22 Luglio 2019 - 9.49

Le influencer Instagram de’ noantri: dalle valli con orrore (e tristezza)

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di Alessandro Cammarano

(nota: #livemylife è proprio #livemylife)

L’editoriale non è rivolto a qualcuno in particolare, la descrizione corrisponde a decine di figure… così

Non di sola Chiara Ferragni, che col suo milanese imbruttito trascina decine di migliaia di ragazzini, o di Belle Delphine, quella che vende le boccette con l’acqua in cui fa il bagno e i gonzi la comprano come fosse miracolosa, vive il follower: esiste una categoria di influencer locali capaci di trascinare anch’esse legioni di idioti pronti a tutto per un selfie con loro.

Fenomeno strano: cosa può spingere una “casalinga disperata” a mettere in vetrina la propria vita vantaggio di gruppi di fan adoranti e scatenati? Il dottor Sigmund Freud da Vienna si focalizzerebbe senza dubbio su una sindrome narcisistica unita ad una presumibile mancanza di una sana gestione dei rapporti con gli altri: non crediamo che sbaglierebbe di molto.

A fare un giro su Instagram, l’area di pascolo delle “astute” influencer de’noantri si aprono praterie di abbrutimento totale, condito da una tragica voglia di piacere e apparire a tutti i costi: la tristezza.

Generalmente bionda, o meglio finta bionda, magrissima e con una perenne abbronzatura color ceramica Raku, l’influencer nostrana ha, possiamo supporre, un marito assai fornito di denari, perennemente in gessatone blu elettrico alla Lapo Eilkan o in bermuda colorate e mocassino da barca, decisamente più vecchio di lei e felice di avere la bambolina al suo fianco, anche se si incontrano saltuariamente; giusto il tempo per una fotografia da pubblicare, magari davanti alla Bentley nuova, così si fa un po’ di pubblicità alla concessionaria che magari poi si sdebita con una cenetta stellata.

La finta bionda magrissima regina locale dei social, forte delle sue migliaia di seguaci adoranti, vive in case fantasmagoriche, con piscine a sfioro che magari affacciano sulla fabbrica del marito in gessato ma che, grazie a sapienti ritocchi, sembrano piazzate in luoghi esotici e capaci di suscitare ammirazione mista a invidia.

Sempre in bikini, tendenzialmente brasiliano e col logo ben in vista, anche in pieno inverno, tanto da far supporre che in casa, pardon, in villa, la temperatura non scenda mai sotto i trentacinque gradi e che la regina delle folle Instagram porti avanti con ulteriore profitto un’attività di allevamento sperimentale di iguane centroamericane.

In alternativa c’è la foto in barca, catamarano o veliero, ormeggiata in calette sarde o in rada a Montecarlo, spesso con amiche, rigorosamente coi capelli scuri per non mettere in ombra la sua bionditudine sintetica.

I post, che su Instagram, al contrario di Facebook e per loro fortuna, seguono la fotografia glamour, sono il più delle volte imbarazzanti, del tipo “Buongiornissimo” o “Vorrei che siete qui con me”; l’Italiano è un optional, quel che conta è l’immagine. A questi capolavori seguono messaggi adoranti tipo “Non vedo l’ora di incontrarti per un selfie” o “Sto facendo un salvadanaio per comprare il biglietto della corriera per venire a vedere il cancello della tua casa”. Desolazione.

Le più ardite pubblicano foto di loro, quasi sempre in animalier discinto, sedute alla terrazza del Mulino Stucky o all’Harry’s Dolci, intente a sorseggiare un cocktail che sembra una foresta tropicale, il tutto sotto l’occhio schifato del vecchio cameriere che ha servito un dolce a Farah Diba o un Martini a Grace Kelly e guarda la nuova diva come si guarderebbe uno scarafaggio.

Un interrogativo ci assilla e ci provoca non pochi turbamenti: le influencer de’noantri hanno dei figli? e se sì come sono?

Azzardiamo delle ipotesi, forti di qualche cognizioni di psicologia. Possiamo supporre due tipologie contrapposte e divise per sesso: figlie femmine che fin dal primo dentino iniziano ad emulare la madre, assumendo atteggiamenti sprezzanti e di superiorità rispetto alle coetanee, mentre invece i figli maschi potrebbero avere un atteggiamento di rifiuto che porta ad isolamento e depressione oltre che qualche problema con amici e apprezzamenti non esattamente signorili nei confronti della madre. Siamo nel campo delle ipotesi; magari sono madri fantastiche partecipi, presenti a tutte le riunioni scolastiche e collezioniste di selfie con i professori, possibilmente davanti ad uno zainetto firmato da pubblicizzare.

Ma una passeggiata e un buon libro no?

Alessandro Cammarano

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