12 Marzo 2019 - 13.42

Ndrangheta nel cuore del Veneto: arresti e sequestri – Tutti i nomi

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Dalle prime ore della mattinata odierna i militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Venezia stanno dando esecuzione a trentatré ordinanze cautelari disposte a seguito di indagini dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia nei confronti degli appartenenti a un’organizzazione criminale di matrice ‘ndraghetista operante in Veneto e dedita alla commissione di gravi reati, tra cui, l’associazione per delinquere di stampo mafioso (art. 416 bis c.p.), estorsione, violenza, usura, sequestro di persona, riciclaggio, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Sono in corso numerose perquisizioni in Veneto, Lombardia, Calabria e Emilia Romagna unitamente a sequestri di denaro contante, conti correnti, quote societarie, beni mobili e immobili riconducibili agli indagati per un ammontare complessivo di 8 milioni di euro, corrispondente al prezzo e profitto del riciclaggio e dei collegati reati fiscali.

L’articolata indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Padova e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Mirano ha consentito di evidenziare la presenza e l’operatività di una articolazione della cosca di ‘ndrangheta “Grande Aracri” di Cutro (KR), che si era insediata nella provincia di
Padova e in quelle contermini di Treviso, Vicenza e Venezia.
In un contesto in cui non si è disdegnata l’uso della violenza nei confronti di diversi imprenditori gli uomini legati alla cosca acquisivano territorio e aziende per riciclare e sviluppare attività illecite. I Carabinieri di Padova, con puntuali attività di osservazione e ascolto delle conversazioni hanno portato alla luce diversi episodi
qualificabili come di attività estorsiva e usuraia, con tassi di interesse fino ad oltre il 300%, in danno di imprenditori locali, nonché sono state riscontrate varie operazioni di riciclaggio di ingenti somme di denaro provenienti dalle attività illecite della cosca calabrese, realizzate attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti sfruttando anche con la complicità di imprenditori veneti.

In particolare è emerso come, dapprima con minacce e poi, se necessario, con aggressioni fisiche nei casi in cui le intimidazioni non fossero state sufficienti, siano stati modificati gli assetti societari delle aziende asservite agli indagati con la fittizia attribuzione di quote societarie, per arrivare anche all’estromissione dei legittimi
proprietari.
Nel tempo, i sodali dell’organizzazione criminale sono riusciti a penetrare nel tessuto socio – economico locale producendo, con la violenza e l’utilizzo di armi, attraverso “società cartiere”, tutto il supporto documentale necessario alle operazioni di riciclaggio, mascherando i reali profitti di aziende “pulite”,-potendo così eludere il fisco, accantonare una ingentissima quantità di liquidità in nero e, non per ultimo, mettere a rischio i naturali meccanismi della concorrenza, producendo un danno calcolato in 8 milioni di euro per prezzo e profitto del riciclaggio e dei collegati reati di natura fiscale.

Agli indagati, a vario titolo, sono contestati i delitti di associazione mafiosa (art. 416 bis c.p.) e associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, all’usura, al riciclaggio e al trasferimento fraudolento di valori. A quanto sopra si aggiunge anche la dichiarazione fraudolenta mediante emissione di fatture per operazioni inesistenti e la distruzione di documenti contabili, il tutto aggravato per avere commesso tali delitti avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. e l’avere agevolato la cosca “Grande Aracri”.

Nel corso delle indagini sono emersi stretti contatti tra esponenti della cosca ‘ndranghetista e una vasta platea di imprenditori veneti e intermediari a cui risultavano essere consegnate periodicamente cospicue somme di denaro contante.
Come appurato dai finanzieri di Mirano, gli obiettivi raggiunti erano da un lato la ‘possibilità, in pochi giorni e con pochi passaggi di ripulire ingenti somme di denaro frutto delle proprie attività illecite; facendole apparire come frutto di operazioni commerciali.
Dall’altro l’organizzazione lucrava una percentuale sul contante consegnato agli imprenditori veneti, che veniva normalmente incorporato nell’IVA esposta nelle se fatture false emesse dalle società cartiere, poi non versata all’erario.
Gli imprenditori locali, dal canto loro, con il denaro contante fornito dall’associazione criminale si creavano dei fondi neri da utilizzare anche per fini personali, nonché dei vantaggi fiscali dati dall’utilizzo delle false fatturazioni.
L’organizzazione aveva sostanzialmente creato un flusso perpetuo che poteva contare su numerose società conniventi, in cui le stesse somme riciclate venivano celermente reimmesse nel circuito delle false fatturazioni, così da generare ulteriori profitti.

