10 Ottobre 2019 - 11.11

Odioso tentativo di truffa a donna vicentina

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Una donna di 79 anni di Thiene ha sporto denuncia per truffa presentandosi nella sede del Comando di Polizia Locale di Thiene. La donna non intende fornire indicazioni sulla propria identità personale, ma è convinta che l’esperienza a lei capitata sia stata alquanto dolorosa e che debba essere messa a conoscenza delle persone anziane, affinché possano meglio difendersi da tentativi analoghi.

“Martedì 8 ottobre, alle ore 15:30 -dichiara la donna- mentre mi trovavo nella mia abitazione, ho ricevuto una telefonata alla mia utenza fissa, che è pubblicata su “pagine bianche”. Una voce femminile, che si qualificava come avvocato, che si esprimeva in italiano con accento non della zona, mi ha chiamato per nome chiedendomi se avessi dei figli. Io rispondevo di sì, declinando il loro nome. Quando ha udito il nome di “x”, si è fermata ed ha esclamato: ecco !! proprio lui !! ha avuto un incidente a Vicenza. Ha investito sulle strisce una donna di 83 anni, che ora è grave e si trova in rianimazione. Mi diceva che lo avevano arrestato e che ora si trovava in carcere in attesa del pagamento della cauzione di € 6.000,00. Solo a seguito del pagamento della cauzione lui sarebbe stato liberato, altrimenti rimaneva in prigione. Mi diceva che mio figlio si era raccomandato con lei che si rivolgesse solo a sua mamma, poiché non voleva farlo sapere agli altri familiari, e che era sicuro che io lo avrei aiutato. In particolare mi diceva che avrei dovuto portarle la somma di € 6.000,00 entro le ore 16:30 a Vicenza, perchè dopo avrebbero chiuso gli uffici e non si sarebbe più potuto fare niente. Io rispondevo di essere appena stata dimessa a seguito di operazione chirurgica e di non avere denaro con me. La presunta avvocatessa mi chiedeva se avessi oggetti d’oro. Nel frattempo giungeva presso la mia abitazione una mia carissima amica che salutavo. Al mio saluto la presunta avvocata si infastidiva chiedendomi chi avessi salutato. Apprendendo trattarsi di una mia carissima amica, la medesima mi chiedeva di passargliela, cosa che facevo. Alla medesima spiegava le stesse cose e la mia amica, vedendomi molto provata, credeva anch’ella trattarsi di episodio vero. Insieme abbiamo raccolto la somma in contanti di € 2.000,00 e pesato tutto l’oro che avevamo in casa e addosso, come richiesto dalla presunta avvocata, per un totale di g. 68. Udendone il peso, la presunta avvocata esclamava: “non ci siamo ! neanche 2.000,00 euro !”. Insospettita dall’atteggiamento della presunta avvocata e meno emotivamente provata della persona offesa, l’amica prendeva il telefono e parlava con la presunta avvocata dicendo: “noi vogliamo una carta firmata dal Tribunale e dal Giudice, che mandi qua il suo Cancelliere. Solo allora possiamo dargli il denaro e l’oro”. A quel punto la presunta avvocata desisteva e interrompeva la comunicazione. Solo allora l’amica riusciva a calmare la donna convincendola a chiamare i familiari del figlio, per poi constatare trattarsi di una tentata truffa. l figlio si metteva subito in contatto con la madre rassicurandola.”

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