28 Gennaio 2020 - 10.52

Chi ricorda i vecchi cinema di Vicenza?

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di Alessandro Cammarano

“Hai voglia di un cinema?”; la domanda potrebbe sembrare una di quelle facili…e invece no.

A Vicenza andare al cinema non è più cosa per tutti. Si potrebbe obbiettare che è così un po’ dappertutto e in effetti è vero, ma qui il problema è più evidente.

Un multisala – adesso sono tutti multisala -in centro a Vicenza ci sarebbe pure, ma alcune delle salette sono hanno dimensioni domestiche tanto sono piccole e con schermi che hanno dimensioni quasi simili a quelle di certi televisori ultrapiatti. Una volta che ci si è accomodati nella poltroncina avveniristico -avvolgente si ha la sensazione che uscirne non sarà impresa né facile né scontata. La mente ritorna al l’infanzia, quando in città di cinema ce n’erano parecchi e ciascuno con le proprie caratteristiche. Intendiamoci, le multisala presentano il vantaggio del posto prenotato, il divieto di fumare e degli standard di sicurezza non indifferenti…però manca il calore.

La mente ritorna a sabati pomeriggio piovosi nei quali il “vascheggio” in corso Palladio era disagevole e allora si optava per un film; la scelta era ampia. Il cinema Corso, oggi ridotto a un covo di ratti, chiuso da anni ed eternamente in attesa di una nuova vita, era bellissimo. Moquette ovunque, poltrone comode, la consueta e familiare puzza di fumo – che se uno ci pensa, pur nostalgicamente ma rabbrividisce. Ulteriore bonus era dato alla paninoteca sotterranea che esattamente dietro al “Corso”e ha sfamato migliaia di adolescenti nei mitici anni Ottanta ed era frequentata dai “fighetti”dell’epoca.

Non lontano, giuro dietro piazza delle Poste c’era l’”Italia”, di cui si vede ancora l’insegna, dove si vedevano i film Disney che uscivano durante le feste di Natale; aveva un solo problema: la “spussa de freschin”, dovuta a motivi imperscrutabili e che di tanto in tanto ammorbava la platea. Piccolo, solo platea, ma confortevole.

A ridosso della loggia del Longhena ai giardini Salvi, sorgeva l’”Arlecchino”, non particolarmente bello ma comunque centrale. Non lontano dall’Arlecchino, un po’ nascosto, ecco il “Kursaal”, cinema “per adulti” – leggasi porno – e luogo di perdizione e di incontri furtivi in pieno stile “Commissario Pepe” è luogo di sollazzo per liceali e non solo. .Di fronte a Campo Marzo si trovava il “Palladio”, forse il cinema più bello di Vicenza, con mirabolanti poltrone di finta pelle nera, che erano bellissime a meno che non si fossero indossate bermuda capaci di fare appiccicare le cosce alla pelle in maniera spesso permanente.

Sopravvive, gloriosamente il cinema “Odeon”, il più antico di Vicenza, sede di un cineforum storico e luogo di proiezione di pellicole spesso fuori circuito. Resta da dire della multisala, ovvero di quello che una volta era il cinema teatro ”Roma” è oggi parcellizzato nelle succitate salette. Resta ancora lo scalone di marmo grigio, ma la sontuosa galleria è perduta. Quanti ricordi al Roma, comprese le stagioni degli Amici del Teatro, delle quali magari parleremo un’altra volta. Tengono duro le sale parrocchiali, alcune rimesse a nuovo con gran buon gusto e ricche di “seconde visioni” che consentono di recuperare film che ci erano sfuggiti.

Sapete che vi dico? Io mi butto su Netflix.

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