11 luglio 2018 - 9.04

EDITORIALE – Ronaldo, affare per la Juve e per il calcio italiano, con destinazione Champions

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Ora è ufficiale. Cristiano Ronaldo, al momento probabilmente il più forte giocatore di calcio del pianeta, è della Juventus.

La notizia, che da giorni ormai prendeva sempre più concretezza, alla fine è arrivata ieri sera, al termine di una giornata in cui il presidente dei bianconeri Andrea Agnelli è salito su un aereo privato, con destinazione Grecia, per andare a formalizzare l’ingaggio del campione portoghese. Quello che più stupisce è il costo relativamente basso per un fuoriclasse del livello di Ronaldo, il cui cartellino costerà 100 milioni di euro.

La metà di quanto sborsò il Paris Saint Germain al Barcellona per prendere Neymar, pagando la clausola rescissoria, che nel caso di Ronaldo era stata fissata a 1 miliardo di euro. Una scrittura a parte del contratto però consentiva a società, non ritenute dal Real Madrid dirette concorrenti, di prendere il giocatore a un decimo e così è avvenuto. In ogni caso in Italia solo la Juventus poteva permettersi questo acquisto.

Innanzitutto perché Ronaldo non sarebbe andato in una squadra che non ha le chance di vincere la Champions, che già avevano i bianconeri e oggi sono decisamente più solide, e poi perché nessuna si sarebbe potuta permettere il costo complessivo dell’operazione, che, in ogni caso, si aggira, nell’arco della durata del contratto, sui 400 milioni, considerando i 12 milioni previsti dalla Fifa come contributo di solidarietà, i circa 45 milioni al manager del giocatore Jorge Mendes e i 30 milioni netti annui (quasi il doppio al lordo delle imposte) per l’ingaggio del giocatore, per quattro anni.

Se i tifosi della Juventus devono essere orgogliosi e euforici per questo acquisto storico, deve in realtà festeggiare tutto il calcio italiano, che vede arrivare il primo della classe a giocare un campionato che una volta era il punto di riferimento per tutti i migliori giocatori del mondo.

Quell’epoca in cui ogni domenica si poteva vedere in campo Maradona, Platini, Zico, Van Basten, Baggio e Matthäus, solo per citare alcuni tra i più grandi calciatori, vincitori di Palloni d’Oro, che hanno giocato in serie A, sembrava ormai dimenticata e irripetibile, per la crescita in termini di ingaggi e attrattività dei campionati di Inghilterra, Spagna e Germania.

L’arrivo di Ronaldo inverte questa tendenza ed è il segnale che la Serie A torna a essere un polo di riferimento del calcio mondiale. Questo favorirà certamente maggiore interesse e anche crescita di introiti e diritti televisivi, di cui potrà beneficiare tutto il sistema calcistico italiano e di conseguenza, in proporzione, tutte le società, anche le più piccole.

Ormai giocatori planetari come Ronaldo e Messi nel calcio, Federer e Nadal nel tennis, Le Bron James nel basket, non sono solo atleti, ma industrie che muovono intorno a loro miliardi di euro o dollari, con ricadute dirette in ambito sportivo e indirette per quanto riguarda il merchandising e le aziende che li sponsorizzano.

Si dice spesso, rispetto all’economia italiana, che deve essere attrattiva di investimenti esteri. Oggi è come se una tra le tre più grandi imprese di un business mondiale avesse installato la sua sede a Torino, in Italia. Ovviamente queste considerazioni poco importano il popolo juventino, che già sogna una stagione straordinaria della propria squadra, il cui obiettivo principale è tornare a vincere la Champions League.

Negli ultimi anni i bianconeri ci sono andati davvero vicini a vincerla e a riportare a Torino la coppa dalle grandi orecchie, ma il sogno è sempre sfumato in prossimità del traguardo. Gli ultimi due anni le sconfitte sono arrivate proprio dal Real Madrid, con prestazioni straordinarie di Ronaldo, il quale, con i blancos, ha vinto le ultime tre edizioni e le ultime quattro in cinque anni.

Insomma lui sa come si fa e la Juventus lo ha preso perché gli indichi la strada della vittoria, sapendo che la prossima volta, se al sorteggio o in finale esce come avversario il nome del Real Madrid, questa volta, il campione con il numero 7 avrà la maglia bianconera.

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