni di cocaina effettuate all’interno del bar nei confronti di vari avventori, con una media di 30 cessioni giornaliere e picchi nei giorni di venerdì e sabato di oltre 50 cessioni per oltre 70 dosi.

I filmati della telecamera mostravano chiaramente gli avventori che, entrati nel bar, ordinavano e consumavano caffè od altro e, all’atto di pagare, consegnavano al D’Armento o alla Csako prima l’importo della consumazione che veniva riposto nel cassetto del registratore di cassa e poi delle banconote di taglio più grosso a seconda del quantitativo richiesto, che venivano riposte in una busta situata accanto al registratore di cassa dove si trovava pure un barattolo-contenente le dosi di cocaina che venivano dal cassiere di turno estratte dal barattolo e depositate sul banco da dove venivano subito prelevate e velocemente conservate in tasca o nel portafogli dall’acquirente.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento della droga da parte dei due gestori del bar, gli inquirenti hanno identificato Dahir Khalid, che in un paio di occasioni si era recato al bar “Fenice” a consegnare lo stupefacente, un’attività preceduta sempre da contatti telefonici tra lo stesso e il D’Armento e da messaggi Whatsapp memorizzati sul telefono cellulare sequestrato al D’Armento. Dai filmati visionati dagli inquirenti, si vede il Dahir che entrato nel bar, attende che la Csako si liberi e poi, avvicinatosi alla cassa, le consegna un involucro, dopo di che questa si allontana e poi ritorna ed inizia a consegnare le dosi di cocaina a due clienti in attesa. L’involucro ricevuto viene portato all’interno dell’abitazione e nascosto in un cassetto. Si capisce anche che il D’Armento preleva da questo cassetto un cospicuo numero di dosi di cocaina preconfezionate e le sposta all’interno di due barattoli, quelli che di solito lui e la Csako utilizzano per riporre le dosi di cocaina e portarle nel bar dove avviene lo spaccio agli avventori.

Dopo l’episodio gli indagati hanno continuato imperterriti nella conduzione dell’illecita attività, optando, nel contesto dell’emergenza sanitaria in corso, per lo spaccio nei confronti dei soliti clienti all’esterno dei bar nell’area del piazzale antistante, dove sono stati effettuati alcuni riscontri mediante l’identificazione dei consumatori degli stupefacenti ed il contestuale sequestro della dose. Il 29 maggio gli indagati sono stati denunciati per spaccio di stupefacenti, poiché sorpresi a cedere stupefacente ad una persona identificata poi in Valerio Massimiliano, anch’egli poi indagato direttamente dalla Procura per spaccio di droga e trovati in possesso di due dosi di cocaina, di circa 2 gr. di marijuana e di 1.860 euro.

Alle fine sono state emesse tre ordinanze di custodia cautelare di cui due in carcere, per D’Armento e Csako, ed una ai denunciati, eseguite il 29 giugno scorso.

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