23 Giugno 2020 - 9.37

Il mercato dell’auto vicentino ingrana la marcia

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Il mercato dell’auto accelera e punta a recuperare il terreno perduto durante il lockdown. Nel primo consiglio dell’Associazione provinciale Concessionari Ufficiali d’Auto Confcommercio, tenutosi dopo la sospensione causata dall’emergenza Covid, si guarda con fiducia al futuro, pur senza nascondersi le difficoltà del momento. I numeri del maggio scorso certificano un calo secco delle vendite del 50% nel Vicentino, con 1.580 vetture immatricolate il mese scorso contro le 2.935 del maggio 2019. Ma giugno potrebbe chiudersi con uno scatto in avanti che preannuncia un ritorno alla normalità: “Molte concessionarie si sono date, come obiettivo sfidante ma raggiungibile, quello di arrivare a giugno ad un 80-85 per cento delle vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e ci sono tutte le condizioni per farcela – afferma Bruno Oliviero, presidente provinciale della categoria -. Il primo weekend dopo la riapertura ci ha confermato un andamento positivo, con la presenza nelle concessionarie di tante novità che non era stato possibile presentare al pubblico per l’emergenza Covid e con interessanti promozioni studiate per questo periodo. Dunque siamo fiduciosi sulla ripresa, perché l’auto rimane cruciale negli spostamenti di cittadini e lavoratori, tanto più in un periodo come questo, dove c’è più prudenza nell’utilizzo di altri mezzi come l’aereo o i treni”.

Con la ripresa dell’operatività, però, le concessionarie d’auto hanno ritrovato ad attenderli, alle porte dei saloni, non solo i clienti ma anche la burocrazia. “Ne avremmo fatto volentieri a meno, ovviamente – afferma il presidente Oliviero -. Invece dal consiglio dell’Associazione sono emerse delle criticità molto forti sul Documento unico di circolazione e di proprietà, entrato in vigore lo scorso gennaio per unificare la vecchia carta di circolazione e il certificato di proprietà: doveva dimezzare i tempi burocratici per l’emissione e invece ad oggi possiamo dire che li ha in alcuni casi raddoppiati, altro che semplificazione!”. Ai nuovi problemi si

aggiungono, poi, quelli oramai cronici, come i tempi lunghissimi per ottenere, dalla Motorizzazione Civile di Vicenza, revisioni e collaudi: “Capita di dover attendere mesi per un semplicissimo collaudo di un gancio traino, obbligando più di qualcuno ad “emigrare” fuori provincia con un aumento dei costi – sottolinea il presidente dell’Associazione Concessionari Ufficiali d’Auto Confcommercio Vicenza -. Purtroppo le rassicurazioni che ci vengono date ogni qualvolta denunciamo il problema, e sono anni che lo facciamo, non hanno finora sortito gli effetti sperati”. A complicare la vita ai concessionari è anche il recente obbligo di provvedere alla revisione delle auto destinate all’esportazione se non è stata fatta almeno 6 mesi prima: “Una norma già di per sé incomprensibile – afferma il presidente Oliviero -, che unita alla lentezza delle procedure sta letteralmente bloccando un canale di vendita interessante per le concessionarie e danneggiando non poco i clienti”.
Il Consiglio dell’Associazione ha poi affrontato il tema fiscalità: “Intervenire sulle detrazioni, soprattutto per le auto aziendali che sono uno strumento di lavoro essenziale, darebbe certamente una spinta al mercato – afferma il presidente Oliviero -, ma in Italia non riusciamo ad adeguarci, anche su questo fronte, agli altri Stati europei”. A dire la verità in Italia non riusciamo nemmeno ad adeguarci tra Regioni, come evidenzia il presidente Oliviero: il riferimento va alla proroga del pagamento del bollo auto scaduto il 30 aprile scorso e slittato al 30 giugno. “Avevamo chiesto alla Regione Veneto, così come è stato fatto in Lazio e in Emilia Romagna, – spiega -, di prorogare nel periodo intercorrente tra la vecchia scadenza e la nuova data di pagamento anche il diritto della concessionaria di sospendere il bollo. E invece non ci hanno ascoltati, mettendo in difficoltà cittadini e concessionarie”. Per risolvere il problema bastavano poche righe in una delle tante ordinanze sull’emergenza Covid: si sarebbero risparmiate tante complicazioni a cittadini e imprese, soprattutto in un periodo come questo dove le difficoltà non mancano.

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