29 Maggio 2020 - 15.46

ELEZIONI VENETO – Guadagnini candidato del Partito dei Veneti che sfida la Lega

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Dopo il blocco elettorale causato dal lockdown, in vista delle elezioni escono allo scoperto candidati e schieramenti. Sarà Antonio Guadagnini il candidato presidente della Giunta Regionale del Veneto alle prossime elezioni per Il Partito dei Veneti. (in calce gli endorsement ed il manifesto del Partito)

Ad ufficializzarlo, con una nota, lo stesso Guadagnini, che ha accettato il reiterato invito da parte degli aderenti al patto, siglato a Padova nel mese di ottobre scorso, durante una convention a cui hanno partecipato oltre mille esponenti dell’autonomismo ed indipendentismo veneto.
“Dopo anni di divisioni, questa volta abbiamo iniziato per tempo un percorso che tende all’unitarietà di chi crede nell’autogoverno del Veneto – spiega Antonio Guadagnini – ci presentiamo come una forza politica competitiva ed affidabile. Il Partito dei Veneti è una formazione politica indipendente dai grandi partiti nazionali, che parla di contenuti concreti. Ci rivolgiamo al Veneto che dovrà fronteggiare un lock down che farà più danni sul piano economico e sociale dell’epidemia di Covd19. Noi promettiamo ai veneti che saranno governati da un presidente veneto che risponderà solo a loro e non, come abbiamo visto negli ultimi trent’anni e anche recentemente, succube a ricevere ordini di segreteria da Milano e da Roma. Quante volte abbiamo sentito le frasi “stiamo aspettando da Roma” o “se a Milano non ci fosse una situazione diversa”.
Noi non siamo nè il partito di Roma nè quello di Milano, noi siamo “Il Partito dei Veneti” ed a questi e solo a loro risponderemo della nostra azione di Governo”.
Anzi azione di autogoverno, termine che campeggia nelle comunicazioni del “Partito dei Veneti” formazione politica che ha il leone di San Marco su campo rosso che campeggia sul simbolo.
“Quel leone è stato tradito da quasi mille giorni – aggiunge Antonio Guadagnini – a chi mi chiede a cosa puntiamo io non do percentuali, ma un numero: 2.273.985. Sono i veneti che il 22 ottobre di ormai tre anni fa si sono messi in fila per dire sì all’autonomia, troppe volte promessa e mai realizzata. Noi quel traguardo lo vogliamo centrare. Perchè anche la recente epidemia con tutte le decisioni prese a Roma e misure che erano studiate più per compiacere i percettori di sussidi che per tutelare il Veneto produttivo, ha dimostrato chiaramente che di centralismo si muore”.

In allegato la lettera manifesto della candidatura di Antonio Guadagnini e due messaggi di endorsement tra i moltissimi arrivati in queste ore ad Antonio Guadagnini.

Antonio Guadagnini è consigliere regionale eletto dal maggio del 2015. 53 anni, due lauree (economia e filosofia), padre di due bambini, Guadagnini è docente in aspettativa. Risiede a San Giuseppe di Cassola (Vicenza) con la famiglia ed ha un grande sogno come moltissimi altri veneti: l’auto governo del Veneto.

Altri candidati e dichiarazioni (fonte: comunicato stampa)

Al fianco di Antonio Guadagnini ci sono tutte le anime principali dell’autonomismo e dell’indipendentismo veneto, qui di seguito in ordine alfabetico, i messaggi arrivati alla vigilia dell’ufficializzazione della candidatura da alcuni esponenti del mondo che si riconosce ne “Il Partito dei Veneti”.

Corrado Callegari scrive:

Autonomia e risorse: questo è il grande tema e da qui passa l’unica svolta possibile per il Veneto. Non si può rimandare l’autogoverno del nostro territorio, le tasse che paghiamo e il residuo fiscale sono il tesoretto che dobbiamo svincolare da Roma. Nessuno lo ha ancora fatto, girando attorno a promesse e appuntandosi sul petto successi che sono frutto del lavoro e del sacrificio di altri. Sosteniamo Antonio Guadagnini e tutta la squadra che ci vede impegnati per cambiare la vita quotidiana del popolo veneto.

