7 maggio 2018 - 7.39

EDITORIALE- DALLA ROSA E TOSETTO, LA DESTRA E LA SINISTRA: ED INTANTO RUCCO VOLA

LF

Che cosa è la destra, cosa è la sinistra, cantava con acume già molti anni fa Giorgio Gaber. E sì perché oggi viene indubbiamente da chiederselo, e anche quanto sia per certi versi azzardato addentrarsi in questo terreno senza dubbio scivoloso delle etichette politiche in un contesto elettorale cittadino. Per questo ho avuto un leggero sobbalzo quando il “refrain” di Otello Dalla Rosa e di Matteo Tosetto ha cominciato a girare per l’aere inquieto dei cieli cittadini. Ordunque, Francesco Rucco è un candidato di destra, è stato eccepito da Otello e Matteo ad una platea piddina e forzista quanto mai perplessa: attenzione perché i voti moderati non possono trovare accoglienza in quel contesto! Ma ne siamo così sicuri?
Rucco è un avvocato vicentino e chi ha avuto la ventura di conoscerlo ne apprezza le doti di politico moderato e che ha a cuore soprattutto la città: per questo cinque anni fa, piuttosto di rimanere in un alveo quanto mai complesso e lacerato da divisioni interne inconcludenti, ha deciso di intraprendere la strada civica. Ha messo in gioco un suo futuro politico di comodo per sposare una via accidentata ma allo stesso tempo più aderente alle esigenze dei cittadini e di Vicenza stessa, quella della libertà di una lista indipendente. Ora, che ad appoggiarlo siano i partiti del centrodestra ne connatura e ne specifica una collocazione di area politica, certo, ma sono i partiti ad essersi accodati alla idea civica e programmatica di Rucco, non viceversa. E se essere di destra significa più sicurezza, una viabilità nuova, una riqualificazione delle infrastrutture, il rispetto totale dell’ambiente, una Vicenza sempre più digitale, una città produttiva con il rilancio del centro storico e delle periferie abbandonate a se stesse, una politica sociale integrata, lo sviluppo del brand Vicenza, essere di sinistra che significa? non occuparsi di tutte queste cose essenziali per il futuro della nostra città? Dalla Rosa non se ne occuperebbe nel caso?
Il vero tema è in realtà il discrimine tra chi vuol cambiare la città e chi invece vuol dare continuità ad un mandato amministrativo variatiano. Rucco rappresenta la discontinuità rispetto la passata amministrazione, Dalla Rosa invece la prosecuzione di un mandato nel solco dei 10 anni di Variati. Un tema su tutti per esempio: Campo Marzo può diventare un luogo dove tornare a portare i bambini a giocare? Variati in questo ha fallito, Dalla Rosa che farà? Rucco deve marcare la discontinuità rispetto al centrosinistra per dare una chance di freschezza nella gestione di scelte amministrative innovative.
Ecco, quindi, che trovo quanto meno strumentale ed assurdo il giochino delle etichette e delle pseudo sputtanate: cari candidati, lavorate e spendete questa campagna elettorale per farci comprendere qual è il vostro disegno di città, e non rompeteci più le scatole con questi mezzucci da beghine del quartierino.
Grazie.

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