4 Giugno 2020 - 9.47

‘Ndrangheta a Verona: scattano 26 misure cautelari, indagato per peculato Flavio Tosi

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Arresti sono in corso in Veneto al termine di un’indagine della Polizia che ha sgominato la ‘locale’ di ‘Ndrangheta di Verona, una struttura autonoma ma riconducibile alla cosca degli Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Indagato per peculato Flavio Tosi, ex sindaco di Verona. L’inchiesta coordinata dalla Dda di Venezia, ha portato all’emissione da parte del Gip di 26 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, truffa, riciclaggio, estorsione, traffico di droga, corruzione, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di beni e fatture false. ANSA

In carcere sono finite 17 persone mentre nei confronti di altre 6 sono stati disposti gli arresti domiciliari e per 3 è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini sono state condotte tra il 2017 ed il 2018.

Dalle indagini è emerso che tutto ruotava attorno alla figura di Antonio Giardino, definito dagli inquirenti un pezzo da novanta della ‘Ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto. Due funzionari dell’Amia, l’azienda veronese per l’igiene urbana, sono finiti agli arresti domiciliari per aver intrattenuto rapporti con l’organizzazione. Delle 26 misure cautelari, ben 16 sono per associazione mafiosa. Sono stati eseguiti sequestri per 15 milioni su beni immobili e quote societarie. Il business ruotava essenzialmente attorno al riciclaggio di ingenti quantità di denaro provenienti dallo spaccio di sostanze stupefacenti.

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