13 Gennaio 2019 - 12.31

BUONGIORNO VICENZA: Mutande Olimpiche

E’ opportuno che i calciatori del Vicenza posino in mutande per un calendario all’Olimpico? La discussione è aperta e passa dal Bar Sport del quartiere al salotto aristocratico del centro storico. E’ l’Accademia Olimpica a lanciare la sfida al Sindaco e Assessore alla Cultura, Francesco Rucco, ammonendo, dalle pagine del Giornale di Vicenza, il Comune riguardo a questioni di gusto, tatto, stile, classe, rispetto. Nessuno di questi canoni, secondo il Presidente Gaetano Thiene, è stato considerato avendo concesso questa “performance”.
E fin qui nulla osta.
Ci sta che l’Accademia, come qualsiasi altra istituzione culturale della città esprima liberamente il suo punto di vista su una scelta del Comune che riguarda Vicenza e, in particolare, il teatro coperto più antico del mondo di cui gli accademici dovrebbero essere, in qualche modo, i custodi. Epperò la sortita del Presidente diventa invasione di campo quando ricorda che il patrimonio dell’Accademia, fra cui l’Olimpico, venne confiscato da Napoleone al club degli aristocratici vicentini per poi restare per sempre in mano pubblica. Come dire, “l’Olimpico sarebbe nostro se non fosse passato di qua quel rompiscatole di Napoleone”, e il messaggio a Rucco è molto chiaro: le scelte sul prestigioso contenitore vanno condivise, o concordate o meglio ancora decise con l’Accademia Olimpica. E su questo non siamo d’accordo. L’Olimpico è patrimonio di Vicenza, non è il feudo privato dell’Accademia Olimpica, meglio chiarirlo subito altrimenti si rischia di riproporre un equivoco che abbiamo già visto a Vicenza anche in passato quando si è arrivati a prove di forza tra Palazzo Trissino e Accademia. Francesco Rucco farebbe bene a rispondere alla lettera del presidente Thiene, e farebbe bene a ricordare al presidente gli ambiti di competenza dell’Accademia e quelli del Comune, che sindaci e consiglieri comunali sono eletti dai cittadini per amministrare la Cosa Pubblica e rinnovati, al massimo, ogni cinque anni. Un Consiglio Comunale e il Sindaco che ne è la massima espressione, sono scelte della città, cioè dei tanti elettori che sono i veri padroni dell’Olimpico. Il sindaco non rappresenta se stesso, ma la maggioranza dei cittadini. L’Accademia Olimpica, con tutto il rispetto, è altra cosa e il sospetto che dietro l’argomento dell’abdicazione di valori con cui si lancia la critica al Comune, vi sia il solito tentativo di sollecitare una pura e semplice abdicazione di potere.

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