5 Luglio 2019 - 11.38

BUONGIORNO VICENZA: Per risolvere la crisi bisogna ripartire dalla Lista Rucco


Ma la cosiddetta crisi in città è vera crisi? O è una crisi pilotata? E quanto? 

Sono domande che ci è capitato di farci in questi giorni dopo la lettura dei quotidiani che raccontano il giorno per giorno di una difficoltà della maggioranza guidata da Francesco Rucco che sembra più un coacervo di piccole ambizioni e carrierismi locali piuttosto che un progetto di città con un leader che ne incarni la linea e ne assicuri i risultati. 

In molti si chiedono da dove nasca questa difficoltà e come si sia arrivati alla crisi. Non c’è dubbio che lo scouting di Fratelli d’Italia che tende a raccogliere i consiglieri che non è riuscita a far eleggere lo scorso anno sia uno degli elementi principali di questo processo.

Ma non l’unico.

Sergio Berlato raccoglie nel suo partito le inquietudini ed i mal di pancia dei delusi. E fa quello che ogni segretario di partito ha nel DNA, cioè crescere, diventare più forte. Si può discutere sulle modalità, che però sono affidate al gossip e quindi non del tutto chiare, ma è chiaro che se il gruppo consiliare della civica di Rucco ha un’emorragia in corso bisogna capire come fermarla da dentro, non solo da fuori. Ed è questo lo snodo su cui dovrebbe riflettere il gruppo dirigente della civica del sindaco, capire cosa non ha funzionato per iniziare una nuova fase che dia un senso ad un’appartenenza. La civica dovrebbe crescere, non calare, ma se si verifica questa strana anomalia significa che è ora di metterci le mani. Come? Magari provando a far passare la convinzione che l’impegno politico, anche locale, non è uno strumento di sociale , ma laboratorio di idee, confronto e poi sintesi di progetti, adesione ad un programma e passione civile per una città che ha bisogno di freschezza, di entusiasmo, di ottimismo per un futuro tutto ancora da scrivere. 

La cosiddetta crisi della maggioranza è in realtà la crisi dell’esperienza di quella civica, che ha perso per strada i principi su cui era stata costruita, in primis quello di essere un contenitore di spiriti e intelligenze libere dai condizionamenti dei partiti. Tornare alle ragioni fondanti della civica è il primo passo da fare, altrimenti la balcanizzazione della Sala Bernarda diventa un rischio reale e la governabilità un sogno che potrebbe non avverarsi più.

La città un anno fa ha scelto al primo turno di premiare la discontinuità, ma con il ricco bottino di consensi che ha prodotto la Lista Rucco arrivando prima ha anche dettato una linea, che valorizza il civismo a danno dei partiti tradizionali e in questi mesi abbiamo invece assistito alla fuga dalla civica verso un partito. Al netto di ambizioni e carrierismi frustrati di questo o quel consigliere , c’è un problema nella civica e lì bisogna che il Sindaco torni a lavorare per avviare la fase 2 del suo mandato, che è già iniziata con il primo rimpasto.

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