15 Marzo 2019 - 16.19

Coppia vicentina accusa insegnanti e comitato genitori: “Nostra figlia di colore emarginata ed esclusa”

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Una coppia di genitori residenti in un Comune del Basso Vicentino ha diramato alla stampa, tramite legale, una nota nella quale vengono denunciati episodi di esclusione ed emarginazione della loro figlia adottiva di colore di 7 anni, sia da parte delle insegnanti sia da parte del comitato genitori. Per ovvie ragioni di tutela della sicurezza e della privacy del minore in questione non indichiamo né la scuola né offriamo elementi che possano far ricondurre alla famiglia o al Comune nel quale risiedono, anche perché nella nota vengono fatte serie accuse al corpo docenti e al comitato genitori della scuola. La bambina verrà chiamata per opportunità Francesca. Ovviamente se qualcuno si sentisse direttamente chiamato in causa da questa vicenda o si vedesse ingiustamente accusato, oppure avesse qualcosa da ridire sulla ricostruzione dei fatti da parte dei genitori potrà riferirlo alla nostra testata.

Pubblichiamo la nota nella quale il legale della famiglia descrive quanto starebbe accadendo nella scuola.

“L’alunna è stata vittima di esclusioni e discriminazioni sia da parte delle insegnanti sia da parte del comitato dei genitori. Francesca è purtroppo spesso derisa, provocata e offesa per le sue origini africane e il suo comportamento: Francesca desidera socializzare, invece si ritrova sempre sola e persino mandata fuori dalla classe durante le lezioni.
Tuttavia questa situazione potrebbe cessare con un intervento idoneo del corpo docente. Infatti, la scuola non è soltanto un luogo di cultura dove apprendere materie e sviluppare le proprie attitudini, ma è anche un campo educativo dove imparare da subito valori importanti quali il rispetto, la solidarietà, la condivisione, l’uguaglianza, linguaggi appropriati.

Un bambino infatti può ancora non sapere bene come comportarsi, può reagire in modo sbagliato; proprio per questo deve essere guidato da un adulto.
In particolare, gli alunni della classe in questione sono talmente agitati che le insegnanti non riescono a svolgere l’attività didattica. Come conseguenza le docenti sono indietro con il programma scolastico e hanno necessità di un insegnante di sostegno per tutta la classe, circostanza di cui il rappresentante di classe ha parlato col preside e vicepreside dell’istituto comprensivo.

Di fronte alle provocazioni rivolte a Francesca le maestre raramente intervengono, Francesca cerca di ignorare le provocazioni, ma è pur sempre una bambina, e quando si vede continuamente derisa e offesa, reagisce perché è l’unico modo che ha per far cessare i comportamenti. In questi casi le maestre fanno proseguire a Francesca le attività portandola in altre aree della scuola anche se lei vuole restare in classe, isolandola più che mai.

Francesca più di una volta è tornata a casa con dei segni fisici lasciati dalle maestre (una volta un graffio molto evidente sul viso un’altra un grande bernoccolo), le quali per cercare di contenere le reazioni di Francesca la bloccano; al contrario basterebbe capire la causa delle reazioni di Francesca e intervenire per prevenire le stesse cause delle reazioni.
Ancora, Francesca viene molto sottovalutata nel suo rendimento scolastico; nei compiti a casa e in classe prende sempre ottimi voti da parte delle insegnanti quali “Brava, Bravissima, Ottimo, Eccellente, Super”, ma nella pagella poi viene valutata con tutti “6” e “7”, quando a scuola il suo rendimento nelle materie è equivalente a quello nei compiti a casa.

Ciò che è assai più grave è l’esclusione di Francesca da attività didattiche obbligatorie e attività formative extrascolastiche. Francesca è, infatti, stata esclusa dalle lezioni obbligatorie del lunedì e mercoledì pomeriggio che ricomprendono anche l’unica ora settimanale di inglese; i genitori hanno chiesto il reinserimento sentendosi rispondere con un netto rifiuto per una presunta ingestibilità dell’alunna. A conferma dell’intelligenza dell’alunna, si fa presente che Francesca studiando da sola con il solo supporto dei genitori è in grado di effettuare
con immediatezza a mente le tre operazioni imparate a scuola. Tuttavia, i genitori di Francesca lavorano, pur essendo genitori presenti, non possono sostituirsi al corpo docente. Soprattutto non è giusto che Francesca debba provvedere autonomamente allo studio dei programmi scolastici, quando va a scuola proprio per avere degli insegnanti e dei compagni. Compito delle insegnanti è poi la gestione degli allievi; non possono escludere un alunno perché ritenuto più vivace, specialmente se queste reazioni sono dovute alle cause su esposte che ben potrebbero essere prevenute dalle insegnanti.

