23 Febbraio 2021 - 10.24

Cinque anni di Parkinson Café ad Arzignano

Il 20 febbraio si è festeggiato il 5° anniversario del Parkinson Café, chiuso causa Covid che si prepara con entusiasmo alla prossima riapertura, appena le condizioni lo consentiranno. Nato nel 2016 dalla volontà dei coniugi Silvana e Bruno Mastrotto e delle figlie, lo spazio ha saputo mettere radici nell’area dell’Alto Vicentino rispondendo ad un bisogno latente di accoglienza dei malati di Parkinson e dei famigliari del territorio.

1000 ore di attività motoria erogate, fino a 20 sedute la settimana per rispondere a tutte le richieste; oltre 10 gli incontri per coinvolgere gli ospiti attraverso il supporto di specialisti su tematiche di interesse (terapia, nutrizione, riabilitazione, sport); 30 le sessioni dedicate a piccoli gruppi sul tema del mutuo aiuto per i caregiver, della logopedia e del decadimento cognitivo; e numerose le iniziative ludico-ricreative (feste, gite, teatro, pittura, lettura); un team di 4 istruttori specializzati nell’attività motoria dedicata ai parkinsoniani e uno staff di 12 volontari che con trasporto e dedizione accolgono gli ospiti e gestiscono le numerose attività.

Sono questi i numeri che ben riassumono lo spirito dello spazio che ad Arzignano dal 2016 ha accolto un centinaio di malati con una media di frequentanti di 50 persone.

“Il Parkinson Cafè è nato con l’obiettivo di portare fuori di casa i malati e queste chiusure non aiutano, ma il Covid ci impone prudenza e speriamo di riaprire in tempi brevi anche con novità positive per gli ospiti e per il territorio – afferma Giovanna Mastrotto Presidente della Fondazione Silvana e Bruno -. La convivialità che si respira al Parkinson Cafè manca a tutti soprattutto agli ospiti che, dopo qualche titubanza iniziale al momento dell’adesione, considerano ormai questo spazio come una seconda casa. Se l’obiettivo iniziale che ci ha spinto a creare questo spazio multifunzione era dare la possibilità a tutti i malati di seguire un’attività motoria su base regolare, abbiamo presto capito che c’era un grande bisogno di condivisione, di stare insieme, di trascorrere una giornata spensierata all’aria aperta o un momento di svago a teatro”.

Per questo negli anni l’offerta di iniziative si è arricchita e ascoltando le esigenze dei frequentatori, così come dei famigliari, è stato messo a punto un calendario di attività molto apprezzato: con i corsi di auto-aiuto abbiamo offerto ai caregiver uno strumento per imparare a gestire il loro tempo e le loro energie, spesso tutte dedicate all’assistenza; con gli incontri sul declino cognitivo si è dato un supporto per imparare a riconoscere i sintomi del declino da riportare al medico di Medicina Generale e allo specialista e da qui intraprendere azioni ed accertamenti necessari ed appropriati. Con le sessioni di riabilitazione logopedica di gruppo si è accolto un bisogno molto sentito rispetto alle difficolta nel linguaggio e nella comunicazione che si incrociano con eventuali difficoltà di deglutizione. Per finire, in questo periodo di chiusura, con le sessioni di attività motoria al domicilio da parte dello staff di istruttori.

“Iniziative che devono necessariamente incrociarsi con altre di tipo ludico-ricreativo – conclude Giovanna Mastrotto – perchè spesso il malato di Parkinson si chiude nella propria comfort zone di casa e famiglia e rinuncia alle opportunità che non solo lo rimettono in un contesto di socialità positiva ma che possono aiutarlo nella gestione della malattia: da qui le gite, le lezioni di pittura, le camminate Nordic walking… attività che speriamo di riprendere presto al momento della prossima riapertura”.

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