9 Settembre 2019 - 11.02

Bloccato di notte senza orientamento sul Monte Baldo, individuato con i segnali di luce del cellulare

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È stato ritrovato a notte fonda tra sabato 7 e domenica 8 settembre l’escursionista, quarantenne di Arco, che nel tardo pomeriggio di sabato si era perso sul Monte Baldo. I soccorritori sono riusciti ad individuarlo anche grazie ai segnali di luce che l’uomo lanciava con il cellulare.

Partito a piedi da Cassone, l’uomo aveva raggiunto l’Eremo di San Benigno e Caro. Come raccontato in seguito ai soccorritori, si era poi inoltrato in una valle laterale, poiché aveva letto in internet dell’esistenza di un sentiero attrezzato, poi non risultato esserci.

Di fatto aveva camminato a lungo superando salti di roccia e attraversando piccoli vai, fino a quando era rimasto bloccato senza orientamento. A quel punto ha deciso di chiamare il 112 e a rispondere è stata la Centrale di Brescia.

Ai primi operatori a parlare con lui – poi non era stato più possibile comunicare né geolocalizzarlo – aveva detto di essersi inoltrato a sinistra rispetto all’Eremo e di trovarsi sopra una cascata. Allertati attorno alle 19.30 dal 118, dodici componenti del Soccorso alpino e speleologico di Verona, si sono portati sul posto, dopo aver intuito dalle informazioni ricevute che l’uomo potesse trovarsi in Val Torrente.

Una squadra è salita a piedi all’Eremo in poco più di un’ora partendo dal basso, le altre squadre hanno invece percorso con due mezzi fuoristrada la ripida forestale da Malcesine fino a Malga Fiabio, da dove si sono poi incamminati in Val Torrente, vallata priva di una rete di sentieri segnalati.

Verso mezzanotte il primo contatto vocale, benché ancora distante. I soccorritori sono poi risaliti alla fonte del richiamo e hanno individuato il quarantenne in una diramazione laterale della valle, anche grazie ai segnali di luce da lui lanciati col cellulare.

Dopo essersi calati con due doppie e averlo raggiunto, hanno valutato un possibile percorso di rientro, riuscendo a trovare un passaggio tra le rocce, e assieme a lui sono tornati all’Eremo sotto la pioggia scrosciante all’una e un quarto, per poi riaccompagnarlo dai familiari alle 2.15.

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