14 Febbraio 2019 - 13.56

Attenzione alla “sindrome di San Valentino”

La Sindrome di San Valentino colpisce non solo i single, ma anche le coppie: nella fascia di età compresa tra i 35 ed i 54 anni un’italiana su 3 ed un italiano su 4 sono infatti a rischio tristezza.

A causa dal senso di esclusione che viene scatenato dalla festa degli innamorati, questa sindrome colpisce maggiormente i single: in questo giorno il 40% degli scoppiati tendono a sperimentare angoscia e depressione.

Ma il 14 febbraio anche le coppie sono a rischio di infelicità e malumore.

«Il rischio maggiore lo corrono le coppie che stanno insieme da più di un anno, ma da non più di 7 anni. Le coppie di lunga data ne sono pressoché immuni perché hanno avuto il tempo di adottare tecniche di compensazione» precisano gli psicologi e gli analisti di Anima Select.

Escludendo quindi le coppie di lunga data, quelle che hanno superato la cosiddetta crisi del settimo anno, tutte le altre dopo il primo anno hanno bisogno di fare un «tagliando» per migliorare la relazione e scoprire se la coppia è destinata a durare in futuro.

«Proprio come una macchina che ha percorso 100 mila chilometri, dopo un certo tempo anche le coppie hanno un grande bisogno di fare un “tagliando”» puntualizza Giuseppe Gambardella, ideatore e ceo di Anima Select.

Ma che cosa è la Sindrome di San Valentino? «Questa sindrome si manifesta come un malessere che molte persone sentono con l’approssimarsi della Festa degli Innamorati e che spesso dipende dal fatto di non avere trovato la persona giusta (per chi è in coppia) o dal senso di esclusione da questa festa (per chi è single)»

«Ma sia per chi è in una relazione che per chi è single -proseguono gli psicologi- altrettanto spesso la ragione per cui si manifesta la Sindrome di San Valentino è legata alla “filofobia”: quell’angoscia che alcuni provano all’idea di innamorarsi e intraprendere una relazione duratura».

La filofobia è dunque «paura di amare», un disagio emotivo che nei casi più gravi porta ad una condizione di inibizione e di introversione cronica, fino ad arrivare all’apatia ed all’alienazione dai legami familiari e sociali. Una condizione emotiva che può dunque apportare grandi difficoltà nel costruire relazioni sane e durature.

«È come se invece di amare si congelassero i propri sentimenti e si avesse paura di fronte alla prospettiva di potere incontrare e uscire con qualcuno. I sintomi possono anche essere evidenti: battito cardiaco irregolare, mancanza di respiro, sudorazione, nausea ed un intenso bisogno di fuggire dalle situazioni concrete o anche solo ipotizzate con un potenziale partner».

«E purtroppo sono soprattutto i giovani ad esserne colpiti -spesso inconsciamente- come meccanismo di difesa dal dolore, perché amare significa mettersi a nudo e mostrare le proprie fragilità,”donando se stessi” e mettendosi in gioco fino in fondo» conclude Roberto Sberna, direttore generale di Anima Select.

 

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