18 Maggio 2020 - 17.02

Resistenza, resilienza o sopravvivenza

Che gran casino. Ed a gestirlo probabilmente qualcuno che manco sa come andarne a capo. Un decreto rilancio, peggio di una bibbia, fatto di quasi 500 pagine, capace di mettere alla prova anche i più preparati professionisti, figuriamoci i comuni mortali, ancora in attesa dell’agognata cassa integrazione, e che lette le prime pagine non possono far altro se non imprecare e maledire per l’ennesima volta l’apparato burocratico e la classe dirigente, zavorra del nostro bel Paese.

L’unica cosa certa è la sensazione che tutti noi proviamo: quella di essere dentro un vortice che ci ha travolti, con la paura della pandemia.

Non c’è da stupirsi quindi del crollo del PIL. Cosa potevamo attenderci dopo due mesi di quasi totale blocco delle attività produttive, rinchiusi nel lockdown per combattere la pandemia di COVID-19. Anche senza essere fenomeni si poteva prevedere il PIL dell’area euro in drastica discesa, con un crollo superiore al 7% rispetto al 2019 e l’economia ferma in uno stato di ibernazione.

Forse tutti noi ci saremmo aspettati misure precise ed indicazioni certe e chiare sul come ripartire e riprendere la vita di tutti i giorni, ma purtroppo abbiamo capito che i cosidetti esperti lo sono solo sulla carta.

Giusta quindi la preoccupazione scaturita dalla pandemia capace di far schizzare il deficit pubblico dell’Italia a circa l’11% nel 2020, e capace soprattutto di far salire alle stelle il debito pubblico al 158% nel 2020.

Meglio invece non pensare a cosa potrebbe succedere in caso di ritorno del VIRUS nel prossimo autunno, ammesso che riusciremo a liberarcene prima. L’unica cosa che può relativamente consolarci è il tempo per prepararci al meglio e sperimentare cure.

Al momento, non da un punto di vista medico ovviamente, l’unica arma che abbiamo per affrontare angosce e paure quotidiane di chiama resilienza, laddove il termine derivante dall’ingegneria meccanica indica la capacità di un materiale nel resistere allo stress a cui viene sottoposto. Un sopravvivere nel quotidiano per vivere il domani, riuscire a fronteggiare gli eventi traumatici ed andare oltre le avversità.

Eppure anche dalle cose negative si possono trarre insegnamenti, una crisi può aiutarci a sviluppare nuove abilità e risorse. Da un punto di vista finanziario l’importante è non farsi prendere dal panico. Non far nulla e non distruggere sull’emotività posizioni costruite negli anni può essere una scelta giusta soprattutto in presenza di strategie d’investimento accuratamente pianificate.

La storia dovrebbe aiutarci, se presente un po’ di esperienza finanziaria, il pensare a situazioni negative viste in passato dovrebbe aiutarci ad affrontare il presente con maggior calma e padronanza.

Concludendo, se da un lato la pandemia ha evidenziato l’impreparazione di chi avrebbe dovuto gestire la situazione d’emergenza, comprendendo comunque la difficoltà nel prendere decisioni di spessore, di contro finanziariamente parlando, per chi capace di pianificare il risparmio con la giusta prospettiva senza farsi influenzare dal panic selling che porterebbe solo a monetizzare ingenti perdite, l’occasione per iniziare a costruire un portafoglio capace di dare soddisfazione in futuro nella fase di ripresa, perché se il cigno nero è tornato, anche se forse stavolta era un rinoceronte grigio, prima o poi se ne andrà ed il sole tornerà a risplendere meglio di prima.

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