16 Gennaio 2020 - 19.33

Il terremoto “Megexit”

In altre epoche nelle case regnanti le questioni di “famiglia” venivano risolte nelle segrete stanze dei palazzi, senza che nulla trapelasse all’esterno, se non gli esiti delle stesse.Certo, allora si trattava per lo più di questioni dinastiche, e veleni e pugnali erano strumenti abituali per regolarle.D’altro canto le lotte erano quasi esclusivamente finalizzate a detronizzare chi regnava, per sostituirsi allo stesso, e non per “dimettersi” dalla dinastia.Ecco perché quello messo in scena dalle altezze reali Harry e Meghan è stato un autentico terremoto, in primis perché la coppia blasonata ha deciso di uscire dalla Royal Family, cosa fino ad ora mai accaduta, e poi per lo strumento utilizzato, il web, che per definizione mette in piazza tutto, o quasi tutto. Certo si può continuare a guardare le famiglie reali con gli occhi delle favole, fra cocchi dorati, palazzi, abiti da sogno, divise, stemmi e stendardi, ma la realtà del XXI secolo è diversa anche per le teste coronate. E lo è inevitabilmente anche per una monarchia come quella dei Windsor, che il principe consorte Filippo di Edimburgo argutamente definisce la “Firm”, la ditta. La definizione è particolarmente azzeccata perché la “Firm” è un’aziendina che genera un giro d’affari di 1,8 miliardi di sterline. E come ogni azienda che si rispetti c’è chi la governa, e nel caso di una monarchia il Re, in questo caso la Regina Elisabetta, assume su di sé i compiti sia del Presidente che dell’Amministratore Delegato.Non stupisce quindi se Elisabetta II, di fronte al “colpo di teatro” del nipote Harry, abbia preso subito in mano la situazione, per trovare una soluzione che consenta alla monarchia inglese di continuare a stare a galla.Che in fondo è un po’ il problema comune a tutte le altre famiglie reali europee, che saranno magari meno glamour di quella britannica, ma ugualmente antiche e forse meno squassate da scandali.  E questo problema comune sta nel trovare un modus vivendi, che continui a dare un senso alla loro esistenza. Quindi cosa ha fatto la 93enne Queen Elisabeth?Semplicemente quello che avrebbe fatto un Presidente/Amministratore Delegato di fronte ad un’emergenza aziendale. Ha convocato una riunione urgente, un summit al quale hanno partecipato  il Principe di Galles Carlo, erede al trono, ed i  due nipoti William ed Harry, con all’ordine del giorno un unico punto: quella che i media hanno ormai battezzato con il termine “Megxit”.  Evidente l’assonanza con la Brexit, vale a dire l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. E come luogo ha scelto Sandringham, la residenza di campagna della famiglia reale, non solo perché meno formale di Buckingham Palace, ma anche perché è un luogo intimo, dove William ed Harry in passato giocavano e prendevano il tè con la madre Diana durante le feste di Natale. Non ha chiamato nessun altro!  Nemmeno le consorti dei due nipoti, Kate Middleton e Meghan Marckle.Quali siano stati i toni della discussione, e se questa sia stata più o meno accesa, non lo sapremo mai.  Sappiamo però che al termine dell’incontro la sovrana ha rotto il silenzio, rilasciando questo comunicato ufficiale:“Oggi la mia famiglia ha avuto una discussione costruttiva sul futuro di mio nipote e della sua famiglia.  Io e la mia famiglia sosterremo la decisione di Harry e Meghan di crearsi una nuova vita come giovane famiglia. Avremmo preferito che rimanessero full time come membri della Famiglia Reale, ma rispettiamo e comprendiamo il loro desiderio di vivere in modo più indipendente, rimarranno comunque una parte significativa della mia famiglia.  Harry e Meghan hanno chiarito che non faranno affidamento sui fondi pubblici nella nuova vita. È stato concordato che ci sarà un periodo di transizione in cui i Sussex trascorreranno del tempo in Canada e nel Regno Unito. Queste sono questioni complesse che la mia famiglia può risolvere, e c’è ancora molto lavoro da fare, ma ho chiesto di prendere le decisioni definitive nei prossimi giorni”. Capite bene che il solo fatto di aver deciso di emettere un comunicato “reale” testimonia l’importanza che la Regina attribuisce all’uscita di scena di Harry e Meghan, e a mio avviso evidenzia anche la necessità di mettere qualche punto fermo ad una vicenda che ha giustamente acceso i riflettori dei media di tutto il mondo, con le inevitabili congetture e ricostruzioni fantasiose. E proprio per questo vale la pena di soffermarsi nell’analisi di questo comunicato, in cui ogni parola deve essere stata pesata e centellinata, come si trattasse di un elisir.   Ed il risultato è un concentrato di arte diplomatica, in cui si intende far emergere l’affetto e la comprensione di nonna, ma anche l’autorevolezza  di una Regina.Vediamolo quindi questo scritto.“Oggi la mia famiglia ha avuto una discussione costruttiva sul futuro di mio nipote e della sua famiglia”.  