2 Dicembre 2019 - 17.07

MONTECCHIO – ARZIGNANO: INAUGURATA LA BREAST UNIT (IL SERVIZIO)

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Il progetto nasce da un percorso istituzionale condiviso tra la Regione del Veneto e l’Azienda socio-sanitaria vicentina. Investimento di 200 mila euro

Vicenza, 2 dicembre – Un reparto all’avanguardia per quanto riguarda l’attenzione alle donne, con ambienti funzionali, confortevoli e caratterizzati da una particolare cura di arredi e colori che rendono più distensiva l’accoglienza e la presa in carico delle pazienti. È la nuova Breast Unit Provinciale dell’Azienda ULSS 8 Berica inserita nell’Ospedale di Montecchio Maggiore, inaugurata oggi alla presenza del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, del Direttore Generale ULSS 8 Berica, Giovanni Pavesi, dell’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin.

Sono intervenuti anche Francesco Rucco, Presidente della Provincia di Vicenza, Alessia Bevilacqua, Sindaco di Arzignano e Gianfranco Trapula, Sindaco di Montecchio Maggiore.

“Oggi diamo compiutezza a un progetto partito alcuni anni fa, di concentrare tutta l’attività di Breast Unit in un unico centro all’avanguardia a Montecchio Maggiore – ha dichiarato Giovanni Pavesi, Direttore Generale dell’Azienda ULSS 8 Berica –. Non è solo una questione di mero trattamento chirurgico per risolvere la problematica ma di presa in carico della donna, in un momento difficile della sua vita, sotto tutti i punti di vista, dall’oncologia all’anatomia patologica alla psicologia e altro ancora, con un approccio multidisciplinare. I numeri sono importanti, in Breast Unit realizziamo circa 600 interventi all’anno”.

Accentrando nell’Ospedale di Montecchio Maggiore il centro chirurgico di degenza, in sinergia con gli ambulatori senologici sia del Centro Donna dell’Ospedale di Montecchio Maggiore che coprono il Distretto Ovest e gli ambulatori dell’Ospedale di Vicenza che coprono il Distretto Est, il tutto collegato con il Centro di Screening mammografico, si creerà un unico percorso per le pazienti affette da carcinoma mammario con meno disagi negli spostamenti delle donne consentendo la presa in carico totale e la gestione del caso da parte di un Team specialistico multidisciplinare costituito dal chirurgo senologo, radiologo, anatomopatologo, oncologo, personale infermieristico e da altri specialisti di volta in volta coinvolti in base alle necessità del singolo caso, quali radioterapista, genetista, chirurgo plastico, fisiatra, anestesisti, fisioterapista, psicologo, ginecologo, nutrizionista e ovviamente anche con la collaborazione dei medici di Medicina Generale e del mondo del volontariato.

Tutto questo comporta una riduzione della mortalità del 20-25% e un miglioramento della qualità di vita delle pazienti. Prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione psico-fisica-sociale all’interno di un unico circuito senza che la donna sia costretta a peregrinare da un medico all’altro, da un ospedale all’altro, ma ponendola al centro di un sistema attorno al quale ruotano le varie figure professionali. L’aumento delle sale operatorie a disposizione consentirà di ridurre le liste d’attesa per gli interventi chirurgici sia per i casi oncologici che per la chirurgia plastica ricostruttiva.

L’adeguamento tecnologico e degli ambienti consente di dare risposte appropriate e tempestive per la diagnosi precoce del tumore alla mammella nelle donne residenti nel territorio che afferiscono a questo centro, il più grande della provincia.

Il progetto nasce da un percorso istituzionale condiviso tra la Regione del Veneto e l’Azienda ULSS 8 Berica. Con deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1173/2014 è stata prevista l’istituzione della rete regionale dei Centri di Senologia (Breast Unit) e successivamente con deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1693/2017 è stato definito il modello organizzativo integrato per la prevenzione, diagnosi precoce e trattamento del carcinoma della mammella.

Pertanto, è stata concentrata tutta l’attività sanitaria della Breast Unit dell’ULSS 8 Berica presso il presidio di Montecchio Maggiore con lo scopo di rispondere ai principi di uguaglianza, uniformità e tempestività delle cure e di garantire la sicurezza delle prestazioni erogate.

Precisamente, il progetto per un costo complessivo di 200 mila euro di lavori e arredo di cui 55 mila donati dall’Associazione Andos e dai suoi volontari e benefattori, risulta così articolato:

  • un’area di degenza con quattordici posti letto ordinari di cui quattro stanze con un posto letto e cinque stanze con due posti letto e di cinque posti letto di Day Hospital per un totale di circa 300 mq;
  • un’area ambulatoriale;
  • un servizio di anatomia patologica dedicato;
  • una radiologia senologica.

In particolare, le stanze di degenza sono state studiate affinché il contesto risulti confortevole ed accogliente in modo tale da garantire alla paziente uno stato di benessere psico-fisico.

Inoltre, le stesse sono state progettate inserendo gli elementi impiantistici per la cura del paziente (travi testa letto) nell’arredo del posto letto e realizzate con un sistema di domotica impiantistica al fine di ottimizzare i consumi energetici e garantire un confort illuminotecnico.

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