30 Giugno 2019 - 12.31

BUONGIORNO VICENZA: Rimpasto di giunta tra fakes e leggende metropolitane

Se avete il tempo – è un po’ di masochismo intellettuale – andate a leggere la cronaca dei quotidiani dell’ultima settimana alla voce “rimpasto di Giunta”. Troverete le analisi, i commenti e le interpretazioni più varie, quasi tutte imprecise e frutto degli spifferi interessati che arrivano da Palazzo Trissino, dove ognuno si improvvisa statista, psicologo e soprattutto interprete del pensiero della città oltre che del leader di turno.

Ma se la vostra curiosità e il vostro masochismo sono patologici, andate sui social. Lì troverete il trash della politica locale più blasonato, con autentiche perle di intelligenza cui non arriverebbe il miglior analista al mondo.

La verità è che la luna di miele è terminata. Chi pensava di vivere tranquillamente per una rendita di posizione legata al rapporto personale con il sindaco deve dimostrare di meritare il ruolo che ha, e questo riguarda tutti, assessori e consiglieri. Se fate una scorreria sul web non troverete mai un minimo di autocritica da parte delle periferie della maggioranza, non troverete una riflessione sulle debolezze del Rucco I, che evidentemente esistono altrimenti non ci sarebbe questa crisi. Una crisi che inizia con la rottura di Berengo e arriva alla sostituzione di Isabella Dotto all’indomani del passaggio di Roberto D’Amore eletto nella lista di Claudio Cicero, l’autobus di passaggio che l’anno scorso gli ha consentito di arrivare in Sala Bernarda, ma da cui è sceso quasi subito. Chi dice per incomunicabilità con il Signore degli Anelli, chi dice perché, in realtà, con Cicero non c’è mai stato feeling. Si sono reciprocamente usati, ma mai amati. Eppure è giusto ricordare che Sergio Berlato è stato il primo sponsor di Francesco Rucco, la lista di Fratelli d’Italia aveva moltissimi amici del sindaco in corsa, ci sono esperienze condivise nel passato di AN, ma la crisi ha lì la sua origine e lì dovrebbe trovare la sua soluzione. Al momento l’irrigidimento da una parte e dall’altra c’è, servirebbe un atto di responsabilità nei confronti di una città che non ama le alchimie della politica e che attende da troppo tempo un cambiamento. L’appuntamento per distinguere le leggende metropolitane dalla politica è al prossimo consiglio comunale

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