20 Novembre 2019 - 12.02

Confcommercio Vicenza: “Sanzioni sui Pos? Prima abbattere i costi bancari”

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Prima la fattura elettronica, poi i corrispettivi telematici e infine, con il Decreto Fiscale approvato qualche settimana fa, le sanzioni in caso di mancato utilizzo del POS e la “lotteria degli scontrini”. Ce n’è abbastanza per far “salire la febbre” di un settore, quello del commercio e dei pubblici esercizi, che già deve far fronte alle difficoltà del calo dei consumi. “Così non va: la “musica” deve cambiare già in fase di discussione della Legge Finanziaria – afferma Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. Va previsto un reale abbattimento dei costi sulle transazioni, perché qui sta il maggior disincentivo ad utilizzare i terminali Pos, soprattutto per i piccoli importi. E poi va rivista l’impostazione della lotteria degli scontrini, che non può certo partire il primo gennaio 2020”.

Per ora, infatti, la questione di abbattere le commissioni su Bancomat e Carte di Credito è affrontata seriamente solo dalle associazioni di categoria, impegnate a stringere accordi convenienti con gli istituti di credito per conto dei propri soci: ad esempio quelli siglati tra Confcommercio Vicenza e Banca Sella e tra Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e Banca Intesa. “Se ci riusciamo noi a convincere le banche ad abbassare i costi, perché non può farcela lo Stato? – incalza il presidente di Confcommercio Vicenza – Si impegnino di più. Incentivare i pagamenti tracciabili per combattere l’evasione può essere un’equazione condivisibile, ma “il conto” di questa scelta non può essere presentato solo alle categorie del commercio e del turismo”.

Basti pensare che, secondo una stima di Fipe-Confcommercio, se tutti i clienti cominciassero a pagare caffè e cappuccino al bar con il bancomat o la carta di credito, i locali si troverebbero a pagare alle banche 1 miliardo di euro l’anno in commissioni. “Inconcepibile – è il commento del presidente Rebecca – e dunque o esoneriamo il commerciante da quest’obbligo, ad esempio sotto i 30 euro, oppure lo

esoneriamo dal pagamento, azzerando le commissioni sotto la stessa cifra: delle due l’una”.
Invece il Governo ha semplicemente previsto di mettere a bilancio 80 milioni di euro per il credito d’imposta finalizzati, al ristorno di commissioni a carico delle imprese che accettano i pagamenti elettronici: “Troppo poco – ribadisce Sergio Rebecca –, così come appare sproporzionata la sanzione prevista per chi non accetta le carte, soprattutto in presenza di importi minimi. E poi mi chiedo: chi si trova in aree poco servite dalla rete telematica, perché marginali, come fa? Anche su questo problema, non vedo risposte concrete”.

Risposte che mancano anche su un altro “corto circuito” normativo innescato dal Decreto Fiscale: dal primo gennaio, infatti, dovrebbe partire la “lotteria degli scontrini”, che può funzionare solo con registratori di cassa telematici, di cui però i negozianti possono dotarsi entro il 30 giugno 2020, grazie ad un’apposita moratoria. Urge una proroga anche per la lotteria, dunque, ma anche su questo fronte tutto tace.

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