22 Febbraio 2021 - 9.49

La produzione industriale vicentina salvata dall’export

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Ancora una volta è l’Europa che ci salva, confermando come Vicenza sia di diritto parte integrante delle principali catene del valore continentale e che, come conseguenza, si confermi di gran lunga come la prima provincia per export pro capite d’Italia. In quest’anno difficilissimo abbiamo dimostrato come l’apertura verso l’estero e il confronto con le principali realtà manifatturiere del mondo siano le condizioni che ci permettono di essere competitivi anche quando le condizioni sono estreme. Ora, per una ripartenza vera, conterà la velocità del piano vaccinale a livello nazionale ma anche globale, perché non siamo un’isola. E poi conterà un uso dei fondi del recovery plan che aiuti le aziende ad investire in competenze e tecnologia nonché a poter cambiare quando serve, dove serve, esattamente come ha detto Mario Draghi nel suo discorso alle camere”.

Questo il commento del Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi alla150° indagine congiunturale degli Industriali berici, che conferma, nel periodo ottobre-dicembre 2020, un’ulteriore ripresa dell’attività delle imprese manifatturiere vicentine rispetto alle profonde flessioni del primo semestre dell’anno.

Nel 4° trimestre 2020 la produzione industriale è comunque risultata ancora in calo rispetto al 2019 (-1,9%), ma la riduzione è decisamente più contenuta rispetto al trimestre precedente.

A fronte del 42% delle aziende che dichiara cali della produzione, il 33% delle imprese evidenzia aumenti produttivi.

Il numero di aziende che denuncia un livello produttivo insoddisfacente rappresenta il 41% del to-tale (51% nel precedente trimestre, 35% un anno fa).

MERCATO INTERNO & EXPORT

Nel mercato interno il fatturato è risultato in calo dell’1%, flessione decisamente meno rilevante rispetto al -4,1% di fine settembre.

Il risultato positivo più significativo è registrato dall’export UE, con un fatturato che è aumentato del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2019.

L‘export extra UE è invece sostanzialmente invariato (-0,1%) rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno.

ORDINI

Un leggero miglioramento è confermato anche dalla situazione degli ordini. La consistenza del portafoglio ordini rimane stabile per il 31%, aumenta per il 30% mentre cala per il 39% delle aziende; comunque il periodo di lavoro assicurato supera i tre mesi solo nel 23% dei casi.

LIQUIDITÀ E INCASSI

Rispetto ai primi nove mesi dell’anno, diminuisce ancora la percentuale di aziende che denuncia tensioni di liquidità (11%), ed è in flessione anche la percentuale di imprese che lamenta ritardi negli incassi (17%).

PREZZI

Nel 4° trimestre 2020 i prezzi delle materie prime sono decisamente aumentati (+4,3%), mentre i prezzi dei prodotti finiti sono cresciuti in misura più ridotta (+1,2%).

OCCUPAZIONE

Nel periodo ottobre-dicembre 2020 l’occupazione segna un calo del numero di addetti pari al -0,2%.

Il 65% delle aziende dichiara di aver mantenuto inalterato il proprio livello occupazionale, il 16% l’ha aumentato, mentre il 18% ha ridotto la propria forza lavoro.

Ancora diffuso, ma in decisa riduzione, è risultato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni.

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