15 Gennaio 2020 - 14.47

All’Ospedale di Arzignano una nuova tecnologia per curare le aritmie

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Tutto sembra normale, poi all’improvviso qualcosa non va: il cuore sembra “perdere un battito”, oppure al contrario battere all’impazzata, senza apparente motivo. È l’aritmia, una condizione che si manifesta appunto con un’alterazione della regolarità o della frequenza cardiaca, che se trascurata può generare uno spettro di sintomi che va da episodi di cardiopalmo tachicardico improvviso a riposo, alle vertigini o alla perdita di sensi (sincope), fino all’arresto cardiaco ed alla morte.

La terapia può prevedere – a seconda dei casi – l’utilizzo di farmaci oppure l’ablazione, ovvero la distruzione del punto esatto – all’interno del muscolo cardiaco – che provoca l’aritmia, mediante l’emissione di energia (radiofrequenza) concentrata su un’area da 4 a 8 millimetri, mediante la quale è possibile punto dopo punto, eseguire piccole lesioni lineari.

Proprio per una maggiore efficacia in questa metodica, il reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Arzignano si è arricchito di un’innovativa tecnologia: il sistema di mappaggio elettroanatomico CARTO 3, che permette la ricostruzione dell’anatomia delle strutture cardiache del paziente, al fine di guidare in modo più efficace e preciso le procedure di ablazione con radiofrequenza di numerose aritmie cardiache.
«Quando si esegue un’ablazione cardiaca – spiega il dott. Cosimo Perrone, responsabile dell’Unità Operativa di Elettrofisiologia ed Cardiostimolazione di Arzignano – è fondamentale individuare come ma soprattutto dove origina l’aritmia, ossia il punto preciso sul quale intervenire: con la tecnica tradizionale questo avveniva mediante l’impiego della radioscopia che guidava la posizione degli elettrocateteri nel sito del cuore ove eseguire l’ablazione, seguendo solo la registrazione dei segnali elettrici registrati nelle cavità cardiache. La nuova tecnologia di mappaggio elettroanatomico CARTO consente la ricostruzione tridimensionale delle cavità cardiache in tempo reale, permette una significativa riduzione dell’impiego di raggi e visualizza con maggior precisione le sedi di ablazione con una notevole riduzione dei rischi connessi all’erogazione dell’energia ablativa con radiofrequenza».

L’acquisizione di questa nuova apparecchiatura consentirà di aumentare le potenzialità diagnostiche e terapeutiche della Cardiologia di Arzignano, soddisfacendo una richiesta assistenziale che è in costante crescita ed è destinata ad aumentare ancora nei prossimi anni, di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. L’incidenza delle aritmie cardiache, infatti, cresce con l’avanzare dell’età: ne soffrono il 4,8% degli anziani tra i 70 e i 79 anni e oltre il 15-20% tra gli 80 e gli 89 anni; solo lo scorso anno, all’ospedale di Arzignano sono state 22 le sedute di ablazione con tecnica tradizionale, eseguite per il loro trattamento.

«L’implementazione di questa attività – spiega il dott. Claudio Bilato, direttore dell’Unita Operativa Complessa di Cardiologia di Arzignano – va ad integrare la già avviata attività di elettrofisiologia e la pluriennale esperienza di cardiostimolazione, perfezionata nell’ultimo anno con il raggiungimento della totalità del controllo remoto a domicilio dei dispositivi impiantati presso l’ospedale di Arzignano. Ma accanto all’introduzione costante di nuove tecnologie, voglio sottolineare anche l’importanza dell’aggiornamento continuo delle competenze professionali di tutto il personale medico e infermieristico: anche questo è un investimento fondamentale che nel nostro reparto va di pari passo con l’innovazione tecnologica. In modo particolare, voglio menzionare i dottori Giacomo Mugnai e Stefano Cavedon, che sono “in prima linea” in questa nuova attività».

«Con questa nuova dotazioni – commenta il Direttore Generale dell’Ulss 8 Berica Giovanni Pavesi – incrementiamo ulteriormente gli standard assistenziali, già elevati, della Cardiologia di Arzignano e allo stesso tempo ci attrezziamo per rispondere anche in termini qualitativi all’incremento della domanda assistenziale per questo tipo di patologia cardiaca, che è tra i più diffusi».

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