18 Dicembre 2019 - 9.59

Comune di Brendola e Iuav di Venezia insieme per far rinascere l’Incompiuta

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Sabato, nella Sala Consiliare del Municipio di Brendola, è stato presentato l’accordo tra il Comune e l’Università Iuav di Venezia per un contratto di ricerca sulla Chiesa “Incompiuta”. L’accordo di intesa prevede l’avvio di una ricerca dal titolo “Il limite della Rovina. Strategie di conoscenza valorizzazione e conservazione per la Chiesa dell’Incompiuta”. “Questa attività – ha introdotto il Sindaco Bruno Beltrame – svolta in collaborazione con l’Iuav, servirà ad individuare strategie di valorizzazione e conservazione del sito, attualmente abbandonato”.

L’Incompiuta, edificata dalla comunità brendolana tra le due guerre e poi non più portata a termine, rappresenta un simbolo maestoso e dominante, non solo locale ma anche turistico. Per la sua posizione, poi, posta su una lieve collina, il complesso, ben visibile anche da lontano, ha le potenzialità di diventare un polo turistico di livello regionale.

“L’Incompiuta richiede specifici interventi finalizzati alla sua tutela e salvaguardia – ha detto Beltrame – ed è per questo che il progetto con Iuav è fondamentale: è intenzione della nostra amministrazione, infatti, riconsegnarla alla cittadinanza nel più breve tempo possibile. Il suo recupero richiama una tematica di rilevante interesse della comunità locale e dalla forte connotazione con valenza turistica, culturale, economica e sociale”.

Silvia De Peron, Vicesindaco di Brendola, ha commentato così la sinergia che l’amministrazione ha creato con l’Università di Venezia: “Sono convinta che le pietre dell’Incompiuta ci parlino. Ci raccontano delle generazioni passate che con sacrifici, rinunce e tanta generosità ci hanno lasciato questo patrimonio di altissimo valore artistico e morale.  È imbarazzante pensare che i nostri avi nel periodo difficile tra le due guerre siano riusciti a erigere questo splendido tempio – d’altra parte: “Le opere di Dio si compiono anche in anni di miseria” come disse il Vescovo Ferdinando Rodolfi il giorno della posa della prima pietra – e che le generazioni successive non l’abbiano portato a compimento”. L’assessore al bilancio e alla tutela del patrimonio storico-artistico Giuseppe Rodighiero ha specificato: “Questo manufatto ha le potenzialità per essere uno tra i punti di riferimento turistici a livello regionale, in ragione della sua unicità, del valore storico e tecnico che lo contraddistingue nonché della sua collocazione alle porte dei Colli Berici. Un potenziale che, per potersi esprimere al meglio, necessita a nostro avviso del migliore supporto tecnico-professionale. Per questo abbiamo scelto di collaborare con l’Università IUAV di Venezia. Grazie a questo percorso – ha concluso Rodighiero – che inizia con la convenzione in questione, si potrà creare un turismo dei Berici in grado di formare un ricordo, di cui ne è parte integrante proprio questo manufatto”.     

Durante la presentazione del progetto, si sono svolte anche le premiazioni di alcune tesi di laurea sull’Incompiuta. Sono stati premiati gli studenti Jacopo Tibaldo, Erica Ferrarin, Rossella Roan, Pietro Zampieri.

I COMMENTI DEI PROFESSORI DELLA IUAV

La professoressa Emanuela Sorbo della Iuav, ha illustrato la convenzione stipulata oggi: “La convenzione stipulata tra Iuav e il Comune di Brendola ha come obiettivo di applicare una metodologia di studio e analisi per i luoghi abbandonati, sempre più presenti nel territorio, con una sperimentazione applicativa al caso studio della Chiesa “Incompiuta” di Brendola. La ricerca opererà attraverso l’individuazione di strategie di conservazione e valorizzazione del sito ponendo l’accento sulla identità stessa della “Incompiuta” quale luogo di confine tra rovina, non-finito e incompiuto”. Ecco quindi la spiegazione del titolo del progetto, “Il limite della rovina. Strategie di conoscenza, valorizzazione e conservazione per la Chiesa “Incompiuta” di Brendola” nelle parole della professoressa: “La premessa iniziale, “il limite della rovina”, rappresenta anche il confine da superare per reinserire questo bene nel contesto urbano e restituirlo alla comunità. La ricerca avrà come obiettivo quello di restituire un quadro di conoscenza preliminare, disponibile per entrambe le parti, che possa consentire di sperimentare e individuare nuove strategie di conservazione. Particolare attenzione verrà assegnata alla disseminazione della ricerca attraverso una serie di eventi, organizzati da Iuav e dal Comune, che possano rendere partecipi la collettività del percorso svolto. Tra le attività legate si prevede l’organizzazione di un convegno, una mostra dei risultati e una pubblicazione”.

