12 Gennaio 2019 - 18.56

BUONGIORNO VICENZA: C’è una relazione tra AIM e le Cronache di Narnia

Il processo ai vertici di AIM sull’acquisto della piattaforma di Marghera ha attraversato gli ultimi 10/12 anni di vita cittadina come un filtro di lettura della realtà. Il sospetto del malaffare intorno alla gestione Aim dell’epoca di Hullweck è sempre rimasta come un fastidioso retrogusto da cui non ci si è mai liberati. E’ stata senza dubbio la vicenda politico-giudiziaria che ha occupato la scena vicentina almeno fino al tracollo della Banca Popolare, l’argomento principe che ha spiazzato tutti.
In mezzo però c’è stato un percorso che dalla presunzione di colpevolezza a carico di Giuseppe Rossi e Carlo Valle, è finito con la loro piena assoluzione, prima in Appello, poi in Cassazione. Nel frattempo il Centrosinistra, che pochi giorni dopo la conquista di Palazzo Trissino aveva tuonato in aula parlando di “gestione delinquenziale”di AIM – Federico Formisano, oggi segretario cittadino del PD, allora capogruppo in Consiglio -, si è ben guardato dal riconoscere l’errore nonostante le sentenze dei due massimi gradi di giudizio.
Forse perchè non ha cambiato idea. Forse perchè non ha niente da dire. Forse perchè è costume da quelle parti attribuire oggettività alle sentenze solo quando sono di colpevolezza e riguardano la parte avversa. Qualunque sia la verità, il silenzio rimane assordante.
Ma, come nella migliore tradizione del tafazzismo che ha contaminato tutto il quadro politico da molto tempo, ecco che l’assist delle sentenze, che smentiscono un’architettura politica su cui il Centrosinistra aveva campato per dieci anni, diventa un’autogol per il Centrodestra.
Sembrerebbe inspiegabile, ma in un clima politico in cui il retropensiero è diventato la principale categoria con cui si legge la realtà, la domanda di attualità di Simona Siotto, capogruppo della civica Ruccosindaco, anziché essere l’occasione per mettere il Centrosinistra di Variati & C. di fronte alle proprie responsabilità, cioè l’aver costruito un processo politico alla gestione di Centrodestra di AIM per dimostrarne, nel migliore dei casi, l’inadeguatezza, diventa lo strumento per manifestare le divisioni e gli appetiti della maggioranza. L’occasione per mettere in mostra i veleni delle periferie della politica.
Ci sono tutti gli elementi per chiedere aiuto ad un bravo psichiatra. Consiglio non richiesto al Sindaco…..
Quindi non si apre il dibattito sui costi che Comune ed AIM, quindi i cittadini di Vicenza, dovranno sostenere, su quanto è costato il processo a Rossi e Valle, piuttosto che sul lavoro di indagine al Consiglio di Amministrazione di cui Rossi era Presidente. No, si apre la fiera delle insinuazioni e del complottiamo all’amatriciana.
Quella vicenda ha generato o meno un danno alla città? E chi all’epoca scatenò la bufera dov’è finito adesso? I censori di allora che hanno puntato il dito per dieci anni contro il Centrodestra, autorappresentandosi come gli amministratori perbene, ora si nascondono dietro i comunicati stampa del pur volenteroso e innocente Colombara, rimasto da solo a raccontare le Cronache di Narnia dell’era Variati. Che però Cronache di Narnia erano e rimangono, perché la magistratura, non la politica, si è pronunciata sui fatti, su quello che c’è davvero al di qua dell’armadio. Non ci sono streghe bianche, elfi o marmotte parlanti. E’ la vita reale. E la vita reale stabilisce che il processo AIM è stato nient’altro che un processo politico al Centrodestra.
Simona Siotto, che prima di essere consigliere comunale fa l’avvocato, lo ha capito bene e per questo aveva rilanciato con la sua domanda di attualità. Chiedeva se, alla fine, dopo dodici anni di processi c’era pure la beffa che Comune ed AIM dovevano pagare le spese per un processo politico voluto dal Centrosinistra. Ma aveva dimenticato che anche in Sala Bernarda, a volte, arrivano strane creature attraverso l’armadio e pensano che una domanda di attualità sia l’oscuro segnale della strategia criminale della Strega Bianca. Ed allora ogni lettura, anche la più surreale, è possibile.
Ogni lettura, fuorché quella giusta.

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