29 Settembre 2019 - 11.33

BUONGIORNO VICENZA: Ciceravamo tanto amati

A Claudio Cicero il rapporto con il Sindaco, qualsiasi Sindaco sta sempre stretto. E il copione si ripete da vent’anni con uno schema fisso. Il Primo Cittadino di turno si entusiasma perchè l’attivismo e l’esuberanza di Claudio sono contagiose, ogni Sindaco pensa “caspita finalmente ho trovato uno che lavora davvero”, uno stakanovista della Pubblica Amministrazione, specie praticamente estinta.

E’ capitato ad Enrico Hullweck, ad Achille Variati e anche a Francesco Rucco. L’inizio è sempre positivo, Cicero presente in tutti i cantieri, Cicero che vediamo agli incroci nelle ore di punta con penna e blocchetto a prendere nota di quante auto passano, Cicero che importa per primo l’innovazione delle rotatorie, certo non le ha inventate lui ma gli va riconosciuto che prima di lui a Vicenza non c’erano. Poi però Clau-Dio, prende il sopravvento, il demone dell’onnipotenza si impadronisce di lui e commette, sempre, l’errore di porsi al di sopra del Sindaco di turno. Lo fece con Hullweck, lo ha ripetuto con Variati e ora con ripercorre con gli interessi anche con Rucco. E pur riproponendo lo schema, va sottolineato che è stato un crescendo di errori di valutazione del contesto da parte dell’esuberante assessore alla Mobilità. Con il Primo Cittadino forzista ha fatto questo errore nella fase finale del doppio mandato del teutonico, con Variati è stato un fidanzamento di prova , consigliere delegato, che è naufragato sugli scogli del calendario di Mussolini, ma con Francesco Rucco è stato peggio. Complice la simpatia personale tra i due che si conoscono da sempre, il fatto che Claudio ha lanciato, insieme ad altri, la candidatura a sindaco di Rucco quando erano in pochi a scommettere su di lui, Cicero ha iniziato subito il mandato con l’atteggiamento del risolutore di tutti i problemi, ma sulle questioni strategiche delle infrastrutture (Parco della Pace e Alta Velocità giusto per ricordarne un paio) viene fermato dal Sindaco. Anche lui, proverbialmente paziente, è costretto ad intervenire per sedarlo ed evitare fughe in avanti che possono compromettere i traguardi delle grandi opere. Perchè? Perchè nella fenomenologia del personaggio c’è l’ossessione di fare meglio degli altri, di mettere la firma su una o più modifiche ad ogni progetto che passi per la sua scrivania, forte della sua autopromozione sul campo al rango di tecnico che ha a schifo la politica. Solo che spesso le sue modifiche parlano di tunnel sotterranei fantascientifici o funivie impossibili. E il rischio che il burocrate ministeriale che sta preparando l’assegnazione del finanziamento a Vicenza blocchi tutto di fronte alle richieste di Clau-Dio diventa una certezza, gli ostacoli di Cicero sono l’alibi perfetto dei palazzi romani per fermare i progetti sulla nostra città, e Rucco sa perfettamente che è meglio portare a casa il certo che inseguire le fantasie di Cicero. 

Ora però non si tratta più solo di questo. Non è più la situazione da macchietta dell’unico assessore che non ha whatsapp e manca gli appuntamenti della Giunta. Ora si trova a fronteggiare un attacco convergente da cui non sarà facile uscire: da una parte l’addio di Roberto D’Amore, eletto nella lista di Claudio, che lo ha abbandonato per andare ad ingrossare il gruppo di Fratelli d’Italia, quindi zero consiglieri che lo sostengono; dall’altra il leader del partito della Meloni, Sergio Berlato, che è in pressing per la casella mancante nell’esecutivo dopo l’uscita di Isabella Dotto e la casella del Cicero appeso al filo è l’occasione perfetta; infine ora arriva anche la tegola giudiziaria sulla vicenda dei brevetti che nei giorni scorsi ha portato la Guardia di Finanza non solo a fare una perquisizione in casa sua, ma anche nell’ufficio in Comune, aggravando le tensioni in maggioranza e mettendo ulteriormente in difficoltà il rapporto fiduciario tra Rucco e Claudio. Pare infatti che anche in questo caso, come in quello dell’intervento di agosto in piazza Castello, il Sindaco abbia appreso le informazioni dai giornali. Riuscirà a trovare un punto di accordo per restare in sella? Ora si tratta di verificare un talento di Cicero che finora non abbiamo mai considerato, la sua abilità politica.

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