18 Luglio 2019 - 17.25

Marco Baliano porta sul palco “Una notte sbagliata”

Fresco di debutto al festival di Napoli, arriva a Bassano il nuovo lavoro di Marco Baliani – Una notte sbagliata – in scena stasera venerdì 19 luglio alle 21.20 nella cornice del medievale del Castello degli Ezzelini. Baliani porta su palco la storia di Tano, essere fragile e disturbato, e del suo feroce pestaggio, da parte di tre agenti. Un racconto dove si intrecciano sentimenti e storie di “ordinaria” violenza sui più deboli. La serata è inserita nel cartellone di Operaestate, il festival promosso dalla Città di Bassano del Grappa.

In Una notte sbagliata, Marco Baliani porta in scena una tragedia contemporanea, raccontando “storie di ordinaria violenza” sui deboli. Un’esposizione profonda e realistica dell’animo umano, dove, attraverso un flusso di parole e di piccoli gesti, Baliani diventa tutti i personaggi della sua storia, per circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”.

Una notte in cui Tano, il protagonista, aveva avvertito un brivido insolito, una sorta di oppressione premonitrice: sul punto di uscire di casa, un brivido lo aveva attraversato, il passo si era fatto incerto, aveva esitato, ma poi il cane lo aveva guardato, e lui allora, non aveva potuto rifiutare, era uscito.

Come si manifesta l’Assurdo? Ci sono segnali che possano mettere in allarme prima che la terribilità del caso si metta in moto e precipiti negli eventi?

Forse sì, ci sono, ma sono accenni, avvertimenti che l’anima non coglie, presa dall’immanenza del reale.

Eppure, quella notte, notte che solo dopo che tutto è avvenuto, diventerà una notte sbagliata, Tano, il protagonista, aveva avvertito qualcosa.

Sul punto di uscire di casa, qualcosa come un brivido lo aveva attraversato, il passo si era fatto incerto, aveva esitato, ma poi il cane lo aveva guardato in quel modo così umano, piegando la testa di lato, con quel guaito debole che era una precisa richiesta, e lui allora, non aveva potuto rifiutare, era uscito.

Lì tra i casermoni scuri, slabbrati dal tempo della periferia dove la storia accade, è più facile che le Assurdità del mondo si diano convegno e agiscano. In quei luoghi alberga l’impotenza, la frustrazione di chi è costretto a immaginare mondi che non possiederà mai.

Tutto quel ben di dio che passa di continuo dentro gli schermi e che sembra così a portata di mano: auto sfreccianti in paesaggi mozzafiato, famiglie felici in cucine immense come tre appartamenti di borgata messi insieme, donne e maschi incantevoli che emergono grondanti dalle acque, come nuove divinità ammiccanti. Tutto questo inarrivabile mondo esiste ma appartiene a quelli che non abitano lì, a quelli che se escono, di notte, a portare il proprio cane a passeggio nel parco, sanno, in modo certo, che nessuna avversità potrà turbare la loro passeggiata.

La separazione, ormai avvenuta, tra mondi che possono e mondi impotenti è un’ottima condizione per far sì che l’Assurdo si manifesti.

“Vorrei sperimentare un’altra tappa di ricerca di quello che mi piace chiamare teatro di post-narrazione – scrive Baliani nelle note di accompagnamento alla pieces. Flussi di parole che prendono strade divaricanti mentre cercano disperatamente di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”. Quella manciata di minuti, che si amplifica e diviene big bang di quell’universo di periferia, si espande nelle teste dei partecipanti all’evento, compreso il cane, risucchiando come un buco nero anche chi non è lì su quel pratone d’erba polverosa, ma vicino ai cuori e alle coscienze di chi sta agendo.”

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