24 Febbraio 2020 - 16.25

Casi Coronavirus salgono a 32. “Tendopoli” fuori dagli ospedali di Verona, Padova, Belluno

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AGGIORNAMENTO H 16.30—-“In queste ore, all’esterno dei Pronto Soccorso di vari ospedali, stiamo allestendo delle tende specificamente attrezzate che possono essere estremamente utili per molte necessità. Siamo sul pezzo. Già adesso disponiamo di strutture come queste per un totale di 900 posti, che mettiamo in campo, prevedendo anche il peggio, per fungere da polmone di sfogo in caso di arrivo di molti pazienti”. Lo riferisce il Presidente della Regione del Veneto che sta seguendo anche oggi dalla sala operativa della Protezione Civile a Marghera, l’andamento della situazione del coronavirus. “Al momento – precisa l’Assessore regionale alla Protezione Civile – abbiamo ricevuto richieste per gli ospedali di Verona, Padova, Dolo, Mirano, Feltre e Belluno e i nostri uomini stanno provvedendo. Sono tende dall’utilizzo molto elastico e perfettamente attrezzate per svolgere il loro compito”. “Le useremo appena operative – aggiunge l’Assessore alla Sanità – per svolgere le attività di raccolta dei tamponi di controllo e verifiche sulle persone che si dovessero presentare, con lo scopo di alleggerire, almeno in parte, la pressione sulle strutture ospedaliere interne, evitando di intasare i reparti di Pronto Soccorso e di Malattie Infettive per attività non direttamente connesse alle loro specificità”.

In foto: allestimento tendopoli ospedale di Schiavonia lo scorso sabato

AGGIORNAMENTO H 16.15 —– Sono saliti a 32, contro i 27 di stamane, i casi confermati di coronavirus in Veneto alle 12 di oggi. Si tratta di 24 pazienti del cluster di Vo’ Euganeo, 4 casi di Mirano e 4 casi a Venezia.
    I 5 nuovi casi rientrano nelle tre ‘aree’ già individuate. In particolare, per quanto riguarda il focolaio di Vo’ Euganeo i pazienti ricoverati sono 10 – 8 alle Malattie infettive e 2 in Terapia intensiva dell’Ospedale di Padova – quelli non ricoverati sono 13, oltre all’anziano morto il 22 febbraio. Per il cluster che riguarda l’Ospedale di Mirano, vi è un paziente ricoverato in Terapia intensiva a Padova e 3 operatori sanitari non ricoverati. Per Venezia, infine, i pazienti ricoverati sono 3: 1 in malattie infettive e 2 in Terapia intensiva, mentre un paziente non è ricoverato. (ANSA).

AGGIORNAMENTO H 10—- In Veneto ai 25 casi di ieri si sono aggiunti altri due casi di Coronavirus. Lo ha annunciato poco fa la Regione Veneto all’Ansa. Si tratta di una persona anziana del centro storico di Venezia, che era già ricoverata all’Ospedale Civile e che è stata trovata positiva al virus, e di una persona del Padovano. Si tratta di persone appartenenti agli stessi cluster già noti nel veneziano e nel padovano.

Sembra per ora rallentare la progressione dei casi di contagio da coronavirus del focolaio di Vo Euganeo, dove venerdì sera si è registrata la prima vittima italiana Adriano Trevisan.

I casi accertati oggi sono 25: 19 a Vo Euganeo, 1 a Mira, 3 operatori sanitari di Dolo e due anziani a Venezia città.

All’ospedale di Schiavonia sono stati eseguiti circa 1000 tamponi sul personale tutti negativi. Ospedale che resta blindato con 450 persone all’interno come blindato rimane il comune di Vo dove son intervenute le prime pattuglie di carabinieri per far rispettare il cordone sanitario e sono in arrivo anche i rinforzi, polizia e militari inviati dal governo. Nessuno entra e nessuno esce. Preoccupazione anche per i primi due casi in pieno centro storico a Venezia e nella zona di Dolo Mira e Mirano. Il 67enne di Mira che versa in gravi condizioni ha infettato una cardiologa, un infermiere e un’operatrice sociosanitaria dell’ospedale di Dolo.

In Veneto il Governatore Zaia con una superordinanza ha bloccato tutte le manifestazioni pubbliche e private, ha disposto la chiusura delle scuole e dei musei fino al primo di marzo. Disinfezione e sanificazione di treni, autobus e vaporetti. In molti comuni chiudono le porte anche i luoghi di culto. Infine si devono combattere anche bufale e truffe. Il sindaco di Treviso Mario Conte ha avvertito: «Attenti ai truffatori: si spacciano per addetti alla sanificazione» e le ulss sono costrette a smentire falsi casi di contagio diffusi su whatsapp in tutta la regione. Basti pensare al caso di Arzignano, per ore sono girate voci di un contagiato e del pronto soccorso chiuso. Lo stesso a San Donà e a Verona.

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