6 Agosto 2019 - 17.16

BUONGIORNO VICENZA: Quando la politica va in Terrazza

Ci sono dei luoghi che diventano simboli. E dei simboli che diventano dogmi. Succede nella storia e succede, più modestamente, anche a Vicenza dove la terrazza della Basilica Palladiana si sta trasformando nel terreno di scontro delle forze politiche di governo e di opposizione. Basta scorrere le cronache e, soprattutto, i profili social dei protagonisti, quelli di oggi e, ahimè, quelli di ieri che non si rassegnano all’insignificanza, per rendersene pienamente conto. Il racconto è breve e noiosissimo, la settimana scorsa Simona Siotto e Silvio Giovine, rispettivamente assessori alla Cultura e al Turismo, tagliano il nastro della riattivata Terrazza dopo un accidentato percorso per la gara di assegnazione del servizio. Dimenticavano che quel luogo è il simbolo delle due o tre iniziative realizzate dalla Giunta precedente, che essendo stata valorizzata in quel modo secondo il Vangelo di Jacopo Bulgarini d’Elci, era meglio lasciarla chiusa, per poter dimostrare magari l’inadeguatezza a prescindere del Centrodestra. Del resto il doppiopesismo di quel Centrosinistra è noto, quando si va per le lunghe per una gara è perché “serve un approfondimento a tutela della legalità “, quando succede all’avversario politico che sta governando, è perché è incapace di amministrare e arriva, comunque, in ritardo. E poiché si tratta della Terrazza, il luogo da cui il Centrosinistra più rampante e modaiolo guardava al Sol dell’Avvenire, siamo ai limiti della blasfemia. Insomma, in una città che sta decidendo il proprio futuro su Alta Velocità con relativa fermata in zona Fiera, la gestione del Parco della Pace con relativi costi imbarazzanti, i tentativi di recuperare almeno i gioielli di famiglia dopo il terremoto della Banca Popolare, le aggregazioni delle multiutilities su cui si giocheranno ulteriori assetti di potere e di business nel Veneto, la minoranza si straccia le vesti perché chi ha vinto le Elezioni si permette di tagliare il nastro del Dogma della Terrazza, come se fosse stato violato il Tempio di Gerusalemme.
Capisco i simboli, ma ci sarebbero ben altre battaglie da fare che guardare l’orologio sui presunti ritardi di Siotto e Giovine. Specialmente se chi lo fa ha prosperato sul lavoro di Hullweck.

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