20 Febbraio 2020 - 18.02

Clausola antifascista diventerà contro tutti i totalitarismi: raffica di polemiche

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Continuano a susseguirsi i commenti dopo che l’amministrazione comunale di Vicenza ha deciso di sostituire la cosiddetta “clausola antifascista” dal regolamento Cosap, quella cioè che disciplina l’utilizzo e l’occupazione di spazi e aree pubbliche con un’altra che invece cita “tutti i totalitarismi”.

La clausola antifascista era stata introdotta dall’ex sindaco Achille Variati poco prima delle elezioni del 2018: le realtà che chiedevano spazi pubblici per iniziative di vario genere, anche politiche, dovevano dichiarare di “ripudiare il fascismo”.

Ora la formula è stata cambiata: “Dichiara di riconoscersi nei principi e valori fondamentali della Costituzione e dello statuto comunale, di ripudiare ogni forma di totalitarismo e di condannare l’uso della violenza a fini politici”. Annuncio e la firma sono dell’assessore alle attività produttive Silvio Giovine, di Fratelli d’Italia.

Ecco gli ultimi interventi

Comunicato di Caterina Soprana – Presidente Lista Rucco

Le polemiche sulla modifica della “clausola antifascista” prevista nel regolamento sull’occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP) sollevate dall’ANPI e dai gruppi consiliari di minoranza non ci sorprendono, ma impongono alcune doverose precisazioni.

Anzitutto, si tratta di una proposta di modifica complessiva che riguarda una serie di norme tecniche e procedurali scritte in modo confuso e impreciso, la cui difficoltà di applicazione si traduce in un aggravio dei procedimenti a danno dei richiedenti l’utilizzo di spazi pubblici.

Non è corretto affermare che la proposta di modifica cancella il ripudio del fascismo presente nell’attuale clausola, anzi è vero il contrario: la previsione del ripudio di ogni forma di totalitarismo ne completa il significato democratico, nella misura in cui supera il riferimento esclusivo al fascismo per affermare un principio generale di portata più ampia: il riconoscimento della libertà quale valore assoluto e fondante della democrazia e dello Stato di diritto.

Il fascismo fu solo una delle declinazioni dell’ideale totalitario che nel secolo scorso privò le persone della libertà, perseguitò gli oppositori imprigionandoli e torturandoli, discriminò le differenze e le minoranze, causando morte e sofferenza in tante parti dell’Europa e del mondo.

I totalitarismi e la violenza politica, i regimi autoritari e liberticidi, le persecuzioni e l’uccisione degli oppositori non furono infatti solo di matrice fascista: i milioni di vittime causate dal comunismo, in ogni paese in cui fu sperimentato, lo testimoniano a tutti gli uomini liberi e provvisti di un minimo di onestà intellettuale.

Limitarsi al ripudio del fascismo in nome dei valori e degli ideali democratici in cui noi per primi ci riconosciamo pienamente è un’operazione ideologica mediocre e strumentale che si trasforma in opportunismo politico nel momento in cui diventa norma regolamentare alla vigilia di una tornata elettorale, com’è accaduto con l’introduzione della “clausola antifascista”.

Chi ama la libertà ripudia ogni forma di totalitarismo, senza se e senza ma.

Certi odiosi distinguo e inutili battaglie ideologiche non ci appassionano, così come non ci appartengono atteggiamenti e posizioni che si richiamano al fascismo e alla sua eredità politica.

Al tempo stesso riteniamo che a questa Amministrazione – che ha organizzato fior di iniziative per la Giornata della Memoria e commemorato le vittime del nazifascismo realizzando quelle lapidi che il centrosinistra aveva dimenticato in qualche cassetto – non servano lezioni di antifascismo da parte di quanti si ostinano ad usare due pesi e due misure nella condanna di tutti i totalitarismi.

Un atteggiamento che ci delude e anzi, peggio, ci offende.

Ennio Tosetto – Consigliere comunale VINOVA (opposizione)

La clausola antifascista va mantenuta

Vinova ritiene che la modifica dell’articolo 5 del regolamento COSAP, proposta dell’Assessore Giovine, dal quale la frase “ripudio del fascismo” viene sostituita con la frase “ripudio del totalitarismo”- meriti tutta la nostra attenzione critica.

Giovine afferma sia necessario costruire memorie condivise rispetto alla immane tragedia che comportò il ventennio fascista in Italia, con tutti i suoi drammatici epiloghi: lo scempio delle leggi razziali, la follia dell’entrata in guerra che tanti morti comportò tra soldati e civili, l’invasione tedesca e il collaborazionismo di tanti giovani italiani.

