20 Maggio 2020 - 14.51

Essere mamma ai tempi del coronavirus: Silvia Canal

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Mentre le attività commerciali riaprono e s’inizia a tornare a una sorta di anormalità, le vite dei genitori iniziano a incasinarsi sempre di più. Le scuole sono ancora chiuse e i centri estivi sono ancora lontani. C’è chi ha bimbi piccoli e deve cercare baby sitter o chiedere aiuto ai nonni, ma c’è anche chi, con figli più grandi, si ritrova a far fronte a novità, imprevisti e regressioni. Silvia Canal, mamma di Giorgia, 14 anni, e Marco, quasi 10 anni, è operaia in un’azienda specializzata in autoclavi per dentisti. Fondatrice del gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza”, ha quasi sempre lavorato durante il lockdown e la fase 1, mentre la figlia si prepara agli esami di terza media e il figlio si ritrova ad avere gli incubi di notte.

Come hanno reagito i tuoi figli alla pandemia?

“Giorgia è nella pace dei sensi. Il suo essere introversa ha fatto sì che abbia trovato rilassante stare a casa. Marco invece è tornato a dormire con me e il mio compagno: ho sistemato la brandina da campeggio vicino al nostro letto, dopo che per un paio di notti veniva impaurito da incubi. Di notte lo sentiamo che parla e si agita, ma almeno dorme, a differenza di prima. Inoltre ha iniziato a non voler più uscire, non so se sia per paura o per le regole. Ho provato a fare con lui una passeggiata appena è stato tolto il limite dei 200 metri, ma ha voluto ritornare subito in cortile”.

Come va con la scuola? Si autogestiscono?

“Giorgia ha cominciato fin da subito a fare video-lezione, Marco invece ha cominciato da un paio di settimane e per fortuna solo il pomeriggio. Lui ha bisogno di assistenza e il pomeriggio io sono sempre a casa così lo posso aiutare. Al mattino mi sono sempre affidata a un’amica di famiglia o alla presenza alternata tra me e il mio compagno, che lavora nell’alimentare. La difficoltà maggiore per Marco è comunque la mancanza di socialità: sebbene non voglia tornare a scuola, chiede continuamente dei suoi amici e non vede l’ora di andare a Nuotocamp”.

Giorgia avrà gli esami di terza media: come state vivendo tu e lei questo passaggio?

“Io me la faccio andar bene, mi spiace non possa essere a scuola ma dall’altra parte sono conscia che non si possa fare nient’altro. La cosa brutta è la confusione: non sappiamo ancora come avverrà, cosa succederà, sebbene io sia anche rappresentante. Lei invece è tranquilla, vive giorno per giorno”.

Essendo fondatrice e amministratrice del gruppo “Essere mamme a Vicenza”, quali sono secondo te le maggiori difficoltà della maternità in questo periodo?

“Le mamme vicentine sono diverse tra loro e molto, in questo periodo, dipende dalla situazione lavorativa. Chi sta benino, ha uno stipendio e un’entrata economica sicura, si gode la famiglia, mentre chi ha necessità economiche logicamente in questo istante è impaurito e arrabbiato. Chi ha bimbi piccoli inoltre la sta vivendo bene perché può godersi la crescita, anche se poi entra la difficoltà se non si ha la possibilità di stare a casa”.

Quali sono state le maggiori difficoltà di questo periodo di pandemia?

“Andare a fare la spesa nell’unico supermercato del paese, che per noi è carissimo, ma per fortuna avendo due entrate sicure siamo riusciti a far fronte al disagio. La mancata socializzazione di entrambi i miei figli è stato un altro ostacolo a cui far fronte, che ha incluso anche i nonni visto che con loro abbiamo solo potuto comunicare con videochiamate”.

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