9 Febbraio 2019 - 12.26

BUONGIORNO VICENZA: La lunga marcia di Francesco Rucco

Era nell’aria da tempo e l’occasione delle elezioni in Provincia ha interrotto la luna di miele tra Francesco Rucco e la sua maggioranza con il messaggio ai naviganti sotto forma di astensione del suo gruppo alla delibera dell’assessore di Fratelli d’Italia. Del resto nelle ultime settimane molte sono state le criticità che sono arrivate sul tavolo del Sindaco: le nomine su Ermanno Angonese, già DG all’Ulss di Vicenza, evidentemente non gradito a tutti considerando che non c’è una dichiarazione della maggioranza che lo abbia difeso dal vetriolo che si è sparso su di lui e sul suo passato nonostante sia stato nominato da Rucco. La freddezza con cui è stata accolto l’incarico di Vicepresidente di IEG a Fabio Sebastiano è altrettanto eloquente; la scarsa chiarezza sul futuro delle aggregazioni di AIM e l’assenza di un punto di vista strategico che passi attraverso un documento della maggioranza preoccupa, e non poco, probabilmente anche lo stesso Sindaco. La confusione di prese di posizione sulla riapertura, o no, al traffico automobilistico di Corso Fogazzaro è un altro sintomo di un malessere che richiede un supplemento di impegno da parte di Francesco Rucco costretto a traghettare il suo gruppo dalla fase della rendita di posizione per l’affermazione elettorale del giugno scorso a quella di una maggioranza adulta che restituisca alla città le ragioni della fiducia nel cambiamento e nella discontinuità con nuove visioni, nuove idee e, soprattutto, atti amministrativi che ne consolidino il ruolo di rottura con i dieci anni di Centrosinistra. La navigazione a vista può essere anche una tattica che funziona ma ha il respiro corto e le contraddizioni rischiano di esplodere se non si rafforza il centrodestra in un disegno condiviso per il futuro di Vicenza. Le criticità con il partito di Berlato, che attira voti e fiducia nella Terra di Mezzo del Centrodestra – Berengo a Vicenza, Massimo Giorgetti in Regione, sono tali finché si lascia spazio ai tatticismi del retrobottega della politica, i problemi con Forza Italia lo stesso, e la Lega, per il momento silenziosa e governativa in aula, potrebbe intraprendere prima o poi la strada del dissenso utilitaristico. E’ tempo di far vedere qual è la differenza tra una maggioranza di governo improvvisata o casuale ed una squadra che interpreta le idee di fondo su cui si è snodata la campagna elettorale di un anno fa. E per farlo bisogna che il Metodo Rucco, da noi definito in queste pagine, si palesi per la sua parte migliore, la capacità di costruire consenso e ricucire gli strappi con obiettivi un po’ più alti del semplice stare assieme. Altrimenti il sospetto che prevalga un inerte tira a campare e si debbano poi rincorrere le emergenze potrebbe diventare una certezza.
Il Sindaco ha davanti a sé un lungo percorso per rimettere sul binario la sua maggioranza, e se in passato ha dimostrato di essere persona paziente e capace di raggiungere l’obiettivo, oggi deve rispolverare quel talento che sembra sopito dai veleni delle nomine e dai personalismi del Centrodestra.

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