Sappiamo tuttavia che, alla prova della scienza storica, c’è ancora una parte dell’opinione pubblica di destra che si permette di dire che “Mussolini ha fatto cose buone” o che si sogna di titolare una via, come è accaduto a Verona, al politico fascista Giorgio Almirante, condannato per collaborazionismo con le truppe naziste durante gli anni di invasione tedesca dell’Italia.

Vorremmo, perciò, dire all’assessore Giovine che tale memoria condivisa non si può produrre “cancellando” o “rimuovendo” la memoria stessa di quei fatti che hanno comportato lutti e ferite, ma solamente con un faticoso lavoro di “consapevolezza” civile, che prevede innanzitutto un riconoscimento da chi si dice “di destra” di quanto è accaduto durante quegli anni tragici e di prendere le distanze dai nefasti protagonisti di quelle vicende.

Ma se cosi già fosse, anche a fronte delle continue fascinazioni razziste e fasciste che si riaccendono qua e là, eccitate dal politico populista di turno, sarebbe stato l’Assessore Giovine per primo a ritenere inopportuno il proprio bisogno di “dimenticare il fascismo”.

Per questo Vinova si oppone con forza all’iniziativa di Giovine ritenendola sia pretestuosa sia pericolosa per il clima politico e civile della nostra città: l’amministrazione non si perda in iniziative puramente ideologiche e faccia qualcosa di concreto per il bene della città!

Una “pacificazione nazionale”, è certamente del tutto augurabile, ma senza cedere di un passo nel tentativo di addomesticare quello che è stato il passato, doloroso e tragico, del fascismo in Italia.
Solo questa risolutezza può essere il monito quotidiano per un’azione democratica e libera nel presente di noi tutti, qualsiasi sia la nostra convinzione politica.

Giampaolo Zanni (segretario CGIL Vicenza): “Giù le mani dall’antifascismo”

Il Sindaco di Vicenza ed il suo assessore evidentemente nostalgico di quel regime fascista che tanti mali ed orrori ha inflitto al nostro paese, alla popolazione ed ai democratici che si sono opposti alla dittatura, tolgano le mani dalla cosiddetta “clausola antifascista” che nella nostra città, medaglia d’oro per la lotta di Resistenza, chiunque voglia usufruire di uno spazio pubblico comunale deve sottoscrivere all’atto della richiesta.

Questa clausola infatti non è assolutamente un’incombenza burocratica, come i nostalgici vorrebbero far credere per poterla eliminare, ma rappresenta un requisito necessario ed obbligatorio per chiunque voglia in questo paese avere ruoli pubblici e fare politica, perché i valori dell’amore e del rispetto della democrazia e della libertà di pensiero di tutte e tutti e l’antifascismo, sono stati il cemento che ha unito tutte le forze politiche e sociali che si sono opposte ed hanno sconfitto il regime fascista, e sono stati e rimangono anche oggi il fondamento costituzionale della nostra Repubblica.

Non per odio, ma per amore ed a difesa di questi valori, che ancora oggi taluni e talune faticano ad interiorizzare, la CGIL vicentina si opporrà all’abolizione di questa clausola e si mobiliterà in tutti i modi possibili, assieme a tutte le forze sociali ed a tutti i cittadini che li condividono.

Sen Daniela Sbrollini (Italia Viva): “Giovine tira diritto per una strada sbagliata”

“Parla di pacificazione. Ma le clausole da lui modificate hanno il sapore della revisione. Gioca sulle parole e arrangia le giustificazioni. La sua scelta è ideologica. Punto.

Non sono un caso le immediate prese di posizione di una destra che si smaschera sempre più orgogliosa e disinibita”.

Lo afferma la senatrice di IV Daniela Sbrollini che rincara: “Dimenticare la storia e confondere le verità, mettere insieme prima e seconda guerra mondiale, la Spagna e l’Italia e fare di tutt’erba un fascio ha lo scopo di creare una cortina di confusione storica per sdoganare un capitolo della storia Italiana che non deve più tornare.

Giovine dice che sono altre le priorità? E allora perché si ostina a riproporre questa questione?

Non sarebbe meglio fare regolamenti che evitino equivoci democratici?”

L’assessore regionale Elena Donazzan aveva dichiarato: “Questa è coerenza”.

“L’opposizione reagisce puntando il dito contro la matrice di destra dell’amministrazione a trazione leghista. “L’abolizione della clausola è uno sfregio alla medaglia d’oro ottenuta da Vicenza per il ruolo avuto nella resistenza. L’evocazione della pacificazione sottende la riabilitazione del fascismo”, scrive l’Anpi di Vicenza. 


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