14 Luglio 2019 - 20.59

Pink Floyd, 30 anni fa a Venezia il concerto tra sogno e incubo

Domani saranno 30 anni da quel 15 luglio 1989 in cui Venezia e i Pink Floyd si scontrarono per uno degli eventi rimasti nella memoria come una specie di apocalisse, l’incubo una città che non seppe organizzare l’invasione dei fan di un concerto da sogno di una delle più popolari rock band del mondo, trovandosi alla fine a subire l’assalto fortunatamente pacifico dei fan nella peggiore condizione possibile. Un concerto del gruppo su un pontone galleggiante, gratuito e trasmesso in diretta e in mondovisione dalla Rai: un sogno di evento; nella notte del Redentore.

Duecentomila persone, forse più, occuparono ogni spazio possibile in piazza San Marco e sulla Riva degli Schiavoni sin dal mattino, compresi i tetti degli imbarcaderi. Qualcuno tentò anche la scalata delle impalcature del Palazzo delle Prigioni in restauro per avere una miglior vista del palco galleggiant

Nessuno aveva preparato transenne, servizio d’ordine, servizi minimi di assistenza, gabinetti chimici, acqua, ristoro. La Sovrintendenza, coinvolta all’ultimo, aveva ottenuto un abbassamento dei decibel a livelli quasi inaudibili a terra e vietato, per motivi estetici, gabinetti chimici e un megaschermo in piazza. Il concerto durò solo 90 minuti per esigenze televisive.

Alla fine tutti tornarono a casa lasciando tonnellate di immondizie sul posto (che nessuno si premurò di raccogliere per due giorni). Per Venezia e i veneziani fu un incubo, in parte raccontato poi dai Pitura Freska di Sir Skardy nella famosissima “Pin Floi”

Ma per la maggior parte dei fan fu una giornata comunque indimenticabile nonostante la disorganizzazione totale, i chilometri a piedi sul ponte per ritrovare le auto abbandonate in terraferma, i treni superaffollati, molti costretti a dormire dove capitava, stremati. Davanti al palco centinaia di gondole e migliaia di barche piene di persone e di luminarie avevano infatti fatto corona alla musica e agli effetti luminosi fino all’apoteosi dei tradizionali fuochi d’artificio partiti sull’ultima nota del concerto illuminando la laguna. Un evento unico.


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