25 Maggio 2020 - 9.56

Giovani Commercialisti e Giovani Imprenditori: “Ecco la nostra ripartenza”

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Valentina Dal Maso, Presidente UGDCEC Vicenza e Alessandro Berton, Presidente Giovani Imprenditori APINDUSTRIA CONFIMI Vicenza, commentano l’attuale situazione e la fase di ripartenza. Per ogni fase di stop segue, infatti, sempre una fase di ripartenza: giovani imprenditori e giovani commercialisti di Vicenza si sono uniti per far fronte a questa “Fase 2” così denominata in quanto volta ad una graduale ripartenza delle attività economiche e sociali: uniti nell’uscita da un lockdown che ha influenzato numerosi aspetti della vita, da quello economico a quello umano, da quello sociale a quello ambientale. Ecco la loro riflessione:

“Cambiamenti che rimarranno impressi nella nostra memoria in una rottura di equilibri economici e personali che hanno stravolto in modo significativo la visione futura da parte di governi, imprese e opinione pubblica, ma che vanno ora rimodulati in un’azione di responsabilità civile collettiva.

Con le rispettive associazioni siamo stati onnipresenti in questi due mesi in cui abbiamo vissuto a pieno tutte le vicende che si sono susseguite nelle molte settimane: abbiamo seguito passo dopo passo ogni avvenimento informandoci costantemente, con forte senso di responsabilità, solidarietà e collaborazione.

Operativamente, per entrambe le categorie, abbiamo sempre più visto il delinearsi delle potenzialità legate allo Smart Working con prospettive promettenti dal punto di vista sociale e ambientale: un potenziale, la digitalizzazione, che richiede però un crescendo di attenzione, investimenti pubblici e privati come pure incentivi.

Come giovani commercialisti abbiamo agito e continueremo ad agire costantemente dando un sostegno continuativo alle imprese nella comprensione e presa d’atto dei vari decreti con tutte le novità conseguenti: in questi due mesi abbiamo garantito i nostri servizi professionali, i quali, sono stati di supporto fondamentale e chiarificatori in un momento di confusione e incertezza.

Come giovani imprenditori, il periodo che stiamo vivendo è simile, per certi versi, alla partenza di un viaggio. Prepariamo la macchina a puntino, la facciamo controllare, la puliamo, facciamo il pieno e impostiamo la rotta. Ma arrivati a questo punto l’indirizzo appare poco chiaro, non si capisce ancora bene dove si dovrà arrivare, si sa però che bisogna salire in auto alla svelta e iniziare a correre.

La speranza è che la meta si chiarisca cammin facendo.  Ma se questo non succedesse? Se ci trovassimo sulla strada sbagliata o peggio ancora nella direzione opposta? Se ciò che stiamo spendendo in termini di tempo e di risorse, invece di avvicinarci ci stesse allontanando dalla destinazione?

La tentazione, ma anche il grosso errore, è fermarsi ad attendere che si chiarisca la situazione. Viceversa continuare a viaggiare a tutta velocità ci porterebbe ad esaurire presto le risorse, con il rischio di non averne più per un eventuale cambio di rotta. 

L’imprenditore oggi si trova in una situazione simile a quella appena descritta, soltanto che se si ferma o se termina le risorse, oltre a se stesso, ci rimettono anche tutti i lavoratori e le loro famiglie. 

L’atteggiamento corretto, che coniuga la necessità di produrre con le incertezze del momento è di modulare le risorse basandosi su un piano di lavoro di massima nel medio termine, specializzandolo sulle evoluzioni del momento.

La modulazione può toccare vari aspetti, dal ricorso ponderato agli ammortizzatori sociali, all’organizzazione della produzione sulla base delle reali esigenze e delle nuove e più stringenti disposizioni in materia di salute e sicurezza nel luogo di lavoro, passando per attente politiche di approvvigionamento.

Inoltre, da questa situazione di crisi, dobbiamo cogliere alcuni aspetti di innovazione con l’obiettivo di renderli sostenibili. In particolare il ricorso agli hub per le comunicazioni digitali ci consente di limitare gli spostamenti delle persone, con conseguente diminuzione dei consumi e aumento della sicurezza dei lavoratori, migliorando in efficienza ed efficacia; la digitalizzazione delle informazioni ci consente di minimizzare gli sprechi e di aumentare la reperibilità dei documenti; l’ottimizzazione delle risorse produttive in termini di tempi e di materiali, basando l’organizzazione del lavoro su logiche di adattabilità spinta.

Rendere tutto ciò sostenibile significa creare le basi affinché la propria realtà produttiva sia universalmente sostenibile.

Non appena sarà passata l’emergenza in corso, i benefici sul momento si trasformeranno in un vantaggio competitivo che consentirà alle imprese di recuperare anche il terreno perduto.

…con un gioco di parole: dobbiamo rendere sostenibile la sostenibilità.

Lo scenario di questa “Fase 2” richiede perciò consapevolezze decisive di gestione in una collaborazione continua tra professionisti e imprenditori: il sistema produttivo ora rimesso in moto necessita di continui interventi, rapidi e mirati verso le attività, una semplificazione amministrativa e fiscale, una politica economica e fiscale che permetta una pianificazione di medio-lungo termine per un rilancio concreto, effettivo e reale.

Il ruolo del dottore commercialista sarà essenziale nell’accompagnare gli imprenditori a concentrarsi su una ripartenza che richiede un monitoraggio maggiormente puntuale, serrato ed attento della gestione aziendale per condurli verso una pianificazione efficiente ed efficace oltre che di consolidamento delle scelte e valutazioni assunte.

In tutto questo, come in passato ed ora ancor di più è fondamentale agire in maniera dunque sinergica soprattutto nel rapporto tra imprenditori e professionisti in un momento storico che sta conoscendo una rivoluzione vera e propria, in cui è necessario sostenersi e ripensare il nostro modo di lavorare, collaborare e vivere per una promozione di comportamenti economici, sociali e ambientali condivisi”.

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