In quel “costruttiva” si percepisce il desiderio di comunicare che il tutto si è svolto in tranquillità, e definendo Harry “mio nipote” Elisabetta vuole apparire come una “nonna”.“Io e la mia famiglia sosterremo la decisione di Harry e Meghan di crearsi una nuova vita come giovane famiglia”.  E’ del tutto inusuale per il rigido e formale protocollo della corte inglese che la Regina usi nomi propri, anziché quelli formali di “duca e duchessa di Sussex”.  Inoltre quando dice “io e la mia famiglia” vuole senz’altro comunicare che i Windsor sono tutti uniti attorno alla sovrana.“Avremmo preferito che rimanessero full time come membri della Famiglia Reale, ma rispettiamo e comprendiamo il loro desiderio di vivere in modo più indipendente, rimarranno comunque una parte significativa della mia famiglia”. In quel avremmo al plurale Elisabetta vuole trasmettere che il dispiacere è comune a tutta la famiglia, che però si mostra comprensiva per la scelta di Harry e Meghan.  “Harry e Meghan hanno chiarito che non faranno affidamento sui fondi pubblici nella nuova vita”.  Questo riferimento al denaro potrebbe sembrare una nota stonata, ma la Regina sa che è un tema molto sentito dai suoi sudditi, che in questo modo intende rassicurare.“È stato concordato che ci sarà un periodo di transizione in cui i Sussex trascorreranno del tempo in Canada e nel Regno Unito. Queste sono questioni complesse che la mia famiglia può risolvere, e c’è ancora molto lavoro da fare, ma ho chiesto di prendere le decisioni definitive nei prossimi giorni”.  Elisabetta vuole vedere come si svilupperanno gli eventi, e quindi parla di “periodo di transizione”, che chiaramente vuol dire “periodo di prova”.  Da rilevare che in questa frase Harry e Meghan vengono chiamati ”i Sussex”.  Dalla chiusa si capisce che Elisabetta, pur capendo che si tratta di questioni complesse, di soluzione non immediata, mostra chiaramente di voler far calare il sipario sulla vicenda il prima possibile; addirittura a giorni. Al di là delle belle parole, più o meno sentite, resta il fatto che la questione “Megxit” è sostanzialmente una questione di soldi. E non è un caso quindi che, come rilevato, il comunicato della Regina chiarisca che Harry e Meghan non avranno sovvenzioni pubbliche.  E di conseguenza per loro cesseranno gli introiti dal “Sovereign Grant”, il Fondo pubblico che ogni anno eroga un congruo appannaggio ai membri della famiglia reale per il funzionamento dell’istituzione monarchica.Sarebbe a mio avviso da sprovveduti pensare che i duchi di Sussex siano solo dei ragazzini viziati che amano essere al centro delle attenzioni del web. Io credo che i calcoli se li siano fatti per bene, e la loro intenzione sia quella di far fruttare al massimo con iniziative, conferenze, libri e public relation, il marchio Sussex-Royal, da loro registrato, che secondo gli esperti vale 400 milioni di sterline.Per farlo fruttare è però indispensabile continuare ad essere “duchi di Sussex”, e questo spiega come nel loro annuncio di “uscita” dalla famiglia reale, i due ragazzi abbiano voluto garantire comunque il loro “sostegno alla monarchia inglese”. Senza titolo nobiliare tutto il castello crollerebbe, e sono certo che questo tema dirimente sarà un ottimo strumento di pressione nelle mani di Elisabetta, Carlo e William per evitare ulteriori colpi di testa, o fughe in avanti, da parte dei due “piccioncini”.Come nota di colore va segnalato che le statue di Harry e Meghan sono già state tolte dal “set famiglia reale” del museo delle cere di Madame Tussauds. Nella stanza sono rimaste quindi solo le statue della regina Elisabetta, del principe Filippo e dei Duchi di Cambridge William e Kate. E gli inglesi come hanno reagito?In questa occasione la Rete è stata il megafono attraverso il quale i sudditi di Sua Maestà Britannica hanno potuto far sentire la loro voce. Ed il campionario di opinioni è stato vasto ed articolato.Ma poiché viviamo nell’era dei sondaggi, Royal Central, il principale sito di notizie sulla famiglia reale inglese e sulle altre monarchie del mondo, ha pubblicato un sondaggio condotto da YouGov secondo cui il 45% degli inglesi appoggia il desiderio di indipendenza di Harry e Meghan, contro il 26% di contrari. Ma il 63% degli intervistati ha espresso il parere che i duchi di Sussex non debbano più ricevere soldi provenienti dal Ducato di Cornovaglia.Quindi ciò che più preme agli inglesi è la questione economica, e la stragrande maggioranza non ha niente in contrario a che i due ragazzi vivano come vogliono, purché non a spese dei contribuenti.  Per concludere, mi sembra di poter dire che il “divorzio” di Harry e Meghan sia stato ben assorbito, grazie soprattutto al pragmatismo della Regina Elisabetta, che ha dimostrato ancora una volta che la forza dei Windsor è quella di saper adattarsi ai cambiamenti, con la consapevolezza di dover interpretare i valori del popolo inglese e della sua millenaria monarchia.God save The Queen! 

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