Lucio Chiavegato scrive:

Confermo il mio appoggio alla bozza di contratto elettorale in allegato con la candidatura di Guadagnini alla presidenza della Regione.

Pierangelo Del Zotto scrive:

PRIMA IL VENETO tramite il proprio Segretario Nazionale Pierangelo Del Zotto, ringrazia Antonio Guadagnini per la sua disponibilità e nell’augurare buon lavoro a Lui, ai suoi Collaboratori e ai Candidati tutti, invita gli Elettori a sostenere il Partito dei Veneti in questo importante e decisivo impegno elettorale dal quale dipenderà il futuro del Veneto.

Nicola Fragomeni scrive:

Carissimo Antonio, abbiamo un’occasione unica ed irripetibile per far sentire con forza il bisogno di autonomia. La tua candidatura alla presidenza del Partito dei Veneti è una concreta assicurazione per far sentire il nostro grido a sostegno di quei 2.300.000 veneti che l’hanno votata in un referendum che resterà nella memoria di tutti e sarà consegnato alla storia dei veneti.

Sono felice che sia tu a portare la bandiera di tutti noi.

Ti saluto con stima

Nicola Fragomeni

Sindaco di Santa Maria di Sala

Alessio Morosin, già candidato a Governatore nel 2015 scrive:

Il nostro amato Veneto ha bisogno di riscattarsi e di uscire dalle spire mortali dello statalismo e del sovranismo italiano.

Una forza territoriale come il Partito dei Veneti è indispensabile per dare concreta attuazione (senza altri ritardi ingiustificati) alla volontà di autonomia rivendicata plebiscitariamente con il referendum del 22.10.2017 e per avviare il percorso di autodeterminazione con una nuova costituente.

Con Antonio Guadagnini e con una squadra di persone decise e competenti sarò anch’io presente alle prossime regionali come candidato per il PdV, convinto che bisogna guardare oltre l’attuale maggioranza veneta e sostenere l’unica forza territoriale di autonomisti e indipendentisti capace di liberare il Veneto dal fallimento dei partiti italiani.

Antonio Zanchin scrive:

Veneto Stato, tramite il presidente Antonio Zanchin, appoggia la candidatura di Antonio Guadagnini alla presidenza della regione Veneto. Invita gli elettori a votare il ” Partito dei Veneti” in questo importante appuntamento elettorale.

Il professor Stefano Zecchi, candidato sindaco di Venezia con Il Partito dei Veneti scrive:

Il progetto politico e amministrativo di Antonio Guadagnini è una “visione” necessaria per guardare a un futuro di vera speranza e concreti obiettivi. Esso si pone oltre il limite dell’urgenza presente, verso la costruzione di un’amministrazione del bene comune capace di valorizzare le risorse umane e produttive in un’ottica nuova, dove la logica locale e territoriale può essere volàno di una grande rinascita europea e mondiale.

Lo sviluppo e la modernizzazione del Veneto richiede autogoverno e autonomia: la nostra regione ha dimostrato, indubbiamente, un’ottima amministrazione ordinaria, ha dato prova di un’eccellente struttura socio-sanitaria grazie alla quale i colpi terribili della pandemia sono stati contenuti; ma il Veneto deve andare avanti e solo il cammino autonomista gli può consentire di agire con una sua leva fiscale per il migliore sviluppo economico e sociale. In questa prospettiva, il Veneto potrà opportunamente integrarsi in un contesto europeo, nella nuova Europa delle eccellenze delle comunità territoriali umane, economiche e culturali che, oltrepassando la fallimentare idea di unione di Stati nazionali, rappresenta l’unica possibilità di una vera comunità europea, in cui Venezia dovrà essere la riconosciuta capitale di questa nuova Europa.

