20 Maggio 2020 - 10.38

Sant’Antonio da Padova, quest’anno un 13 giugno “diverso”

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Siamo appena usciti da due mesi di lockdown, e anche se da qualche giorno possiamo godere di una maggiore “libertà” di movimento,  stiamo realizzando che il Covid 19 continuerà a condizionare pesantemente la nostra vita di relazione ancora per lungo tempo.Uno degli aspetti che più hanno colpito il nostro immaginario è stata la cancellazione di tutti i riti religiosi, spianando la strada ad una sorta di  “chiesa digitale”, in cui i fedeli hanno potuto assistere alle funzioni  in diretta “streaming” online o via cavo, su reti televisive locali e stazioni radio.   Con la Fase 2 i luoghi di culto sono stati riaperti al pubblico, ma le misure di “distanziamento sociale” continueranno a imporre limitazioni alla liturgia, dall’abolizione dello scambio del segno di pace, all’eliminazione delle acquasantiere e quant’altro.Al momento quindi nulla è come prima, e se a Roma la Pasqua ha impedito di celebrare la processione del Venerdì santo e la Messa pasquale in San Pietro, analogamente anche a Padova la Festa di Sant’Antonio sarà in tono minore, con la rinuncia alla tradizionale processione del 13 giugno.La notizia per certi aspetti era data per scontata, ma l’ufficializzazione si è avuta nei giorni scorsi per bocca del Rettore della Basilica del Santo, padre Oliviero Manera.Quindi quest’anno la statua del frate originario di Lisbona, morto a Padova nel 1231, non lascerà il santuario, e non solo non verrà scortata per le vie del centro cittadino, ma neppure portata sul sagrato per esporla alla devozione dei fedeli.Queste le parole di Padre Manera: “Abbiamo sperato fino all’ultimo che Sant’Antonio riuscisse davvero a sconfiggere l’emergenza coronavirus. Adesso però dobbiamo prendere atto che la processione non si potrà svolgere. D’altronde, le direttive anti-contagio emanate dal governo parlano in maniera molto chiara, soprattutto in merito al divieto di assembramento e all’obbligo di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. Tanto che non solo non si potrà fare la processione, ma dovremo pure ridurre da 800 a 200 la capienza del santuario, differenziando le porte d’ingresso e quelle d’uscita. Dovendo anche sanificare tutta la Basilica al termine di ogni funzione, sarà già tanto se riusciremo a celebrare sei messe rispetto alle undici che abitualmente si tengono nel giorno della Festa del Santo”.Salterà così un appuntamento attesissimo da tutti i padovani e dai fedeli di Sant’Antonio, che assieme a San Prosdocimo, Santa Giustina e San Daniele è uno dei patroni della città.Sarà quindi un 13 giugno “diverso” quello di quest’anno del Signore 2020. In cui i cittadini non vedranno sfilare le reliquie e la statua del taumaturgo per il tradizionale percorso Piazza del Santo, Via San Francesco, Canton del Gallo, via Roma, via Umberto I, Prato della Valle, Via Luca Belludi, Piazza del Santo.E non potranno quindi vedere in testa alla processione gli smaglianti mantelli azzurri della Confraternita dei Macellai del Sotto il Salone, considerati i custodi della “lingua e del mento” del Santo, e che in quanto tali da oltre 150 anni sono chiamati a scortare e proteggere la statua durante tutto il percorso della processione.Ecco quindi come il virus di Wuhan riuscirà a stravolgere anche una tradizione secolare unica al mondo.Ma sono 789 anni che Padova onora e ricorda Sant’Antonio, e siamo fiduciosi che il 13 giugno dell’anno prossimo i padovani potranno nuovamente sfilare in preghiera dietro le reliquie del loro “Santo”. 

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