12 Febbraio 2020 - 11.09

San Valentino e la magia dell’amore

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Se c’è un’immagine che tutti riconoscono come il simbolo dell’amore, sicuramente è quella de “Les Amoureux” di Peynet, meglio noti nel nostro Paese come “Valentino e Valentina”.Eppure sono stati disegnati durante uno dei periodi più tragici della storia europea, come confermato dalle parole del loro creatore Raymond Peynet: “Sono nati nel 1942 ma in realtà hanno sempre vent’anni. È stato un caso. Durante la guerra mi trovavo alla stazione di Valence e là, in attesa della coincidenza, andai a fare due passi finché arrivai in un giardino, al cui centro vidi un “kiosque à musique”. Fu qui che mi venne l’ispirazione per un disegno. Rappresentai un gruppo di suonatori che al termine d’una esecuzione andavano via con gli strumenti nelle custodie, e uno solo continuava imperterrito a suonare il violino, dicendo al penultimo, già dietro agli altri: potete andare tranquilli, finisco da solo. Titolo del mio disegno: Sinfonia incompiuta. Spedii il disegno a Ric e Rac, un giornale per gli inglesi che si stampava a Parigi, ma l’impaginatore traendo lo spunto da una sola ragazza che ascoltava la musica, mise un altro titolo, Les amoureux de Peynet, e mi dissero che bisognava continuare: ecco come nacquero il poeta e la fidanzata. Giunti in Italia, Cesare Perfetto li chiamò Valentino e Valentina”.Nacquero quindi in anni duri e desolati.  Anni di guerra, in cui la gente non sorrideva più, perché non c’era nulla per cui sorridere. Ma quell’immagine dei due fidanzatini, che vivono in un mondo delicato, poetico, quasi onirico, fatto di amore, di gentilezza, di tenerezza, si impose immediatamente nell’immaginario collettivo, tanto da diventare quasi il simbolo della Festa di San Valentino.Se avete occasione di passare per Valence, ricordatevi di fare una visita a quel chiosco, dal 1982 dichiarato monumento nazionale francese, nel quale è stata posizionata una targa che raffigura i due fidanzatini che si tengono per mano. Abbiamo detto che i due giovani innamorati sono diventati un po’ l’allegoria della festa di San Valentino, che però è una festività molto antica, istituita circa 1500 anni fa.Una festa che oggigiorno è tutta una questione di regali, frasi ad effetto, biglietti di auguri (chiamati appunto Valentine) e cene romantiche, ma che affonda le sue radici in varie leggende legate a questo giorno.Ben prima che si affermasse la tradizione di San Valentino, gli antichi romani il 15 febbraio celebravano un rito di fertilità, durante il quale veniva invocata una divinità: Lupercus, successivamente raffigurato come un Fauno.Ma cosa succedeva durante i “Lupercali”?Sembra che il clou della festa si realizzasse quando le matrone romane che volevano una sorta di benedizione per propiziare la fertilità, si offrissero spontaneamente alle frustate di gruppi di giovani nudi, devoti di Lupercus, e fra queste anche le donne in dolce attesa, perché si riteneva che le sferzate avrebbero fatto bene alla nascita del pargolo.Capite bene che questi riti di natura ancestrale, caratterizzati da eccessi e trasgressioni fortemente legati alla sfera primordiale della sessualità, fossero fortemente osteggiati dalla Chiesa cattolica che, analogamente a quanto successo con altre festività pagane, progressivamente sostituì i vecchi riti apertamente in contrasto con la nuova morale, con la ricorrenza che celebriamo anche al giorno d’ oggi.E secondo la tradizione fu Papa Gelasio I° ad impegnarsi nel trovare un sostituto, un Santo che potesse eclissare Lupercus.Il prescelto fu San Valentino di Terni, e fu così che nel 496 d.C. il Papa istituì la festività in onore di questo martire, che divenne il protettore degli “innamorati”. E dato che il Santo era ricordato nel calendario liturgico il 14 febbraio, di fatto il Papa anticipò di un giorno l’antica festa dei Lupercali.A questo punto la domanda che viene spontanea è: ma perché San Valentino?Le leggende al riguardo sono molte.Innanzi tutto va detto che San Valentino di Terni sarebbe stato un sacerdote del III° secolo d.C., che assisteva i cristiani di Roma.Secondo una prima tradizione, Valentino sarebbe vissuto all’incirca tra il 176 e il 273 , e  fu un vescovo romano e un martire.  