22 Maggio 2019 - 13.30

Manca il nettare, l’iniziativa del web: un cucchiaino d’acqua e zucchero sul balcone per salvare le api

Un cucchiaino di acqua e zucchero per nutrire e aiutare le api in difficoltà. Non è la prima volta che l’iniziativa viene proposta sul web e, complice la giornata mondiale delle api di lunedì 20 maggio e le sfavorevoli condizioni meteo che provocano la perdita di intere fioriture e mettono a dura prova il lavoro delle api,in questi giorni il tam tam su Internet torna a farsi sentire.

Alla base di tutto, hanno spiegato gli esperti, il meteo di questa primavera che ha visto temperature inferiori alla media, inciso sulla fioritura delle piante e la produzione di nettare, quindi sulla produzione del miele. Addirittura Coldiretti ha spiegato che, per sopravvivere, le api sono costrette a mangiare il poco miele che riescono a produrre.

Una situazione riportata dalla stampa e che ha preoccupato le persone più attente alla natura. Diversi gli appelli comparsi in Rete a fare “ognuno nel suo piccolo, qualcosa per aiutare le api”. Come? Diluendo dello zucchero in acqua e lasciando la bevanda zuccherina su un balcone, un davanzale o in giardino. Un’attività che di certo attira gli insetti.

Ma funziona davvero? Gli apicoltori precisano: “Non è un comportamento dannoso – continua Facchinelli – se qualcuno lo vuole fare, ma è meglio regalare dieci chili di zucchero a un apicoltore. Per evitare la morte delle api, infatti, in questo periodo noi continuiamo a nutrirle con taniche di sciroppo, così non producono miele, ma almeno ne impediamo la morte”.

Perché è meglio regalare lo zucchero agli apicoltori che metterlo sul balcone? “Non è detto che le api trovino il cucchiaino perché magari è lontano dall’alveare. Meglio aiutare gli apicoltori portando zucchero o sciroppo fatto di zucchero. Si conti che per una famiglia di api servono 3-4 chili di zucchero a settimana. Per chi ha 100 alveari parliamo di circa 300 chilogrammi di zucchero a settimana”

Nella giornata mondiale delle api si è fatto tanto parlare di api, ma bisogna anche parlare delle aziende perché se sopravvivono le aziende sopravvivono pure le api. In questo periodo gli apicoltori le stanno nutrendo non perché facciano del miele, ma perché non muoiano. Il miele che tolgono alle api, infatti, è quello in eccesso, tanti chilogrammi se li mangiano. Se non ne producono muoiono. Per questo le nutrono con lo zucchero, che trasferiscono in un composto simile al miele che serve per la loro sussistenza. Ma che è molto di meno di quanto produrrebbero con a disposizione il nettare.

Fonte: IlDolomiti

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