21 Febbraio 2020 - 16.17

Coronavirus – In Lombardia tre Comuni… ‘chiusi’

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(FONTE ANSA) “A oggi abbiamo un numero cospicuo di persone su cui stiamo intervenendo, a oggi circa 250 persone sono in isolamento e a cui faremo il tampone“, ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera.

I casi segnalati in Lombardia sono i primi che si sono verificati sul territorio italiano e ci fanno entrare in una fase nuova“: così Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma. “Per la prima volta – precisa – siamo passati da casi di importazione a casi di circolazione locale del virus”.

I COMUNI INTERESSATI – I tre Comuni – Castiglione d’Adda, Codogno e Casalpusterlengo – si trovano nel sud della Lombardia, nel basso lodigiano, a una ventina di minuti di auto da Piacenza e circa un’ora da Milano. Nel dettaglio, Codogno è comune di circa 16mila abitanti. È la seconda città più popolata della provincia di Lodi, in Lombardia. Castiglione d’Adda è un comune italiano di 4.600 abitanti della provincia di Lodi. Casalpusterlengo è un comune di oltre 15mila abitanti, sempre in provincia di Lodi.

Il sindaco di Codogno, con due diverse ordinanze, ha disposto per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani la chiusura delle scuole e, “almeno fino a domenica”, di tutti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico” come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi. La misura, ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Severino Giovannini, è stata presa in via precauzionale.

Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza è in partenza per la Lombardia. Con lui è anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri.

IL PUNTO IN CONFERENZA STAMPA DELLA REGIONE LOMBARDIA – VIDEO

I CONTAGIATI – L’uomo di 38 anni contagiato da coronavirus che è stato ricoverato per primo nell’ospedale di Codogno (Lodi) “è in terapia intensiva, sta meglio di ieri sera, sta leggermente migliorando”, ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. 

L’uomo – che nelle settimane scorse sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina (ora al Sacco di Milano e il cui test è negativo) – si è presentato ieri al Pronto soccorso. E ci sarebbero altri due contagiati: la moglie ed una terza persona che si è presentata spontaneamente in un ospedale con sintomi di polmonite e che avrebbe avuto dei contatti con il 38/enne. 

Secondo quanto ricostruito dai medici che da giovedì lo hanno in cura, il 38enne è andato a correre e poi al lavoro, ha giocato a pallone e ha preso parte a tre cene negli ultimi 4 giorni. L’uomo lavora per una multinazionale che ha una sede a Casalpusterlengo. I sanitari stanno inoltre cercando di ricostruire cosa abbia fatto e chi abbia incontrato in questi ultimi giorni la moglie, che da quanto accertato al momento sembrerebbe però aver avuto meno contatti del marito.

L’assessore Gallera ha spiegato che “sono stati già effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sui medici, gli infermieri e i pazienti dell’ospedale di Codogno dove si è presentato il paziente risultato positivo al Coronavirus. Abbiamo tutti i tamponi pronti. Sono già stati messi tutti in isolamento o chiamati a stare in isolamento al loro domicilio. La moglie, i genitori”. Sono una sessantina le persone che sarebbero entrate in contatto con il 38enne: per loro scatterà la quarantena.  

Gallera ha anche invitato tutti i “cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali“. L’invito a restare in casa viene fatto anche “a Casalpusterlengo in via assolutamente precauzionale”.

Al momento non c’è motivo di elevare il livello di allarme in Italia al massimo. Il massimo livello è se si contano molti casi autoctoni in varie parti d’Italia, cioè servono focolai plurimi che si accendono contemporaneamente”. Così il presidente della Società Malattie infettive e tropicali, Marcello Tavio, a ‘Coronaviris – Il punto’ dell’ANSA. “A quel punto non vale più il criterio epidemiologico di contatto con una persona che ha avuto o ha il virus o è stata in un paese ad alto rischio, perché chiunque potrebbe avere il virus, ma siamo ancora fuori da questo scenario”.

GENOVA – Sono quattro i cinesi ricoverati a Genova per verificare l’eventuale contagio da coronavirus. I quattro, padre e tre bambini, sono sotto osservazione all’ospedale San Martino. L’uomo è asintomatico, i bambini hanno qualche sintomo termico e respiratorio. La mamma e l’altro bambino, al momento asintomatici, sono in isolamento al loro domicilio. Lo rende noto la Regione. Loro compongono il nucleo familiare. La settima persona vive in Italia ma al di fuori del nucleo familiare. Questa non è mai stata in contatto con i componenti del nucleo familiare e su di lei non ci sono attenzioni particolari. Era stata associata al nucleo familiare perché in un primo momento risultava residente con la famiglia. Padre, madre e bambini erano rientrati dalla Cina il 15 febbraio da una zona a elevata circolazione del coronavirus.

PIACENZA – La Ausl di Piacenza ha avviato verifiche e controlli anche sul territorio emiliano: il collega rientrato dalla Cina con cui il paziente 38enne è uscito a cena lavora infatti per un’azienda di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza). I controlli servono a verificare gli eventuali contatti dell’italiano rientrato dalla Cina con dipendenti piacentini dell’azienda.

“A scopo precauzionale è stata inviata una squadra sanitaria per il controllo dei lavoratori nell’Azienda Mae di Fiorenzuola”, ha scritto su Facebook il sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Romeo Gandolfi. “Il lavoratore di Fiorenzuola rientrato dalla Cina a fine gennaio e identificato dal paziente zero come sospettato 1 – afferma – è attualmente ricoverato all’ospedale di Codogno per accertamenti”. “Nel primo pomeriggio avremo altri aggiornamenti dall’Asl di Piacenza”.

Ed è ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del paziente positivo al coronavirus alla Unilever di Lodi, spiega la Regione Emilia-Romagna in una nota. Di questa paziente è atteso l’esito del tampone esaminato presso il laboratorio di riferimento regionale del Sant’Orsola.

Per quanto riguarda le due aziende coinvolteUnilever (dove lavora il 38enne positivo al Covid-19) e Mae spa (dove è impiegato l’amico del lodigiano rientrato dalla Cina), sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti, precisa la Regione Emilia-Romagna. La gestione dell’azienda lombarda (Unilever) è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae. Il dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell’azienda, che oggi è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare. Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21 gennaio e già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l’approccio verrà modificato di conseguenza.

IL BOLLETTINO DELLO SPALLANZANI – “Il giovane ricercatore italiano, caso confermato di COVID-19, è ormai risultato persistentemente negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus”. E’ quanto emerge dal bollettino medico di oggi dell’ospedale Spallanzani di Roma.

“In questi giorni decideremo se dobbiamo, come probabile, metterlo in osservazione in un’altra stanza”. Lo ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia parlando del ricercatore italiano contagiato, a margine del bollettino di oggi. A chi gli chiedeva se fosse guarito ha risposto: “Di fatto, è persistentemente negativo al test”.

“La coppia di cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di Covid – 19, continua a essere ricoverata nel nostro Istituto. Le condizioni cliniche della coppia sono migliorate, in maniera significativa quelle del maschio”.

“Il giovane studente italiano, preso in carico dal nostro Istituto circa una settimana fa, negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus, continua l’osservazione. Mantiene uno stato di serenità e di buon umore ed è in contatto costante con la famiglia”.

Sono stati valutati, ad oggi, allo Spallanzani 68 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino medico dello Spallanzani. “Di questi, 63, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Cinque pazienti sono tutt’ora ricoverati: tre sono i casi confermatidi COVID- 19 (la coppia cinese ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola), due pazienti rimangono ricoverati per altri motivi” prosegue il bollettino.

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