17 Settembre 2019 - 10.05

L’uva garganega nei piatti dei ristoranti delle Terre Vulcaniche

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I profumi e i sapori della vendemmia arrivano sui piatti della ristorazione vicentina. A cominciare da metà di settembre, in concomitanza con la perfetta maturazione dell’uva Garganega, i “Ristoratori delle Terre Vulcaniche” punteranno ad esaltarne le qualità in piatti inediti, dove quest’uva autoctona, regina indiscussa nei vini delle Doc Gambellara e Soave, diventerà l’ingrediente principale, o comunque un’ottima comprimaria.

Si apre così un nuovo capitolo della rassegna stagionale di questo gruppo che valorizza le tipicità locali dell’Ovest Vicentino (da Montorso Vicentino fino a Crespadoro) e che dopo aver dedicato i mesi di marzo e aprile al Capretto Bianco e subito dopo – tra maggio e giugno – alla Trota Iridea della Valle del Chiampo, ora punta a proporre  ricette della tradizione, ma anche nuovi usi e nuovi abbinamenti, a base di questa apprezzata uva, che molti conoscono anche perché protagonista di un vino eccellente come il Recioto.

Protagonisti di questo nuovo appuntamento con la buona tavola sono l’Albergo Ristorante Giulietta e Romeo di Montorso Vicentino, l’Antica Trattoria Al Campanile di Arzignano,  l’Hotel Ristorante Fracanzana di Montebello Vicentino, il  Ristorante La Marescialla di Montebello Vicentino e  il Ristorante La Meridiana di Crespadoro, il Ristorante La Betulla di Durlo di Crespadoro (new entry del gruppo), coordinati nell’iniziativa dall’Associazione provinciale Ristoratori-Confcommercio, in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Doc Gambellara.

Tra i piatti proposti nel corso della rassegna, da citare un antipasto come il Carpaccio di manzo, finferli saltati e una garganega con scaglie di formaggio Malga Oro (La Betulla); o ancora l’Anitra all’uva garganega con fagiolini (Giulietta e Romeo); il Fegato di vitello con uva garganega e aceto balsamico (La Meridiana); il Tortino di Mais con mostarda di uva garganega (Fracanzana); la Tagliata di petto d’anitra arrosto con frutti di bosco, purea di frutto della passione e mosto di garganega cotto (La Marescialla) e ancora la Faraona con una garganega e flan di cicoria con polenta fritta (Al Campanile).

Queste ed altre ancora, dunque, saranno le specialità proposte dal gruppo nato nel 2018 per valorizzare la cultura gastronomica prendendo spunto da un elemento caratteristico presente nell’area: le rocce basaltiche delle colline e i fertili terreni di origine vulcanica: da qui, infatti, il nome “Ristoratori delle Terre Vulcaniche”.

Quello con la Garganega sarà il penultimo appuntamento dell’anno con le tipicità del territorio, visto che la rassegna si concluderà con l’accoppiata Tartufo delle Alte Valli del Chiampo & Formaggio di Monte Faldo, da gustare a novembre e dicembre.

Tutti prodotti a forte caratterizzazione territoriale, dunque, per un gruppo che diventa ambasciatore di un’area di grande pregio da un punto di vista naturalistico, storico e, appunto, enogastronomico.

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