24 Luglio 2019 - 10.26

BUONGIORNO VICENZA: Quante manine ci sono su AIM-AGSM?

Potrebbe essere il vero dibattito in città, il cosiddetto grande tema su cui forze politiche e sociali si dovrebbero confrontare , un tavolo in cui maggioranze e minoranze, partiti e sindacati, categorie economiche e resto del mondo dovrebbero dichiararsi cosa pensano del futuro della municipalizzata cittadina, se e soprattutto come aggregarsi, con chi stringere alleanze, attorno a quale big player avviare le fusioni e soprattutto definire costi e benefici per gli utenti, i cittadini e le famiglie di Vicenza che , in fondo, sono i veri azionisti di AIM.

Nel mondo reale dovrebbe essere così.

Invece nel nostro, sempre più surreale, la cronaca viene dettata dalle crisi indotte della maggioranza, dai messaggi ai naviganti di Sergio Berlato, dai traslochi da un partito all’altro dei Carneade della politica locale , dal malpancino eletto a categoria della lotta amministrativa. 

Il centro del dibattito è, al contrario, il futuro di AIM, che non è quello che abbiamo letto ieri nell’intervista pubblicata sul quotidiano di Verona al Presidente di AGSM che trasuda senso di superiorità, nei confronti della nostra Azienda e di chi la governa, in ogni riga, spostando l’asse dalla prospettiva del domani al distinguo dell’oggi. Le parole di Gianfranco Vivian di una settimana fa erano chiare e prive di asprezza nei confronti dei veronesi, quelle di Finocchiaro di ieri sono molto, molto diverse. 

Legittimo chiedersi perché e non pensare alla semplificazione del campanile. 

I due, effettivamente, rappresentano approcci completamente diversi. Il veronese è espressione di Confindustria, il vicentino è uno dei primi iscritti della Lega, un’autentica istituzione in casa del Carroccio. Allora la domanda sorge spontanea, poiché la potente associazione di categoria rappresenta, bene o male, una parte, è intrinsecamente espressione di interessi ed aspettative che rappresentano non la complessità di una città, ma quella degli imprenditori che ne fanno parte. Finocchiaro è più confindustriale o veronese? A leggere le sue parole non ci sono dubbi. Così come non ve ne sono rispetto all’intervista di Vivian della settimana scorsa che traccia un percorso senza e senza battute supponenti nei confronti dei cugini veronesi. Come avrà preso il sindaco Sboarina la sortita dell’ex manager confindustriale? Sarebbe interessante capire il suo commento, se ne condivide la linea, che mette in dubbio le parole di Vivian nero su bianco attraverso il giornale di Confindustria, o se invece capisce che la partenza viene messa a rischio dalla gamba tesa del presidente che ha scelto lui in disaccordo con la Lega, potente alleato di governo a Verona.

La domanda, anche in questo caso, sorge da sola: qual è l’interesse reale di Confindustria di Verona nella partita delle grandi aggregazioni delle municipalizzate?

A Vicenza Vivian sceglie, come sempre, il low profile , la politica della maggioranza è impegnata altrove, quella della minoranza si occupa solo della difesa delle scelte di Variati. Qualcuno dovrebbe accorgersi che la “manina” dei poteri forti su AIM e AGSM ci sta facendo ciao.

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