22 Febbraio 2021 - 17.39

Procuravano falsi documenti per permessi di soggiorno a stranieri: due arresti a Vicenza

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Lunedì 22 febbraio gli agenti della Squadra Mobile di Vicenza , ha dato esecuzione ad una ordinanza applicativa degli arresti domiciliari nei confronti di Z.A. e K.O., emessa dal Gip di Vicenza su richiesta della Procura della Repubblica di Vicenza nel settembre 2020.

Si tratta della titolare di una agenzia di disbrigo pratiche amministrative e consulenza in materia di immigrazione, con sede a Vicenza e di un cittadino di nazionalità marocchina.

Gli indagati nell’ambito dell’attività di consulenza a cittadini stranieri procuravano permessi di soggiorno o nulla osta per ricongiungimenti familiari in favore di numerosi cittadini extracomunitari sprovvisti dei requisiti di legge per soggiornare nel territorio nazionale.

La prassi, consolidatasi nel tempo, consisteva nel creare false visure camerali attestanti lo svolgimento e l’esistenza di una attività di impresa, facendo figurare tutti i richiedenti stranieri come titolari di redditi idonei ad ottenere il permesso di soggiorno per lavoratori autonomi e di potere, in numerosissimi casi, ottenere il nulla osta per il ricongiungimento familiare.

L’indagine è stata avviata, nei primi mesi del 2019, a seguito degli esiti delle verifiche svolte dall’ufficio immigrazione della Questura di Vicenza e dallo Sportello Unico per l’immigrazione della Prefettura di Vicenza.

Con la collaborazione della Camera di Commercio di Vicenza è stato possibile comparare la documentazione, artatamente predisposta dagli indagati, con i dati ufficiali della Camera di Commercio ed in tal modo si è potuto ricostruire, con un intenso lavoro di ricerca e di scambio di informazioni, il modus operandi dell’agenzia e dei due complici. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza sono state svolte dal personale della Squadra Mobile della Questura di Vicenza con la collaborazione della Guardia di Finanza Compagnia di Vicenza, coinvolta per appurare se, effettivamente, le ditte individuali fossero o meno operanti ed attive. Da tali attività è emerso che ogni istanza o richiesta avanzata per il tramite dell’agenzia era caratterizzata dalla presentazione di documentazione falsa o contraffatta.

Nel corso del procedimento, un cliente dello studio aveva presentato una denuncia per truffa perché, a seguito di un accesso presso l’ufficio immigrazione della Prefettura, aveva riscontrato anomalie e falsità nella dichiarazione presentata, per suo conto, dalla professionista.

I reati contestati sono: falso per induzione dei pubblici ufficiali (in relazione ai permessi e ai nulla osta rilasciati) e di contraffazione di documenti, per determinare il rilascio di visti di ingressi o permessi di soggiorno (in relazione alle false visure camerali prodotte).

I cittadini extra comunitari coinvolti sono, per la maggior parte, di origine africana.

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