26 Giugno 2019 - 10.54

BUONGIORNO VICENZA – Rimpasto in Giunta. E’ tremenda l’ira dei miti

Temete l’ira del mite. E’ pacifico e tollerante, intento a scrostarsi di dosso le cicatrici di un dolore antico. Chiede soltanto di essere amato e di non venire considerato come gli altri: i disinvolti, i beceri, gli arrivisti. Coltiva anche dei miti, il mite. Dei miti e dei sogni. Ne conosciamo uno che aveva il mito della Vicenza buona e il sogno di costruire un luogo più moderno e meno grigio, meno ipocrita. Finché il sogno sembrò avverarsi e il mite divenne prima Sindaco e poi Presidente della Provincia. Alle elezioni prese un bel po’ di voti e cacciò all’opposizione chi aveva fatto della politica una professione pur senza essere un professionista, ma i compagni di bottega smisero, in parte, di amarlo. Lui prese tempo, ascoltò la sua sofferenza e prese dimestichezza con le delusioni e con le ingratitudini.

Ma il mite ha pazienza. E un tempismo formidabile. Il momento che sa aspettare è sempre quello giusto. Quando i più pensano che la sua pazienza sia debolezza o indecisione. Il nostro mite, come avrete capito, si chiama Francesco Rucco, nel primo anniversario del suo mandato da Sindaco della città del Palladio manda i primi messaggi, “se non mi viene consentito di raggiungere gli obiettivi per cui sono stato eletto, torno a fare l’avvocato”. Una dichiarazione che fa da anticamera alla determinazione del mite, che quando comprende che deve scegliere tra la città che lo ha scelto e le scorrerie della politica, non tentenna, non barcolla, ma procede dritto e sceglie i compagni di strada con cui andare avanti.

Dietro di lui, tra i calcinacci del vecchio modo di fare politica che passa attraverso le segreterie di partiti, partitini e potentati, si intravvedono impolverati quelli che non hanno capito la differenza tra la debolezza e la mitezza.

Tremenda è l’ira dei miti.

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