13 marzo 2018 - 14.18

ECONOMIA – La nuova guerra commerciale di Trump

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Sta per iniziare una nuova guerra con protagonista il governo americano per mezzo del Presidente Trump, con il rischio di un’enorme guerra globale. Questo è lo scenario che si sta delineando post firma che renderà esecutiva l’imposizione di dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio. Il dazio è un’imposta indiretta che si applica alla dogana ai prodotti che vengono venduti ed acquistati da uno Stato all’altro, e servono principalmente per proteggere dalla concorrenza quei servizi o beni prodotti nello Stato d’importazione, facendo di conseguenza salire il prezzo del prodotto venduto all’estero. Contrariamente al libero scambio di mercato, Donald Trump invece vuole imporre nuovi dazi a suo dire per proteggere i lavoratori e le aziende USA rendendo così meno appetibile l’importazione di alluminio ed acciaio rispetto alla produzione nazionale. In Europa, ma non solo, ovviamente si guarda con preoccupazione e sdegno alla decisione del Presidente americano. Se TRUMP resterà fermo sulle sue decisioni, inevitabilmente la UE sarà costretta a rispondere con contro-dazi per compensare i danni subiti alla sua economia. La stessa Cina non starà sicuramente alla finestra minacciando di produrre una risposta altrettanto energica nei confronti degli USA, se gli stessi non modificheranno i loro bellicosi intenti. Tutto questo porta in dote alcuni rischi. Il primo è l’inevitabile aumento di alcuni beni tipo birra e bevande custodite in latine di alluminio, senza dimenticare altri prodotti tipo le automobili ed i camion. Questi aumenti di prezzi si ripercuoteranno inevitabilmente sui consumatori, e non avendo di fatto la certezza su quanto pesanti potranno essere andranno ad alimentare i già surriscaldati timori sull’inflazione americana. Ma il rischio più importante è la reazione che potrebbe innescare in alcune potenze economiche con le relative conseguenze. Non va dimenticato che i quattro paesi che esportano maggiormente acciaio negli Stati Uniti sono Canada, Brasile, Corea del Sud e Messico. I quattro paesi che esportano più alluminio negli Stati Uniti sono Canada, Russia, Emirati Arabi e Cina. Tutte Nazioni potenti che potrebbero reagire in maniera importante. Se non ci sarà una retromarcia da parte di Trump scoppierà una guerra commerciale tra USA e resto del mondo, alla fine della quale ci saranno pochi vincenti e tante povere vittime. L’esempio americano, con la scusa di proteggere le industrie nazionali, darà così l’opportunità a tanti Paesi per giocare sporco sul fronte commerciale, in primis alla Cina, in una sfida all’ultima sangue con in palio la supremazia mondiale.

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