Ultimamente Francesca è stata esclusa persino dalle attività formative extrascolastiche di cui si occupa il comitato dei genitori e non può più andare né in piscina né al corso di inglese, attività in cui rendeva molto bene. Ovviamente l’esclusione dalle attività scolastiche ed extrascolastiche pomeridiane ha comportato anche l’esclusione dalla mensa.

Francesca stava per essere esclusa persino dalla recita natalizia perché si sarebbe tenuta di pomeriggio quando lei non viene a scuola e non è pertanto coperta da assicurazione. I genitori sono stati informati solo il giorno stesso della recita e la madre ha dovuto chiedere all’ultimo momento al datore di lavoro un permesso lavorativo, permesso che non era scontato ottenere,

È umanamente intuibile l’assai triste stato d’animo sia dei genitori, sia di Francesca.
Francesca ormai si sente emarginata da tutti, è molto demoralizzata ed è arrivata a chiedersi perché è isolata e se è diversa dagli altri bambini, quando al contrario i bambini sono tutti uguali.

Ciò che è più grave è il fatto che la situazione di emarginazione della bambina andrà sempre più accentuandosi.
Isolando ed escludendo Francesca da tutte le attività che i compagni svolgono, la bambina si sente — pur erroneamente — diversa dai suoi coetanei, rifiutata; se questo stato d’animo è devastante per un adulto, ancor di più lo è per un bambino di 7 anni, che già a quest’età si trova a conoscere discriminazioni ed esclusioni,

Già l’essere sempre allontanata dalla classe aveva determinato in Francesca un disagio che sfociava in atteggiamenti inadeguati; adesso con questo progressivo e accanito isolamento Francesca di fronte alle cattiverie potrebbe reagire in maniera ancor più aggressiva; si ripete che Francesca mantiene il più possibile il controllo, ma in un contesto quale quello appena descritto qualsiasi bambino alla fine reagirebbe.

Francesca in tutti gli altri posti che frequenta viene sempre elogiata per il suo ottimo comportamento, perché persone non appartenenti all’ambito scolastico la rispettano sempre. Le stesse insegnanti di nuoto e di danza riferiscono che Francesca è una bambina molto serena e tiene un comportamento adatto alla sua età.

Tutti 1 gravissimi comportamenti sinora descritti denotano un clima di intolleranza quasi persecutorio nei confronti di Francesca, che viene offesa ed emarginata. Le maestre anziché insegnare il rispetto, l’educazione e l’uguaglianza alla classe escludono Francesca dai corsi obbligatori, la sottovalutano in pagella, usano mezzi sbagliati per calmarla di fronte ai compagni e non sanno in generale gestire la classe; dal canto suo anche il comitato dei genitori la esclude da importanti attività formative extrascolastiche quali il nuoto e il corso
d’inglese.

Per ultimo — ma non per importanza – si fa infine presente che i miei assistiti, in un atteggiamento di collaborazione verso le maestre (collaborazione che non è stata reciproca) hanno portato Francesca sia dalle psicologhe sia da una neuropsichiatra infantile per sentirsi rispondere che Francesca è una bambina che non ha alcun problema tale da necessitare di un supporto psicologico e/o psicoterapeutico.

Tra l’altro le maestre e il preside non hanno neppure rispettato l’obbligo di privacy visto che hanno comunicato a terze persone che Francesca era andata in visita dalle psicologhe.

Si è quindi scritto alle istituzioni scolastiche quali il provveditorato agli studi di Vicenza, la direzione scolastica regionale veneta, la presidenza e direzione della scuola  e al comitato dei genitori, per ottenere la revoca di tutti questi provvedimenti di esclusione attuati nei confronti di Francesca, ma ad oggi non vi è stato riscontro (…)”.

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