Il Professor Mauro Marzo, Delegato alla didattica e ai rapporti istituzionali con il CUN, il Miur e altri enti anche territoriali, ha portato i saluti del Rettore professore Alberto Ferlenga e ha poi così commentato la bontà dell’iniziativa di Comune e Università: “Ritengo che l’accordo tra il Comune di Brendola e l’Università Iuav di Venezia rappresenti un’occasione importante per entrambe le istituzioni firmatarie. Si tratta di uno di quei momenti virtuosi in cui le esigenze di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio, avvertite ed espresse da una comunità, si intrecciano con gli interessi scientifici e con le competenze disciplinari di cui è portatore un Ateneo qual è l’Università Iuav, che da poco ha avviato  la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, SSIBAP. Il Cluster di ricerca “Paesaggi culturali” del nostro Ateneo, di cui la prof.ssa Sorbo è membro, ha al proprio attivo numerose collaborazioni con Enti Territoriali, Consorzi e Aziende che si pongono il fine di indagare, studiare e elaborare strategie per un’appropriata fruizione e per la valorizzazione dei beni architettonici e paesaggistici che costellano il territorio italiano; un territorio di grande bellezza, connotato da molte criticità ma al contempo ricco di potenzialità inespresse. Penso che di queste potenzialità in attesa di prendere forma, la chiesa incompiuta di Brendola costituisca una perfetta rappresentazione. Sono certo che l’iniziativa cui si dà avvio oggi – ha concluso – consentirà di conseguire, anche grazie al coinvolgimento della popolazione e delle associazioni culturali presenti nel territorio e alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale eccellenti risultati”.

GLI INTERVENTI DEI RAPPRESENTANTI DELLA SOPRINTENDENZA

L’intervento del Dottor Fabrizio Magani, già Soprintendente della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, è stato incentrato invece su una preziosa analisi generale dell’opera: “L’arte dell’Incompiuta, e soprattutto la sua forma e la sua calligrafia stilistica, testimoniano visivamente – per chi la guarda – il percorso di un architetto, Fausto Franco, che giunge alla consapevolezza della disciplina sui modelli della storia del costruire. Fu un percorso di formazione, ma l’opera, per quei casi del destino, ci è tramandata piuttosto come contesto del vuoto, sia visivo che concettuale per via della sua intatta forza evocativa; una fabbrica che arriva a noi dagli anni Venti del Novecento come meditazione sugli stili, un involucro che pare portarci ai fondamenti della stessa architettura. Perciò, pur nella sua astrazione, pare mantenere un valore assoluto nella prospettiva interpretativa che non può slegarsi dal paesaggio circostante. E’ un vero tessuto connettivo – e non tanto risultato incompleto – che ci porta alle sue origini, con una bella storia di comunità che si ritrovò nel cerchio di una costruzione speciale, indaffarata sul progetto che unì le forze solidali dell’intera gente brendolana. Forse lo stesso che si presenta oggi nella continuità di questa nuova iniziativa – ha concluso – che acquista particolare importanza nell’insegnamento e nella determinazione della ricerca”. L’architetto Silvia Dandria, funzionario della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, ha poi aggiunto, riportando al centro il progetto che prende il via oggi: “La ricerca che prende avvio dalla convenzione tra Università Iuav e il Comune di Brendola coglie diversi aspetti del monumento in questione, a partire dalla singolarità architettonica dell’Incompiuta che scaturisce dall’attività progettuale giovanile dell’architetto Fausto Franco ed evoca nell’edificio basilicale spazialità e suggestioni derivate dalle ricerche archeologiche condotte con la Scuola archeologica italiana di Atene su siti di età romano-imperiale del Mediterraneo negli anni Trenta del ‘900. Al valore storico e architettonico del progetto, che merita un’azione di restauro conservativo, si unisce il ruolo dell’Incompiuta nel territorio dei colli Berici come landmark del paesaggio, reso forse ancora più incisivo dallo stato di abbandono. Si tratta di un protagonismo – ha concluso – all’interno di questo contesto collinare costellato da complessi storico-monumentali, oggi relegato alla sola imponenza dimensionale dell’edificio quando, invece, l’Incompiuta deve rientrare in relazione fisica e funzionale con il territorio e, in questo senso, il proposito di ristabilirne un’identità a partire dalla sua consistenza spaziale e materiale è sicuramente un percorso di grande interesse”.

IL PLAUSO DELL’ASSESSORE REGIONALE

Elena Donazzan, Assessore Regionale del Veneto all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro, si è congratulata per il progetto: “Un grande lavoro di squadra che contribuirà a sviluppare un’idea per il recupero di un sito architettonico che, per il territorio brendolano e per l’Ovest Vicentino, ricopre grande importanza da un punto di vista affettivo, storico e artistico: mi complimento con l’Amministrazione Comunale che ha saputo farsi promotrice di una proficua collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, che porterà alla formalizzazione di una progettualità lungimirante ed in grado di ridare un senso ed una visione ad un sito così strategico – ha detto Donazzan – un altro grande risultato per questa Amministrazione comunale capace e a me cara. I miei complimenti infine all’Università IUAV di Venezia, che da sempre crede nel dialogo con il territorio regionale, e alla Soprintendenza, per aver sostenuto con forza la valorizzazione di questa nostra ricchezza architettonica e monumentale”.

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