MANIFESTO

Partito dei Veneti scende in campo e sfida la Lega: dopo tre anni nessuna autonomia

Il Partito dei Veneti rompe gli indugi e lancia la Candidatura di Antonio Guadagnini alla presidenza del Veneto. Guadagnini è laureato in Economia e Filosofia, ha esperienza amministrativa comunale e regionale oltre ad essere autore di diverse pubblicazioni e convention internazionali sul diritto dei popoli e degli individui all’autodeterminazione. Leader della storica discesa su Roma nel 2008 di oltre 400 sindaci veneti nella battaglia per trattenere il 20% dell’IRPEF i Veneto, poi segretario di Veneto Stato, da oltre 10 anni porta avanti la battagli indipendentista e autonomista dentro e fuori le istituzioni.

Il Partito dei Veneti e Antonio Guadagnini illustrano la loro visione del Veneto: “un’area metropolitana moderna, integrata in una nuova Europa delle piccole comunità, che vada oltre la vecchia Europa degli Stati nazionali. Pensiamo infatti che Venezia possa benissimo essere una delle capitali di questa nuova Europa costruita dal basso, attraverso legittimi processi di Autodeterminazione. Per realizzare questa idea del Veneto ci candidiamo a governarlo con una squadra di figure autorevoli e competenti”.

Guadagnini e il Partito dei Veneti chiariscono: “Non è possibile un’alleanza con la Lega perchè ha subito una decisa trasformazione centralista e non è più un partner adeguato. Per noi rimangono fondamentali le battaglie per l’autogoverno e per l’autodeterminazione. Anche su tematiche locali la linea leghista ha completamente fallito. Basti pesare alla Pedemontana dove i veneti pagheranno 12,5 miliardi un’opera che ne costa 2,3. O le Popolari Venete dove non si doveva assecondare il progetto di fusione del fondo Atlante, ma si doveva spingere per due salvataggi separati”.

Autonomia tradita: “I problemi del Veneto sono riconducibili ad un unico grande problema: la mancanza di risorse. Non contestiamo infatti la gestione amministrativa ordinaria, quella è buona da quando l’ente Regione esiste. Ma l’incapacità di interrompere il continuo drenaggio di risorse che il Veneto subisce da decenni. Ogni secondo perdiamo 500€ e nonostante di 10 anni di governo monocolore leghista nulla è cambiato su questo fronte. Nel 2017 poi, abbiamo votato un referendum dinnanzi al quale Zaia ha assunto impegni precicon tutto il Popolo Veneto. Dopo quasi 1000 giorni, si può tranquillamente dire che la “madre di tutte le battaglie” è ormai persa. Ma a perdere non è la volontà dei veneti di emanciparsi da Roma, ma la strategia di Zaia che si è visto limitare dal suo stesso partito troppo indaffarato a prendere voti al sud. A riprova di ciò vi è il fatto che hanno governato un anno a Roma non concretizzando nulla”.

Guadagnini specifica poi che: “Durate l’ultima legislatura ho proposto azioni concrete tese ad iniziare un percorso reale di autogoverno tutte alla fine osteggiate dai partiti nazionali, Lega compresa, come la creazione di “un’agenzia veneta per la riscossione dei tributi” per non lasciare i contribuenti veneti sotto le grinfie della ex Equitalia. O la proposta di legge per regionalizzare l’IRPEF, altra forma di autogoverno concreto, anch’essa rimasta inattuata”.

Noi, come Partito dei Veneti vogliamo che il Veneto sia finalmente governato da una forza politica territoriale, che a differenza dei partiti nazionali, sia in grado di tutelare interessi e prerogative dei veneti. I partiti nazionali hanno dimostrato in questi anni come si comportano, quando sono al governo nazionale, nei confronti del Veneto: promesse, promesse, promesse e poi tagli, tagli e ancora tagli. Solo un partito territoriale, può avere potere contrattuale nei confronti delle consorterie romane, le quali invece, come abbiamo visto, riescono a condizionare i partiti nazionali piuttosto agevolmente.

MANCA COVID e UN PAIO DI PROPOSTE NOSTRE SECONDO ME

La vicenda Covid-19 lo dimostra. Ci siamo salvati grazie al nostro sistema socio-sanitario, frutto di scelte fatte 30 anni or sono (e all’Università di Padova), che regge nonostante tutti i tagli che ha subito negli ultimi 20 anni.

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