14 Gennaio 2021 - 10.25

Delirio no-vax – Contro il vaccino, ma guai a chi tocca viagra e pastiglie varie

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di Alessandro Cammarano

Il vaccino è arrivato, come la pioggia dopo mesi di siccità, eppure più di qualcuno non gioisce della possibilità di poter tornare – in tempi non brevi ma comunque ragionevoli – a condurre una vita quanto più possibile vicina a quella pre-pandemia.
È di poche ore fa la notizia che nella provincia autonoma di Bolzano, per altro già assurta all’onore delle cronache allorquando la ministra Lorenzin impose il vaccino esavalente come condizione per l’accesso alla scuola e a Bozen e dintorni si scatenò la rivolta, non si vogliono vaccinare neppure i medici – forse aspettano un antidoto tirolese a base di pino mugo? – e le dosi sono dirottate a vantaggio degli ultraottantenni e delle categorie “fragili”. Eppure proprio l’Alto Adige qualche mese fa si autoimpose la zona rossa e sta ancora pagando un tributo pesantissimo in termini di contagi e decessi, ma l’iperattivo assoluto è la riapertura degli impianti sciistici seppure a beneficio dei soli residenti: misteri della mente umana e dei politici.

Il popolo degli antivaccinisti è comunque assai variegato e non necessariamente poco acculturato: sarebbe davvero un errore grossolano derubricare un fenomeno quanto mai diffuso a semplice ignoranza, anche perché alcune argomentazioni, seppur poco fondate, si fondano su argomentazioni ben articolate.

Si trova dunque il novax “politicamente corretto” che, soprattutto nel caso della Pfizer, oppone un rifiuto pressoché totale al farmaco in quanto prodotto da una multinazionale rea di traffici oscuri e corruzioni varie, oltre che di sperimentazioni fatte sulla pelle della popolazione di paesi del Terzo Mondo. Qualche fondo di verità c’è, nessuno lo nega, l’Africa è stato per decenni un laboratorio a cielo aperto e con migliaia di cavie umane a disposizione, però quando la medesima casa farmaceutica lanciò il la pillola blu che tanta serenità e soddisfazione portò a legioni di maschi ex-alfa nessuno mosse un dito a protestare. Due pesi e due misure? Sempre e comunque.

Altri obbiettano sull’eccesiva rapidità con la quale in vaccino è stato messo a punto, testato e autorizzato all’uso portando a suffragio delle loro tesi i tempi lunghi occorsi, per esempio, al vaccino antipolio – al quale per altro si sottopongono tutti più o meno senza fiatare – o all’antitetanica. Peccato che basterebbe leggere un po’ di stampa specializzata, anche senza dover ricorrere a Nature o Lancet, per scoprire che isolata la sequenza del virus la moderna genetica ha potuto elaborare farmaci validi in pochissimo tempo.

Gli antivaccinisti “storici”, quelli che “nemmeno l’antinfluenzale o la trivalente”, sciorinano il loro repertorio di bufale con la prosopopea di un barone universitario citando screditatissimi studi sui rapporti tra vaccini e autismo, bollati come privi di fondamento dal mondo scientifico e definitivamente stigmatizzati in due articoli del British Medical Journal (uno il 5 gennaio 2011, l’altro pubblicato l’11 gennaio 2011) anche a seguito della radiazione dalla professione medica del dottor Andrew Jeremy Wakefield iniziatore “pro domo sua” della teoria del rapporto vaccini-autismo. È sufficiente una ricerca breve per farsi un’idea precisa e trovare argomenti inoppugnabili per opporsi a costoro.

I più boccaloni si fanno affascinare dalle teorie complottiste care all’orrendo movimento QAnon – quello che per intenderci sostiene che dietro la sconfitta di Trump ci sia il Presidente Mattarella che in realtà è un agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica – secondo cui il vaccino modificherebbe la struttura del DNA in modo da rendere chiunque asservito a non meglio precisati poteri oscuri. Peccato che i vaccini anti Covid si basano sullo RNA e il DNA manco se lo filano.

I complottari da bar sono anche arciconvinti che nella siringa sia contenuto un microchip che una volta in circolo nell’organismo renda chiunque controllabile, senza pensare che per questo basta fare giochini del tipo “Che pianta sei” o “Che facevi nella tua vita passata” per cedere a chiunque anche le informazioni sul numero di otturazioni dentali che si hanno in bocca.

Infine i leoni da tastiera, quelli che mettono gli emoticon ridanciani a commento degli articoli su contagi e decessi, i quali sindacano sulla veridicità delle foto in cui sono ritratte personalità nell’atto di farsi vaccinare. Qui i commenti vanno da “il braccio non è il suo” a “è sicuramente acqua distillata” per culminare in auspici di morte da effetti collaterali. Orrore puro.

In tutto questo un lato positivo c’è: avremo più dosi a disposizione di tutti coloro che le aspettano e che percepiscono il vaccinarsi come un dovere etico e sociale. Ah… io mi vaccinerò non appena mi chiameranno.

Alessandro Cammarano

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