Di famiglia benestante, dopo essersi convertito al cristianesimo, divenne vescovo di Terni a soli 21 anni.  Nel 273 si recò a Roma per predicare il Vangelo, ma l’imperatore Claudio gli ordinò di abbandonare l’opera di evangelizzazione, e di abiurare la fede cattolica.  Ovviamente Valentino rifiutò, e l’imperatore prima lo condannò a morte, ma poi lo graziò affidandolo ad una famiglia nobile.  Alla morte di Claudio, Valentino venne arrestato nuovamente, e questa volta il nuovo imperatore Aureliano fu meno magnanimo del suo predecessore: Valentino fu flagellato, ed infine decapitato lungo la via Flaminia il 14 febbraio 273 d.C. Secondo un’altra leggenda il Santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro, per permetterle di avere una dote per il matrimonio.   Proprio questo dono generoso, finalizzato all’amore, avrebbe dato vita alla tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati. Un’ulteriore versione narra che Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano. I due sposi sarebbero morti insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. Come spesso succede per le tradizioni legate ai Santi, il confine fra realtà e fantasia è molto labile. E nel caso di San Valentino va detto per completezza di informazione che la Chiesa cattolica riconosce almeno due diversi santi con questo nome,  entrambi martiri: un Valentinus di Roma ed un Valentino da Terni.   E oltre a tutto non solo alcuni studiosi ritengono si trattasse della stessa persona, ma secondo altri il Valentino prete non sarebbe neppure esistito. Ma abbiamo già detto che le leggende non sono mai certe, e anche le storie vere a volte hanno offerto la stura a fantasticherie più o meno romantiche.A diffondere il mito di San Valentino, soprattutto in Francia ed in Inghilterra contribuì l’ordine benedettino, attraverso i suoi monasteri, in quanto questi monaci furono affidatari della basilica di San Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII° secolo.Inoltre, pur essendo la figura di San Valentino associata fin dall’inizio al messaggio amoroso, l’associazione con l’amore romantico ed i fidanzati è sicuramente posteriore.  Soprattutto nei Paesi di cultura anglosassone la festa di San Valentino era caratterizzata dallo scambio delle cosiddette “valentine”, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuore, o di colomba, o di Cupido con arco e frecce.  Tanto che già dall’inizio del 1800 cominciò addirittura la produzione su scala industriale di questi biglietti, contribuendo così alla “commercializzazione” della ricorrenza, ed alla sua affermazione nella cultura popolare.Ma poi, con l’avvento del consumismo, la tradizione delle “valentine” divenne secondaria rispetto allo scambio di doni, dai cioccolatini ai fiori, ai gioielli, ovviamente per chi se lo può permettere.Ogni Paese ha tradizioni diverse per questa festa.   In Germania gli innamorati scrivono bigliettini e acquistano regali, in genere non troppo costosi, e fiori per il proprio partner.In Olanda ed in Inghilterra si usa spedire bigliettini anonimi.Ma forse la tradizione più particolare è quella dei giapponesi, in quanto prevede siano le ragazze a regalare una scatola di cioccolatini ai ragazzi, anche se non sono necessariamente i loro fidanzati: vanno bene pure amici e colleghi di lavoro.  Ed i maschietti che ricevono i cioccolatini a San Valentino devono ricambiare il dono ricevuto regalando cioccolato bianco un mese dopo San Valentino, cioè il 14 marzo. In Spagna in quel giorno vanno a ruba le rose rosse. Negli Stati Uniti, San Valentino viene festeggiato da tutti: anche dai bambini, che si scambiano biglietti raffiguranti gli eroi dei cartoni animati.Io credo che, al di là delle diverse tradizioni, il 14 di febbraio debba rimanere il giorno di tutti gli innamorati, e che l’immagine che meglio raffigura la Festa di  San Valentino resta sempre quella dei due fidanzatini di Paynet, che da oltre settant’anni continuano a rinnovare in tutti noi, giovani  e meno giovani,  la poesia e la magia dell’amore. Buon San Valentino a tutti da parte di Tviweb!

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