23 Maggio 2019 - 10.07

Non importa per chi votate… Ma votate!

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di Umberto Baldo

Domenica finalmente si passa dalle parole ai fatti. Nel senso che la parola passa dai leader politici a noi elettori.

Immagino che molti di voi siano tentati di non andare al seggio elettorale.

Forse per protesta verso questa politica, forse per sfiducia e disillusione, forse per disinteresse.

Per carità. Ognuno è libero di fare quel che ritiene meglio, ci mancherebbe, ma per quanto mi riguarda credo non sia né utile né opportuno abdicare a questo diritto, anche se si dovesse decidere alla fine di andare alle urne per votare non “a favore”, ma “contro”, una certa proposta politica. 

Votare “contro”, che può voler dire anche “il meno peggio”, è pur sempre una scelta; l’astensione, pur lecita, resta sempre una “non scelta”, e non ha molto senso lamentarsi se, ciascuno, nel proprio piccolo, non contribuisce a cambiare le cose.

Per capire meglio la valenza di questo appuntamento elettorale europeo, ritengo utile leggere l’appello al voto firmato il 9 maggio scorso dai capi di Stato di 21 Paesi dell’Unione Europea, fra i quali anche il nostro Sergio Mattarella.

Ecco il testo reso noto dal Quirinale:

L’Europa è la migliore idea che abbiamo mai avuto

L’integrazione europea ha aiutato a realizzare la secolare speranza di pace in Europa dopo che il nazionalismo sfrenato e altre ideologie estremiste avevano portato l’Europa alla barbarie di due guerre mondiali. Ancor oggi non possiamo e non dobbiamo dare per scontate la pace e la libertà, la prosperità e il benessere. E’ necessario che tutti noi ci impegniamo attivamente per la grande idea di un’Europa pacifica e integrata. Le elezioni del 2019 hanno un’importanza speciale: siete voi, cittadini europei, a scegliere quale direzione prenderà l’Unione Europea. Noi, Capi di Stato di Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia, ci appelliamo quindi a tutti i cittadini europei che hanno diritto a farlo affinchè partecipino alle elezioni per il Parlamento europeo a fine maggio prossimo.

I popoli europei si sono liberamente uniti nell’Unione Europea, un’Unione che si basa sui principi di libertà, uguaglianza, solidarietà, democrazia, giustizia e lealtà all’interno e tra i suoi membri. Un’Unione che non ha precedenti nella storia d’Europa. Nella nostra Unione i membri eletti del Parlamento Europeo condividono con il Consiglio dell’Unione Europea il potere di decidere quali regole si applicano in Europa e come spendere il bilancio europeo. 

Siamo tutti europei

Ormai da tempo per molti in Europa, soprattutto tra le nuove generazioni, la cittadinanza europea è divenuta una seconda natura. Per loro non è una contraddizione amare il proprio villaggio, la propria città, regione o nazione ed essere al contempo convinti europeisti.

La nostra Europa, insieme, può affrontare le sfide

In questi mesi, più che in passato, l’Unione Europea si trova ad affrontare grandi sfide. Per la prima volta da quando il processo di integrazione europea è iniziato, alcuni parlano di ridimensionare certe tappe dell’integrazione, come la libertà di movimento o di abolire istituzioni comuni. Per la prima volta uno Stato membro intende lasciare l’Unione. Al contempo, altri invocano maggiore integrazione all’interno dell’Unione o dell’Eurozona oppure un’Europa a più velocità. Su questi temi esistono differenze di opinioni sia tra i cittadini che tra i Governi degli Stati membri, così come tra noi Capi di Stato. Ciononostante, tutti noi siamo d’accordo che l’integrazione e l’unità europea sono essenziali e che vogliamo che l’Europa continui come Unione. Solo una comunità forte sarà in grado di affrontare le sfide globali dei nostri tempi. Gli effetti di cambiamenti climatici, terrorismo, globalizzazione economica e migrazioni non si fermano ai confini nazionali. Riusciremo a far fronte con successo a queste sfide e a proseguire il cammino dello sviluppo economico e della coesione sociale solamente lavorando insieme come partner uguali al livello istituzionale.

Vogliamo un’Europa forte ed integrata

Dunque abbiamo bisogno di un’Unione Europea forte, un’Unione dotata di istituzioni comuni, un’Unione che riesamina costantemente con occhio critico il proprio lavoro ed è in grado di riformarsi, un’Unione costruita sui propri cittadini e che ha nei suoi Stati membri la propria base vitale. Quest’Europa ha necessità di un vivace dibattito politico su quale sia la direzione migliore per il futuro, a partire dalla base fornita dalla Dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017. L’Europa è in grado di sostenere il peso di un dibattito che includa un’ampia gamma di opinioni e di idee. Ma non si deve ritornare a un’Europa nella quale i Paesi siano avversari piuttosto che partner alla pari. La nostra Europa unita ha bisogno di un voto forte da parte dei popoli, ed è per questo che vi chiediamo di esercitare il vostro diritto a votare. E’ un voto sul nostro comune futuro europeo. 

Quindi domenica la palla passa in mano nostra, e sta solamente a noi elettori decidere come giocarla. A dircela tutta, come cittadini non abbiamo molte altre occasioni per incidere sul futuro del Paese, a parte qualche sporadica petizione popolare e/o battaglia referendaria. 

Il voto è l’unico momento in cui il potere di decidere passa ai cittadini.

Un potere enorme, decisivo. Ecco perché non ritengo utile sottrarsi al voto, perché vorrebbe dire abdicare ad ogni speranza, abbandonandosi alla rassegnazione. Lo so bene che per molti di voi l’offerta politica non è quella che vorreste, ma con quella si deve fare i conti, ci piaccia o no. E quando sarete in cabina elettorale ricordate che domenica non si vota per esprimere un giudizio sul Governo italiano, non si vota per decidere se sia meglio Di Maio o Salvini, bensì per eleggere i deputati che per cinque anni ci rappresenteranno al Parlamento europeo, che dovrebbero essere persone in grado di perseguire gli interessi nazionali sulla base di un robusto bagaglio di conoscenze, e sulla capacità di tessere alleanze con altri partner. Non pensate alle beghe interne della nostra politica, ma cercate di lanciare lo sguardo oltre le Alpi, verso l’Europa, avendo coscienza che a quel livello si giocherà il futuro nostro, e quello dei nostri figli e nipoti.

La responsabilità di come sarà domani l’Unione Europa, e forse anche di come sarà il nostro Paese, domenica sarà anche nostra.

Quindi, comunque la pensiate, domenica andiamo a votare, perché il voto è quel “piccolo particolare” che differenzia i cittadini dai sudditi.


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