 

Ecco i nomi dell’ordinanza del Gip:

In carcere:
1) Adriano Biasion, nato e residente a Piove di sacco (Padova) 23 febbraio 1965
2) Gaetano Blasco, nato a Crotone l’8 maggio 1962 già detenuto a Tolmezzo (Friuli Venezia Giulia)
3) Francesco Bolognino, nato a Locri (Reggio Calabria) il 25 settembre 1969 e residente a Tezze sul Brenta (Vicenza)
4) Michele Bolognino, nato a Locri (Reggio Calabria) il 24 marzo 1967, già detenuto a L’Aquila
5) Sergio Bolognino, nato a Locri (Reggio Calabria) il 25 agosto 1968, già detenuto a Nuoro
6) Donato Agostino Clausi, , nato a Crotone il 23 gennaio 1972, già detenuto a Saluzzo (Cuneo)
7) Vito Gianni Floro, nato a Crotone il 20 marzo 197(?), già detenuto a Bologna
8) Leonardo Lovo, nato e residente a Camposampiero (Padova), il 6 dicembre 1972
9) Giuseppe Richichi, nato a Crotone il 12 gennaio 1979, già in carcere a Bologna 10) Francesco Scida, nato a Crotone il 13 novembre 1963
11) Pasquale Scida, nato a Crotone il 12 gennaio 1982, già in carcere a Bologna
12) Federico Semenzato, nato a Venezia il 9 agosto 1967, residente a Mestre
13) Mario Vulcano, nato a Rocca di Neto (Crotone) il 23 febbraio 1979, già detenuto a Genova

Domiciliari
1) Antonio Brugnano, nato a Crotone l’1 giugno 1976, residente a Reggio Emilia
2) Marco Carretti, nato e residente a Correggio (Reggio Emilia) il 24 aprile 1983
3) Angelino Crispino, nato a Frattamaggiore (Napoli) il 3 dicembre 1966, residente a Rosà (Vicenza)
4) Tobia De Antoni, nato a San Vito al Tagliamento (Pordenone) il 13 luglio 1978, residente a Fossalta di Portogruaro (Venezia)
5) Giuseppe De Luca, nato a Nocera Inferiore (Salerno) il 9 marzo 1964 e residente a Reggio Emilia
6) Rocco Devona, nato a Crotone il 22 ottobre 1984
7) Salvatore Innocenti, nato a Augsburg (Germania) il 10 agosto 1977 e residente a Reggio Emilia
8) Sergio Lonetti, nato a Melissa (Catanzaro) il 28 settembre 1979 e residente a Melissa (Crotone)
9) Antonio Genesio Mangone, nato a Cariati (Cosenza) il 17 febbraio 1965 e residente a Finale Emilia (Modena)
10) Vincenzo Marchio, nato a Cutro (Crotone) il 25 marzo 1966 e residente a Reggio Emilia
11) Antonio Mazzei, nato a Reggio Emilia il 4 ottobre 1983 e residente a Reggio Emilia
12) Mario Megna, nato a Crotone l’11 maggio 1972 e residente a Crotone
13) Domenico Nardella, nato a Cosenza l’11 giugno 1959 e residente a Carmignano di Brenta (Padova)
14) Domenico Pace, nato a Crotone il 16 marzo 1977, già detenuto a Bologna

Obbligo di presentazione
1) Francesco Agostino, nato a Platì (Reggio Calabria) il 18 marzo 1967 e residente a Platì
2) Idriz Ahmetaj, nato in Kosovo l’11 aprile 1969 e residente a Carmignano del Brenta (Padova)
3) Antonio Carvelli, nato a Crotone l’11 dicembre 1971 e residente a Crotone
4) Luca De Zanetti, nato a Padova il 2 febbraio 1968 e residente a Vigonza (Padova)
5) Emanuel Levorato, nato a Padova il 2 agosto 1983 e residente a Vigonza (Padova)
6) Stefano Marzano, nato a Locri (Reggio Calabria) il 31 ottobre 1972, già sottoposto all’obbligo di presentazione

Divieto di esercitare impresa per 12 mesi
1) Adrian Arcana, nato in Romania il 25 giugno 1981 e residente a Rubano (Padova)
2) Eugen Arcana, nato in Romania il 10 maggio 1952 e residente a Rubano (Padova)
3) Ferdinando Carraro, nato a Riese Pio X (Treviso) il 9 aprile 1960 e residente Quero (Belluno)
4) Federico Schiavon, nato a Padova l’8 maggio 1962 e residente a Padova
5) Ilir Shala, nato nell’ex Jugoslavia il 10 novembre 1978 e residente a Trevignano (Treviso)
6) Loris Zaniolo, nato a Curtarolo (Pd) il 22 settembre 1958 e residente a Curtarolo

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