18 Febbraio 2021 - 16.47

In Veneto 17 varianti, 4 più preoccupanti: già a dicembre la variante inglese

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Pubblichiamo i materiali distribuiti oggi a corredo degli interventi della dott.ssa Antonia Ricci, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e della dott.ssa Francesca Russo, Direttore della Direzione regionale prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria della Regione del Veneto, nel corso del briefing quotidiano del Presidente Zaia sulla situazione del coronavirus in Veneto.

Nel periodo 1-17 febbraio 2021, IZSVe ha ricevuto dai laboratori di microbiologia delle AULSS e delle Aziende Ospedaliere del Veneto 296 campioni, portando il numero totale di campioni caratterizzati geneticamente dall’avvio delle attività del progetto regionale (approvato con Dgr n. 1424 del 21/10/2020, data inizio 9 dicembre 2020) a 519 (233 genoma completo e 297 gene S parziale). Ad oggi sono stati identificati 17 gruppi genetici diversi in Veneto. Quattro delle varianti identificate nel territorio regionale sono definite dal Centro Europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) come varianti “che destano preoccupazione da monitorare con attenzione”, o più precisamente “variants of current concern (VOC)” (B.1.1.7, P.1, 20A.EU1, 20A.EU2). Tra le diverse varianti, si segnala in particolare l’identificazione dalla seconda metà di dicembre 2020 della variante VOC-202012/01 (B.1.1.7) anche detta variante inglese che si caratterizza per una maggiore trasmissibilità ed una possibile maggiore virulenza. Si evidenzia inoltre la recente (12 febbraio) identificazione della variante P.1 o brasiliana in Veneto. Tale variante presenta mutazioni che ne aumentano la trasmissibilità e riducono l’efficacia di neutralizzazione da parte di alcuni anticorpi.

Sorveglianza genetica mese corrente (1-17 febbraio)

Le indagini effettuate nella prima metà di febbraio hanno interessato 296 campioni ricevuti da 12 laboratori distribuiti sul territorio regionale e prelevati da pazienti SARS-CoV-2 infetti tra il 25 gennaio e il 15 febbraio.

Le casistiche più rilevanti ed i rispettivi esiti di caratterizzazione sono riportati qui di seguito:

  • Studio di Prevalenza della variante VOC 202012/01, lineage B.1.1.7 in Italia coordinata da ISS: la partecipazione del Veneto alla sorveglianza rapida straordinaria per la variante VOC-202012/01 pianificata e coordinata da ISS (Circolare n. 4761 del Ministero della Salute, pubblicata l’8 febbraio 2021) ha evidenziato che nella regione la variante era presente nei primi giorni di febbraio (3 e 4 febbraio: data prelievo campioni per la sorveglianza) con una prevalenza del 17,7%. L’indagine è stata effettuata sottoponendo a sequenziamento 182 campioni ricevuti da 10 diversi laboratori di microbiologia sul territorio regionale.
  • Sorveglianza genetica in istituti scolastici e religiosi: sono stati inviati 22 campioni da due istituti scolastici distinti al fine di caratterizzare le varianti responsabili dei focolai. Otto campioni di una scuola di Mira (VE) inviati dalla ULSS 3 sono risultati positivi alla variante inglese. I quattordici campioni prelevati in una scuola elementare di Portogruaro (ULSS 4) così come i 12 campioni rappresentativi di un cluster di infezione verificatosi in un istituto religioso nella provincia di Vicenza (ULSS 7) non sono invece risultati appartenere ad alcuna delle varianti di maggiore interesse. Ulteriori indagini sono in corso per la caratterizzazione dei virus coinvolti in questo evento.
  • Sorveglianza genetica random: in due pazienti che non hanno segnalato viaggi all’estero recenti o contatto con persone di rientro da viaggi è stata identificata per la prima volta in Veneto la presenza della variante brasiliana P.1. L’indagine epidemiologica ha poi reso possibile l’estendersi della caratterizzazione genetica ai virus riscontrati in pazienti venuti a contatto con i soggetti positivi portando a 5 il numero totale di individui positivi alla nuova variante. Si tratta di persone residenti tra le province di Padova (ULSS 6) e Venezia (ULSS 4).
  • Sorveglianza genetica mondiali di sci a Cortina d’Ampezzo: quattro dei sei campioni inviati da soggetti campionati nel corso dei mondiali di sci appartengono alla variante inglese. Tutti e quattro i campioni sono stati ottenuti da pazienti residenti in Italia.
  • Caratterizzazione cluster geriatria ospedale di Rovigo: l’analisi dei 9 campioni conferiti ha evidenziato che i virus sono identici tra di loro e mostrano le mutazioni di un gruppo genetico già descritto anche in Veneto. Non sono state identificate mutazioni tipiche delle varianti di interesse (inglese, brasiliana o sudafricana).
  • Sorveglianza viaggiatori: 14 campioni associati a casi di rientro dall’estero sono stati sottoposti a caratterizzazione genetica. 2 di questi appartengono alla variante inglese.

Conclusioni

Si segnala quanto segue per il periodo corrente (1-17 febbraio):

-il consolidarsi della circolazione della variante VOC-202012/01 o variante inglese sul territorio regionale.

-l’identificazione mediante sorveglianza random della variante P.1 o brasiliana in cittadini residenti nel territorio regionale senza viaggi pregressi è da considerarsi preoccupante considerato anche il possibile impatto delle mutazioni tipiche della variante sull’efficacia della profilassi vaccinale (necessari titoli anticorpali post vaccinazione elevati per la protezione). Le indagini previste nella seconda sorveglianza pianificata da ISS aiuteranno a fornire una più reale immagine in merito alla prevalenza della variante nel territorio.

-data l’identificazione di numerosi clusters di infezione non ascrivibili alle varianti inglese, brasiliana o sudafricana, si ritiene prioritario continuare ad effettuare la caratterizzazione del genoma completo dei virus identificati al fine di poter riconoscere l’emergere di nuove mutazioni che possano avere un impatto sulla trasmissibilità, la virulenza e l’immunogenicità dei virus circolanti nel territorio.

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