20 aprile 2017 - 9.52

EDITORIALE – Ladri, soldi nel materasso, banche e la follia dei Veneti mangiapolenta

I soldi escono dalle banche e finiscono sotto il materasso. Ecco il modo migliore per ingrassare i ladri e per distruggere l’economia di quella che fu la locomotiva d’Italia.

Ci sono notizie che arrivano come un pugno nello stomaco e altre che prima ti fanno anche un po’ sorridere e poi devono spingere a preoccuparsi davvero. Quella apparsa oggi è sicuramente del secondo tipo.
Si narra, nella nostra storia, di un pensionato che da poco ha messo da parte la sua liquidazione: 150 mila euro o poco più. Ma è stato scottato, il nostro, dai rumors vari sulle banche. Ha visto, lui, gli amici piangere su risparmi buttati e ha pensato di poter essere più furbo. I soldi se li è tenuti in casa, li ha arrotolati e infilati dentro la testiera del letto e ogni sera si addormentava con la certezza di avere i suoi solidini al sicuro.
Tutto bene fino a quando non ha incontrato la donna, forse più giovane, forse più bella, sicuramente più sgamata. Le ha confidato il suo segreto nell’intimo dell’alcova e tempo un paio di giorni i soldoni non c’erano più. Non basta la denuncia ai carabinieri, non basta la corda già pronta da stringere al collo, speriamo che basti il trattamento sanitario obbligatorio cui è stato sottoposto per ritrovare un minimo di tranquillità se non proprio la pace.
Ve lo siete fatto un sorrisetto sotto i baffi, vero? Bene, adesso torniamo seri. Ma vi pare possibile? Vi pare possibile che il popolo che più ha risparmiato dal dopoguerra ad oggi si riduca in questo stato? Vi pare possibile che gente che alle elementari veniva educata a metter via le monetine nel salvadanaio regalato a tutti gli scolari dalla Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno oggi metta le banconote sotto il materasso? Ma siamo tutti impazziti?
I manager degli istituti di credito si sgolano a ripetere sempre lo stesso mantra: “Bisogna recuperare la fiducia dei clienti”. Ragazzi, quella fiducia è persa per sempre se i vicentini decidono di non mettere i soldi in banca e di farseli rubare dalla prima ragazza che passa, o dal solito ladro che entra dalla finestra.
Il peggio è che, incredibilmente, pare che i vicentini non riescano più nemmeno a fare i propri interessi. Che senso può avere gettare dalla finestra quello che abbiamo costruito in 150 anni di storia della Banca Popolare? Ci sentiamo traditi da chi ha gestito la banca? Si, va bene, è comprensibile. Ma allora per quale motivo buttiamo anche quello che è nostro?
La banca perde 1,9 miliardi di euro nell’ultimo anno, la raccolta dal pubblico è al tracollo, il fallimento – senza ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato – una prospettiva concreta. Se dovesse capitare ci guadagnerà qualcosa il risparmiatore, al di là della soddisfazione di dire: “Muoia Sansone con tutti i filistei”? No. E allora si tratta davvero di una forma di autolesionismo che non si spiega. Noi vicentini, noi veneti, sempre concreti e attenti ai “schei” adesso siamo diventati sventati e sciuponi. Non si tratta di voler salvare le banche o la banca, non si tratta di dar ragione a chi ha provocato disastri, si tratta di fare i propri interessi. Mettere i soldi sotto il materasso è il primo passo, poi cominceremo a voler barattare i beni, quindi ci ridurremo a coltivare l’orto da innaffiare con l’acqua piena di Pfas. L’economia, il progresso, il terziario, l’industria 4.0, la rete e le città cablate, il benessere li lasciamo ad altri. Magari ai cinesi, quelli che hanno imparato anche a comprarsi le squadre di calcio. Noi torniamo a mangiare polenta, loro imparano la nouvelle cousine.

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