24 Dicembre 2019 - 12.52

Nel Vicentino oltre 98 euro a famiglia per il menù natalizio

Si spenderanno in media 98 euro a famiglia per imbandire le tavole del Natale, che quasi nove cittadini su dieci hanno scelto di consumare a casa propria o con parenti o amici. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixe’, dalla quale si evidenzia un aumento del 9% della spesa rispetto allo scorso anno.

Tornano le grandi tavolate, con una media di nove persone a condividere i menu della festa, soprattutto parenti ed amici, Per la preparazione casalinga del pasto principale del Natale è stato stimato un tempo medio di 3,8 ore, con uno storico ritorno al “fai da te”, che non si registrava da oltre cinquant’anni. Un ritorno al passato determinato, però, da motivazioni diverse con i giovani in particolare, che si gratificano ai fornelli e la cucina ed il buon cibo che si affermano tra le nuove generazioni come primarie attività di svago, relax ed affermazione personale.

“Lo show cooking per gli amici si afferma – commenta il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – come appuntamento dei momenti di festa e spinge anche verso una scelta attenta degli ingredienti, con una tendenza elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine direttamente dai produttori, per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo, da raccontare a tavola a parenti ed amici”.

Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per nove vicentini su dieci (91%), con varietà autoctone di indubbia rilevanza, mentre il panettone, con il 79% delle preferenze, batte di misura il pandoro fermo al 72%.

“Ma le tavole si arricchiscono soprattutto dei prodotti tipici locali – il direttore di Coldiretti Vicenza, Cesare Magalini – ed il pranzo vicentino, così come avviene in gran parte del Veneto, si contraddistingue per il tradizionale antipasto di salumi vari (soppressa e salsiccia luganega), tra i primi brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d’anatra. Come secondi, polenta e baccalà, alla vicentina, naturalmente, bollito di manzo “al cren” con l’immancabile purè di patate. Tra i dolci, il pandoro di Verona, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato di Cologna Veneta. Per innaffiare il tutto i vini vicentini non mancano, ma il brindisi augurale è lasciato alle bollicine, con una preferenza importante per il Prosecco di Conegliano o di Valdobbiadene, ma una crescita significativa anche del Durello”.

“Le scelte di acquisto di questi giorni hanno fortemente condizionato il futuro di molte aziende – conclude Cerantola – incidendo anche sulla difesa del patrimonio di biodiversità, dell’ambiente ed il contrasto alla crisi climatica. La nostra agricoltura nazionale, infatti, è la più green d’Europa, con 299 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5125 prodotti tradizionali, la leadership nel biologico con 72mila operatori del biologico, il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti regolari per la presenza di residui chimici”.

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